30/05/2026
Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota di Uniti per Fare, che chiarisce le motivazioni della scelta di celebrare il 2 giugno in piazza, nel segno dei valori della Repubblica, della partecipazione e del confronto con la cittadinanza.
COMUNICATO STAMPA
Festa della Repubblica: fare chiarezza per rispetto della verità e delle istituzioni
Vittuone, 30/5/2026 - In merito al comunicato diffuso dal Partito Democratico locale riguardo alle celebrazioni del 2 giugno, l’Amministrazione comunale ritiene opportuno fare alcune precisazioni, nel rispetto dei cittadini e della verità dei fatti.
Si ritiene innanzitutto doveroso rettificare quanto riportato circa una presunta convocazione dei rappresentanti dell’ANPI da parte del Sindaco.
Nessuna convocazione formale o informale è stata disposta. I rappresentanti dell’associazione si sono presentati autonomamente presso il Municipio e il breve scambio avvenuto all’ingresso del Palazzo comunale non può in alcun modo essere rappresentato come un incontro istituzionale convocato dal Sindaco per comunicare decisioni già assunte.
È auspicabile che il confronto pubblico si sviluppi sulla base di una rappresentazione corretta dei fatti, evitando ricostruzioni che possano generare fraintendimenti nella cittadinanza. Nessuno intende cancellare, sminuire o mettere in discussione il ruolo storico della Resistenza, dei partigiani e dei valori dell’antifascismo, che rappresentano una parte fondamentale della nostra storia nazionale e del percorso che ha condotto l’Italia alla libertà e alla democrazia.
Proprio per rispetto della storia, tuttavia, è necessario fare chiarezza: il 2 giugno celebra la nascita della Repubblica
Italiana, frutto del referendum istituzionale del 1946, ed è la festa di tutti gli italiani.
La Resistenza combatté per liberare l’Italia dal nazifascismo e restituirle libertà e dignità. Al suo interno convivevano
sensibilità e culture politiche differenti: vi erano partigiani di ispirazione cattolica, laica, socialista, liberale e anche i
cosiddetti “partigiani azzurri”, di orientamento monarchico. Questo ricorda a tutti noi che la lotta di Liberazione fu
anzitutto una battaglia per la libertà del Paese, patrimonio comune che non può essere ridotto ad appartenenza esclusiva
di una sola parte politica.
L’ANPI, come tutte le associazioni del territorio, ha pieno titolo a partecipare alle celebrazioni civili e al ricordo della
nostra storia democratica. Ciò non significa, però, che possa rivendicare un ruolo privilegiato o esclusivo nelle
celebrazioni del 2 giugno, ricorrenza che appartiene alle istituzioni repubblicane e all’intera comunità nazionale.
La scelta organizzativa adottata per la celebrazione risponde esclusivamente a ragioni istituzionali e pratiche, anche alla
luce dei tempi particolarmente ristretti determinati dal recente passaggio elettorale.
La delibera richiamata dal Partito Democratico aveva carattere di mero indirizzo, come è naturale che fosse, considerato che l’imminente rinnovo dell’amministrazione rimetteva alla nuova giunta le scelte organizzative definitive.
Non vi è dunque alcuna volontà di interrompere tradizioni né tantomeno di svilire la memoria. Vi è invece la volontà di
celebrare la Festa della Repubblica con il dovuto decoro istituzionale, nel segno dell’unità, del rispetto delle istituzioni
democratiche e dei valori costituzionali che uniscono l’intera comunità.
L’Amministrazione continuerà a operare nel solco della libertà, della democrazia e dell’antifascismo, respingendo ogni
tentativo di trasformare una ricorrenza che appartiene a tutti in terreno di contrapposizione politica.
Il 2 giugno deve essere un momento di condivisione e coesione civile, non di divisione.