07/13/2023
Da L'Espresso Settimanale, dedicato a tutti i nostri amministratori, complici della distruzione globale del nostro PAESE ITALIA:
"Giro l’Italia da Nord a Sud di continuo e la osservo. Una malattia oscura l’attanaglia: la bruttezza architettonica. Sembra il discorso che faceva l’autista di Johnny Stecchino, «la piaga di Palermo è il traffico», però è vero.
Abbiamo un tesoretto di centri storici e opere antiche di cui campiamo: è l’eredità di una civiltà secolare che ha fatto scuola nel mondo e di cui ci troviamo amministratori, ma non prosecutori, visto che sono decenni che non costruiamo altro che rotonde, centri commerciali e zone industriali (non nominatemi piazza G*e Aulenti a Milano, quella è un centro commerciale).
«Tutta l’Italia, in assenza di qualsiasi effettiva programmazione economica e urbanistica, rischia di essere a poco a poco ricoperta, dalle Alpi al Capo Passero, da un’informe, ininterrotta, repellente crosta edilizia di asfalto che tra qualche decennio ne cancellerà praticamente ogni carattere e fisionomia». Lo scriveva nel 1975 Antonio Cederna in “La distruzione della natura in Italia”. Oggi vediamo che è realmente accaduto.
In questo Paese non sei libero di pitturare la facciata di casa a pois per rispettare le norme sul paesaggio, ma è lecito sviluppare questi agglomerati di cemento armato, catrame e plastica che si estendono per chilometri, queste interzone da metavita senza alberi, trafficate solo da camion e furgoni. Attorno alle zone industriali brutte sorgono bar brutti, case brutte, scuole brutte e quindi vite brutte, contagiate dal brutto architettonico. Ripeto, il nostro core business dovrebbe essere il Bello, ma non possiamo limitarci a quello di secoli fa e costruirgli attorno oscenità. Credete che vivere attorno a questi non luoghi non abbia conseguenze? Conosco scuole in zone come quelle che ho descritto in cui, per nove mesi l’anno, i ragazzi vedono tutti i giorni la bruttezza.
Ci sono assessori in ogni città, ci sono politici che dovrebbero occuparsene, ma in base a quali linee guida? A quali direttive? Non c’è un vero pensiero di tutela del paesaggio. Sarebbero graditi ministri della Cultura che fanno le barricate per cause del genere. L’emergenza del Bello per noi è urgente come quella per il clima.