20/05/2021
Sviluppata una nuova tecnologia di terapia genica che spinge le cellule del cancro a produrre composti terapeutici in grado di distruggere la massa tumorale dal suo interno. In altri termini, porta le cellule cancerose ad auto-eliminarsi. Questa tecnica ha un duplice, significativo vantaggio: da una parte permette di convogliare concentrazioni elevate di farmaci direttamente dove ce n'è bisogno, dall'altra si abbatte la tossicità verso le cellule sane innescata dai chemioterapici circolanti o dalla radioterapia. I test sono stati condotti in laboratorio su modelli animali, pertanto i risultati andranno confermati in seno alla sperimentazione clinica. Tale approccio potrebbe essere efficace anche nel trattamento della COVID-19.
I ricercatori, coordinati dal professor Andreas Plückthun, docente presso il Dipartimento di Biochimica dell'ateneo svizzero, sono giunti a questo risultato dopo aver modificato con l'ingegneria genetica un adenovirus, un patogeno che provoca il comune raffreddore e già utilizzato in diversi vaccini anti Covid (come il Vaxzevria di AstraZeneca, l'Ad26.COV2.S di Johnson & Johnson e lo Sputnik V del Gamalaeya Research di Mosca). In parole semplici, lo hanno trasformato in una "navetta di trasporto" che fornisce i geni alle cellule tumorali spingendole a produrre gli agenti terapetici alla base del processo di autodistruzione. I composti generabili tramite la tecnica sono anticorpi, citochine e altre sostanze di segnalazione che favoriscono l'eliminazione del tumore.
Il professor Plückthun e i colleghi hanno chiamato questa tecnologia SHREAD. “Induciamo il tumore a eliminarsi da solo attraverso la produzione di agenti anti-cancro da parte delle sue stesse cellule.
Gli agenti terapeutici, come gli anticorpi terapeutici o le sostanze di segnalazione, rimangono per lo più nel punto del corpo in cui sono necessari invece di diffondersi nel flusso sanguigno dove possono danneggiare organi e tessuti sani”. Attraverso un sofisticato sistema di imaging 3D gli scienziati hanno osservato che la tecnica SHREAD crea fori nei vasi sanguigni del tumore e distrugge le cellule dall'interno.
Un approccio simile potrebbe essere efficace anche contro la COVID-19, l'infezione provocata dal coronavirus SARS-CoV-2. Il trattamento, spiega la dottoressa Smith, potrebbe essere somministrato attraverso aerosol; ciò spingerebbe la produzione di anticorpi specifici contro il coronavirus direttamente nelle cellule polmonari, dove ce n'è maggiore bisogno. “Ciò ridurrebbe i costi, aumenterebbe l'accessibilità delle terapie Covid e migliorerebbe anche la somministrazione di vaccini attraverso l'inalazione”, ha concluso l'esperta.