Adriatico Mar

Adriatico Mar Interpretazione moderna della cultura enogastronomica adriatica dalla Grecia alla Puglia, a Venezia. Cucina separata e proposte specifiche per celiaci.
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Il protagonista è il Mare Adriatico: l’idea fondante è quella di ricreare in chiave attuale la varietà di prodotti, cibi, vini, carni e formaggi che, grazie alla secolare unità territoriale e commerciale dell’ Adriatico, fino a qualche decennio fa erano quotidianità a Venezia. Vini, olive e yoghurt dell’Egeo, malvasie istriane e giuliane, vini dei colli berici e euganei, primitivi pugliesi accompa

gneranno formaggi friulani, trentini, dell’entroterra del Conero e salumi emiliani e trevigiani, pesce conservato ed insaccati dalmati e soprattutto verdure fresche a km zero provenienti dalle isole della laguna. The protagonist is the Adriatic Sea: the basic idea is to recreate, in a modern variety, products, foods, wines, meats and cheeses that until a few decades ago were everyday's food and drink in Venice. Wine, olives and yoghurt from the Aegean, Istrian Malvasia wines from the venetial hinterland, "Primitivo" from Puglia accompany cheeses from Friuli, Trentino, the Conero riviera, salame fromTreviso, Dalmatian fish and sausages and especially fresh vegetables "zero kilometers" from the islands of the venetian lagoon. Separate food preparation facilities and menu proposals for celiacs.

VIAGGETTI IN EMILIAMercoledì 26 febbraiodalle 18:30 ad esaurimento energiepresso la MALVASIA ALL'ADRIATICO MARl'oste DIE...
24/02/2025

VIAGGETTI IN EMILIA
Mercoledì 26 febbraio
dalle 18:30 ad esaurimento energie
presso la MALVASIA ALL'ADRIATICO MAR
l'oste DIEGO SORBA mesce
una pedalata tra vini e carni dell'Emilia
sapori lungo la dorsale appenninica.
Saranno con noi gli amici PAOLO MERLINI e MAURIZIO SILVESTRI
che presenteranno il loro nuovo libro
"VIAGGETTI IN EMILIA. Fuori rotta dall'Appennino al Po'".
Costo del viaggio30 euro.
Sarà possibile acquistare il libro separatamente durante la serata.
Vi aspettiamo a bordo.

FESTA DELLA SALUTEGiovedì 21 novembre 2024Giornata dedicata alla convivialità lagunareAlla Malvasia all' Adriatico MarDo...
20/11/2024

FESTA DELLA SALUTE

Giovedì 21 novembre 2024

Giornata dedicata alla convivialità lagunare

Alla Malvasia all' Adriatico Mar
Dorsoduro 3771

dalle ore 12 alle ore 22

verrà servita la castradina
accompagnata dal vino rosso di Dalmazia
il Plavac Mali
come tradizione vuole

Ci vediamo a bordo

Salute !

Le meraviglie nascoste del nostro territorio.Ci viviamo, le calpestiamo ogni giorno senza conoscerle
01/10/2024

Le meraviglie nascoste del nostro territorio.
Ci viviamo, le calpestiamo ogni giorno senza conoscerle

Il Museo della Centuriazione romana di Borgoricco (Padova), il territorio tra Padova, Treviso e Venezia raccontato attraverso l'archeologia. Per approfondire...

MAR de MOLADADa una paio d'anni qui al Mar abbiamo cominciato un nuovo progetto: raccontare il nostro territorio, la nos...
15/09/2024

MAR de MOLADA

Da una paio d'anni qui al Mar abbiamo cominciato un nuovo progetto: raccontare il nostro territorio, la nostra Terraferma, la parte femminile delle nostre lagune alto-adriatiche, attraverso i fiumi che le fanno da apparato circolatorio: le vene aperte dell'Adriatico.
Nello stendere la luce su questo mondo arcaico, consunto e modernissimo, prevalentemente oscuro, malfermo, pacifico e minaccioso, domo, pio ma capace di sterminatrice furia, abbiamo preso come filo narrativo i vignaioli che potano e deraspano lungo questi corsi d'acqua, ad un tiro di schioppo dalle loro chiuse, a portata d'offesa dei loro argini. I vini di questi indomiti artigiani del torchio sono le parole che scivolano nei calici, a narrare questa storia di confine, mobile, tra terra, sassi, cielo ed acqua.
Nessuno meglo di Marco Paolini poteva esprimere la liquidità tumultuosa di questo idraulico sentimento.

Grazie Marco e non perdiamoci il suo spettacolo.

Mar de Molada abbraccia il bacino del corso del Piave dai monti al mare, Marco Paolini svilupperà un racconto in quattro tappe per creare consapevolezza e d...

01/07/2024

Siamo tutti con voi.

Datemi un'osteriae vi solleverò il mondo.
01/07/2024

Datemi un'osteria
e vi solleverò il mondo.

29/06/2024

I Bajau in Indonesia, Filippine e Malesia furono registrati per la prima volta dagli europei quando l'esploratore veneziano Antonio Pigafetta li incontrò nel 1521. Questi nomadi marittimi hanno pescato e si sono immersi per molti millenni e nel corso di questo tempo hanno sviluppato milza più grandi che permettono loro di immergersi più a lungo rispetto all'umano medio.

Secondo gli scienziati:

"La milza più grande rende più ossigeno disponibile nel sangue per immersioni. Situata vicino allo stomaco, la milza grandezza di pugno rimuove le vecchie cellule dal sangue e agisce come una vasca da sub biologica durante le lunghe immersioni. "

Le persone di Bajau possono tuffarsi fino a oltre 200 piedi e trattenere il respiro per 13 minuti. Possono anche camminare sul fondale marino cacciando pesci. Queste persone vivono la maggior parte della loro vita in mare e sono i primi umani conosciuti geneticamente adattati alle immersioni.

In questi giorni al Teatro Malibran, fù Teatro San Giovanni Crisostomo.
12/06/2024

In questi giorni al Teatro Malibran, fù Teatro San Giovanni Crisostomo.

12/06/2024

Il muro sull’acqua più affascinante del mondo

Sono diversi i muri, in giro per il Mondo che, per varie ragioni, sono entrati nei libri di storia.

Parliamo di cinta murarie particolarmente importanti, come quella di Gerusalemme, di cui rimane il Muro Occidentale, meglio conosciuto come Muro del Pianto, o quella di Babilonia che Erodoto ha descritto come alta 105 metri, spessa 25, e sulla quale si aprivano 100 porte bronzee finemente e riccamente decorate.

Come non citare la Grande muraglia cinese, la più grande fortificazione del pianeta, lunga oltre 6.000 chilometri, la cui costruzione è iniziata nel 214 a.C..

Oppure, decisamente più recente, il Muro di Berlino, la cui caduta, nell’autunno del 1989, ha idealmente posto la parola fine su di un’epoca di tragedie, conflitti e tensioni.

Anche la Laguna di Venezia ha il suo “muro” e, dopo aver toccato i cinque Ottagoni, sorvolando per ultimo quello di Ca’ Roman, abbiamo pensato di portarvi ad osservare un’opera straordinaria, situata sull’acqua: tra il Mare Adriatico e la Laguna di Venezia.

Il Murazzo di Ca’ Roman non è una semplice “diga”, ma è un simbolo della lungimiranza e dell’amore verso la Laguna; un lavoro d’ingegneria a dir poco straordinario che affascina tutt’oggi.

Ideato oltre 300 anni fa (nel 1716) da Padre Vincenzo Coronelli e realizzato sotto la guida di Bernardino Zendrini tra il 1744 e il 1782, rimane tutt’oggi (dopo vari interventi avvenuti nel corso dei secoli) un’opera incredibilmente bella e resa ancor più affascinate dal contesto in cui è inserita.

Osservando “il murazzo”, ci siamo ritrovati ad immaginare quanto arduo potesse apparire il progetto a chi si è trovato a iniziare la sua realizzazione.

Se vi capita di arrivare fin lì, provate a immaginare il vociare delle maestranze al lavoro, il rumore derivante dalla posa in opera della pietra d’Istria, la fatica e il sudore che sono stati necessari, a quei tempi, per portare a compimento un simile progetto che ha tutelato e continua tutt’oggi a proteggere la laguna.

A noi piace definirlo “Il muro sull’acqua più affascinante del mondo”: e voi, cosa ne pensate?

Testo: Debora Gusson – Riccardo Roiter Rigoni

Fotografia: Riccardo Roiter Rigoni

L’eredità di Ennio Concina è una Venezia da riscoprire«Il lavoro di ricerca non si basa sull’inventario, si basa sull’in...
09/06/2024

L’eredità di Ennio Concina è una Venezia da riscoprire
«Il lavoro di ricerca non si basa sull’inventario, si basa sull’invenzione». Questa frase di Ennio Concina, affidata forse all’ultima intervista rilasciata dal grande storico dell’architettura...

16 Maggio 2014 alle 04:16
1 minuti di lettura

«Il lavoro di ricerca non si basa sull’inventario, si basa sull’invenzione». Questa frase di Ennio Concina, affidata forse all’ultima intervista rilasciata dal grande storico dell’architettura veneziana e bizantina, scomparso circa un anno fa, compendia il senso e la grandezza del suo pluriennale lavoro di “scavo” nella storia urbana e architettonica di Venezia e nei suoi rapporti con il Mediterraneo e l’Oriente islamico. Un lavoro affidato, sì, a una monumentale e capillare analisi delle fonti iconografiche, documentali e materiali, ma anche alla geniale capacità, che gli era propria, di incrociarle sul terreno dell’interdisciplinarietà e della loro comparazione. Scoprendo, così, nuovi filoni di ricerca e la capacità di “leggere”- partendo sempre dal testo, veneziano, greco o arabo che fosse - la storia di una civiltà, come quella veneziana, in tutte le sue sfaccettature. Quell’intervista è stata parzialmente riascoltata ieri a Venezia, nell’Aula Magna dell’Ateneo Veneto, nel corso della bella e intensa giornata di studio e di ricordo della figura di Concina che l’istituzione presieduta dal professor Guido Zucconi - d’intesa con le due università di Ca’ Foscari e Iuav in cui Concina insegnò - ha voluto dedicargli, riunendo colleghi, studiosi e allievi del grande storico per ricordarne la lezione, soprattutto nella sua attualità. Perché quello che è stato ripetuto più volte e da più persone ieri è che il patrimonio che Concina ha lasciato - oltre a un archivio enorme e di straordinaria importanza (basti pensare solo a ciò che riguarda l’Arsenale di Venezia, di cui è stato il massimo studioso) che attende di essere valorizzato come merita da chi dimostrerà di avere la competenza e l’interesse per farlo - sta proprio nell’attualità della sua ricerca e negli sviluppi che essa offre agli studiosi che vorranno raccoglierne il testimone. Anche se la Venezia di oggi - come ha ricordato ieri un’altra storica dell’architettura dell’Iuav come Manuela Morresi - non è quella che Concina ha studiato e valorizzato, “soffocata” nella sua forma urbis dalle grandi navi, dai banchetti di souvenirs o da interventi “innovativi” come quello di Rem Koolhaas per la trasformazione in grande magazzino del Fontego dei Tedeschi. E se Michela Dal Borgo ha ricordato le trentennali “peregrinazioni” di Concina nell’Archivio di Stato di Venezia, riocostruendo così, attraverso l’elenco delle sue schede di consultazione, l’evoluzione progressiva della sua ricerca sulla città, Claudia Salmini e Giordana Trovabene hanno ricordato lo studio pioneristico della struttura urbana di Venezia tra Medioevo e Settecento, attraverso le migliaia di schede redatte con il suo “pool” di ricerca sulle decime e sui catasti relativi alle sue abitazioni. L’unico mai realizzato.

Enrico Tantucci

«Il lavoro di ricerca non si basa sull’inventario, si basa sull’invenzione». Questa frase di Ennio Concina, affidata forse all’ultima intervista rilasciata dal…

Jordi SavallMare Adriaticum2012L'Adriatico non come marema come ponte.
07/06/2024

Jordi Savall
Mare Adriaticum
2012

L'Adriatico
non come mare
ma come ponte.

JORDI SAVALLMARE ADRIATICUM :Venise, les mondes sépharades et ottomans01 Alba (Instrumental Invocation)02 Menk Kadj Tohmi (Traditional, Armenia) 03 Danza del...

31/03/2024

Oggi L' Adriatico Mar di cioccolato
osserva un giorno di riposo.
Ci rivediamo domani.
BUONA PASQUA !

Indirizzo

Calle Crosera Dorsoduro 3771
Venice
30123

Orario di apertura

Lunedì 17:00 - 22:00
Martedì 17:00 - 23:00
Mercoledì 17:00 - 22:00
Giovedì 17:00 - 22:00
Venerdì 11:00 - 22:00
Sabato 11:00 - 22:00
Domenica 11:00 - 22:00

Telefono

+390414764322

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