18/10/2025
Cari tutti,
desidero ringraziare di cuore i clienti, gli amici e i commercianti per la grande vicinanza e l’affetto dimostrato in questi giorni.
Per ricordare Maurizio, condivido con voi la lettera di Jacopo, letta durante il funerale.
A presto,
Edda
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Salve,
desidero ringraziarvi, a nome mio e di mia madre, per essere qui oggi così numerosi. Papà diceva spesso, scherzando, che avrebbe voluto affiggere dei falsi manifesti funebri solo per vedere chi sarebbe venuto.
Purtroppo, questa volta i manifesti sono veri… ma, vedendovi così tanti, sono certo che non sarebbe affatto deluso.
Io e mia madre vogliamo esprimere la nostra sincera gratitudine per la grande vicinanza che molti di voi ci hanno dimostrato, con i gesti e con la presenza, durante questi lunghi mesi di malattia. C’è un proverbio che dice che le gioie, se condivise, raddoppiano; i dolori, se condivisi, si dimezzano. Abbiamo toccato con mano quanto questo sia vero: l’affetto e la vicinanza di parenti e amici non solo sono stati un sostegno concreto, ma ci hanno permesso di vivere momenti sereni, spesso colmi di ricordi, anche nelle fasi più difficili.
Abbiamo ricevuto ogni giorno grandi dimostrazioni di umanità, che sono state per noi una fonte costante di conforto. Credo che questo affetto sia anche il frutto di ciò che, in tanti anni di lavoro, i miei genitori hanno costruito con la loro pasticceria: un luogo che, da semplice negozio, è diventato un punto di incontro, un piccolo rifugio dove molti andavano anche solo per allontanarsi per qualche minuto dai problemi quotidiani.
Papà, con il suo approccio diretto, riusciva a far parlare anche la persona più riservata. Con il suo timbro di voce inconfondibile parlava e scherzava con tutti: dal ragazzino che passava a prendere la colazione prima di andare a scuola agli anziani del quartiere.
Chiunque abbia conosciuto papà ricorda le sue battute e la sua capacità di ironizzare su tutto e con tutti: in modo diretto, talvolta tagliente, ma sempre onesto. Vorrei condividere solo due episodi recenti che raccontano bene il suo spirito.
A metà luglio, papà ha attraversato una crisi molto seria: i medici ci avevano lasciato poche speranze. Fortunatamente, le sue condizioni sono poi lentamente migliorate. Qualche giorno dopo, mentre ero in ospedale ad assisterlo, chiamai le infermiere per le medicazioni e uscii un momento dalla stanza. Dopo un quarto d’ora, non vedendo nessuno tornare, entrai preoccupato… e trovai entrambe le infermiere sedute accanto al letto, che ridevano. Le stava consigliando su quale auto acquistare, suggerendo che una spesa importante poteva essere una buona scusa per rimandare il matrimonio di una delle due!
Recentemente ha chiamato un amico proprietario di una cantina — che spesso gli faceva visita portandogli un pensiero — e gli ha detto: “È ora che passi a trovarmi, ho quasi finito il vino!”
In questi mesi ho sentito tante volte una frase, detta in modi diversi ma con lo stesso significato: “Quante risate abbiamo fatto con Maurizio.”
Incredibilmente, la stessa frase l’ho sentita più volte anche ieri, durante la camera ardente.
È curioso che, in momenti come questo, si riesca ancora a sorridere. Eppure è successo.
Pensateci: di quante persone si può dire lo stesso?
Credo che questo sia il suo dono più grande: la capacità di far sorridere tutti, anche nei momenti più difficili. Forse è proprio questo il suo lascito più importante, perché pensando a lui viene quasi sempre naturale sorridere.
Ci ha insegnato che quasi tutto si può prendere con leggerezza, e che anche una semplice battuta — magari fatta nel tempo di un caffè — può rasserenare una giornata, creare un ricordo, e magari essere l’inizio di un’amicizia.
Oggi è inevitabile pensare agli ultimi giorni, ma ciò che davvero conta è ricordare tutto il resto. E se ognuno di noi porterà con sé un po’ del suo spirito allegro e della sua voglia di stare con gli altri, allora lui continuerà a essere presente, nei nostri gesti e nei nostri sorrisi.
Per lui la spontaneità e la capacità di avere sempre la battuta pronta erano doti naturali. Per molti di noi — me compreso — non lo sono, ma possiamo comunque provare a essere un po’ più leggeri. Così facendo, chissà, magari anche quando gli altri penseranno a noi, verrà loro spontaneo sorridere.
Con l’augurio di non ricordare mio padre solo con nostalgia, ma di far vivere il suo spirito in noi, per migliorare anche il nostro presente, vi ringrazio ancora una volta, a nome mio e di mia madre.
Ciao Maurizio, ciao papà.