27/03/2026
Aymerick Géantet è figlio d’arte. Suo padre è Fabien Géantet, titolare del celebre Domaine Géantet-Pansiot a Gevrey-Chambertin.
Pinot Nero nel DNA, Aymerick rappresenta la "nuova onda" dei vignerons francesi: pur rispettando le tradizioni di famiglia, ha sentito il bisogno di esplorare territori meno rigidi e più inclini alla sperimentazione naturale.
L'Esperienza al Domaine Prieuré Roch è stata un passaggio fondamentale della sua formazione, e lo ha segnato profondamente.
Lì ha appreso l'approccio naturalista estremo:
- Fermentazioni a grappolo intero.
- Assenza totale di solfiti aggiunti.
- Una visione del vino come organismo vivo, lontano dalle standardizzazioni tecnologiche.
Sebbene la sua base operativa rimanga legata alla Borgogna, Aymerick si è innamorato dello Jura, un territorio che oggi è l'epicentro mondiale del vino naturale.
La sua avventura nello Jura non è quella di un proprietario terriero tradizionale, ma di un négociant-vinificateur artigianale. Seleziona uve di altissima qualità da viticoltori che lavorano in biologico o biodinamico e le vinifica secondo la sua visione.
Il suo vino simbolo, "La Plume", incarna perfettamente questa storia:
A differenza dei classici Borgogna, qui Aymerick unisce il Pinot Nero e lo Chardonnay (la sua eredità) con il Poulsard, il Trousseau e il Savagnin (l'anima dello Jura).
Il nome "Plume" (Piuma) non è un caso. Cerca vini che abbiano una bevibilità estrema, che siano leggeri, trasparenti nel colore, ma vibranti di energia.
Usa pochissima o zero solforosa, fermentazioni spontanee e vasi vinari inerti o vecchie barrique che non rilasciano aromi di legno, per lasciare che il frutto e il sale dello Jura emergano prepotenti.
Aymerick Géantet è il ponte tra due mondi: porta il rigore e l'eleganza di Gevrey-Chambertin e l'etica di Prieuré Roch dentro i vitigni rustici e affascinanti dello Jura.
Il risultato sono vini dalla pulizia quasi paradossale nonostante l'assenza di chimica.