11/05/2026
Mapuche, vero nome di Enrico Lanza, che per anni si è finto indiano irochese aggirandosi per i sobborghi di Pancalieri vestito solo di un perizoma e armato di un affilatissimo Tomahawk, è un progetto artistico originale e più prolifico di un allevamento di conigli.
Nasce nel lontano 2008, ma il primo disco, Anima Latrina, esce soltanto nel 2011 per un brutto equivoco con Albano, che accusa mapuche di plagio costringendolo all'esilio forzato in Argentina. È qui che dopo anni di vagabondaggio conosce un vecchio saggio che, in un delirio metafisico, gli sussurra all'orecchio due parole che gli faranno tornare la voglia di riscatto, keep shining.
Torna in Italia, invia un telegramma ad Albano, in cui lo saluta affettuosamente per poi allegare una bustina di antracite con l'intento di avvelenarlo. Albano trasale ma non si lascia ingannare e anzi, in un rito psicomagico brucia tutto e battezza uno dei suoi ulivi Enrico.
Sotterrata l'ascia di guerra, mapuche comincia a pubblicare una serie infinita di album, uno più bello dell'altro, in cui unisce il suo animo burlesque a sonorità rumoristiche e infinite contaminazioni.
Suonerà mercoledì 13, giorno caro agli americani, al Dunque, alle 18.30
Ospite d'eccezione Elettra Lamborghini