09/05/2026
Sicurezza a Trento, CPI: “Basta vigilantes, serve controllo reale del territorio”
Trento, 09 maggio – Dopo anni di degrado e notizie di cronaca, Ianeselli prende in mano la compromessa situazione della sicurezza a Trento e affida parte del controllo alle guardie giurate.
Filippo Castaldini, coordinatore regionale di CPI: “Che fine ha fatto la favola di una Trento ‘isola felice’ e inclusiva? Sembra che Ianeselli abbia finalmente sbattuto contro la realtà. Peccato che, invece di affrontarla con la dignità di un amministratore, abbia scelto la via del grottesco: l’arruolamento di vigilantes privati in Piazza Dante. Siamo arrivati ora alla resa incondizionata”.
“Ianeselli, non riuscendo a garantire l’ordine pubblico con i mezzi dello Stato, decide di appaltare la sicurezza a privati. Un’operazione che ha tutto il sapore di un’ammissione di colpa: la città è fuori controllo e la ‘politica dei sorrisi’ è fallita miseramente”.
“Ma quale dovrebbe essere il compito di questi nuovi sceriffi di quartiere? Come sottolineato dai sindacati di Polizia, la sicurezza non può essere affidata a dei figuranti. Mentre la politica perpetua scelte garantiste verso il degrado e strizza l’occhio a un mondo progressista e no-border, il sindaco mette in moto un teatrino per pulirsi la coscienza e dare ‘un segnale’, sperando che i cittadini non si accorgano che sta pagando due volte per un servizio che il pubblico non riesce più a garantire: una volta con le tasse e una volta con il portafoglio del Comune per tappare i buchi della sua stessa inefficienza”.
“La sicurezza non è un bene di lusso da esternalizzare. Porre fine alle politiche di accoglienza indiscriminata che hanno trasformato Piazza Dante in una zona di guerra potrebbe aiutare la nostra città. Il lavoro della vigilanza non basterà a nascondere il fallimento del modello di città del sindaco: Trento merita sicurezza vera. Serve Remigrazione”