03/02/2026
Sarà che ho due figlie anche io e sono ancora nella fase attiva del padre con abbracci e coccole.
Sarà che anche io ho un bar e questa cosa mi fa commuovere pensando a tutti i clienti che entrano con i loro figli prima di andare, magari, dal pediatra.
O sarà il Pensiero che anche mio padre e mia madre hanno vissuto in modo diverso questo passaggio quando ho incominciato io.
Non lo so ma voglio condividere queste parole tratte da un post di un amico di bolla che trovo preziose come gemme e pure come aria fresca di montagna.
Buona lettura!
“Marta, la mia figlia maggiore, ha iniziato a bere il caffé.
Cioé.
Aveva iniziato con qualche sorsino rubato dalla mia tazzina e adesso, beve un caffé al giorno, non tutti i giorni.
Niente di eclatante.
Ormai va al liceo e al liceo si beve caffé.
Eppure la frase “l’altro giorno ho preso un caffé con mia figlia” mi mette un’emozione strana.
Perché prendere un caffé seduto al tavolino di un bar é una roba che avró fatto un milione di volte.
Da solo, in compagnia, indaffarato col giornale o perso dietro ai miei pensieri.
Eppure vedere dall’altra parte del tavolino Marta con una tazzina di caffé davanti, é stato come prendere di nuovo il primo caffé della mia vita.
E mi sembrava che tutta la mia vita da padre fosse condensata dentro quella tazzina da caffé.
Un primo sorso che sapeva di pannolini, di pasta Fissan e di pappe.
Un sorsino al gusto di pastelli a cera, di lavoretti dell’asilo e di paginette di A di B e di C.
Un sorso per la prima volta che le ho tolto le rotelle.
Uno per la prima volta che é uscita da sola. Per tutte le volte che le ho detto “copriti che fa freddo”. Per tutte le coperte rimboccate.
Un sorso bello intenso per tutti i guai che ha combinato, per tutti i battiti di cuore che ho perduto ogni volta che mi sono spaventato per lei.
Un sorso amaro dal retrogusto periglioso e complesso degli anni oscuri e preoccupati delle medie.
Ho portato il caffé alle labbra con una bimbetta in braccio.
Il tempo di poggiare la tazzina sul piattino e tutti quei sorsi sono diventati una giovane donna seduta davanti a me che beve il caffé con gesti da adulta.
E tutta la vita vissuta era li, tutte le mie prime volte da padre stavano li.
Sul fondo della mia tazzina di caffé.
E io mai lo avrei pensato che la paternitá fosse sta roba qua.
Un’infinitá malinconica di prime volte che scappano via un sorso alla volta.
Un tempo lunghissimo e velocissimo. Che rallenta e accelera senza rispetto.
Dalla prima volta che l’ho presa in braccio fino ad oggi.
E a me non resta che sperare che un giorno dall’altro capo del tavolo capisca
“Che tuo padre ti è uguale
Lo vedrai un po' f***e, un po' saggio
Nello spendere sempre ugualmente paura e coraggio”.
Perché la vita é l’attimo eterno di una tazzina di caffé calda, fumante e buonissima.
Un caffé con mia figlia.”
Emiliano Millucci