09/04/2026
È da un po' di giorni che penso, da quando siamo stati a trovare Manu e Marta di Koinè e abbiamo parlato un po' del futuro, poi il giorno dopo ci siamo trovati con Corrado alla Distesa e abbiamo di nuovo parlato un po' del futuro, del passato, di chi siamo.
Poi Corra ha fatto quel bel post sui prezzi dei vini che era parte del discorso che ci eravamo fatti quindi ho pensato che mi andava di scrivere qualcosa.
Abbiamo lottato "contro" il vino convenzionale perché non ci rappresentava, perché era diventata una moda di etichette buttate a caso sui tavoli e nei bicchieri di spocchiosi figli di papà, oggi buona parte del "movimento" naturale è diventata identica, ormai è una gara di cielodurismo a chi apre la bottiglia più iconica dello Jura, la più costosa della Borgogna, la più introvabile delle Langhe. La curiosità ha lasciato spazio alle foto di Instagram perché si sa, tira più una foto di Ganevat che un carro di buoi, forse non era così ma vabè avete capito.
Ecco io penso che forse bisognerebbe ripartire da qui, dall'essere Osti, ricercatori, curiosi, con la voglia sincera di trovare un buon vino e farlo scoprire agli avventori del bancone, perché noi dobbiamo tornare al servizio dello spirito delle persone, non del loro ego, e forse dovremmo anche prenderci un po' meno sul serio!
Viva il vino
Viva gli osti
Viva i bevitori sinceri!