29/07/2025
Con cinquecento chilogrammi di farina si può sfamare un esercito,
ma noi abbiamo scelto di nutrire un fiume umano,
volti e storie arrivati dalle nostre valli,
da tante città e da tanti paesi,
portando negli occhi la fame di incontro.
Con cinquecento chilogrammi di farina
si riempiono migliaia di piatti,
ma soprattutto si colmano
quelle crepe sottili dell'anima
che chiamiamo solitudine.
Con cinquecento chilogrammi di farina
si può fare una cosa antica e sacra:
festa nel senso più puro,
rito collettivo che ci ricorda chi siamo,
abbraccio corale che ci guarisce,
tregua umana dal rumore del mondo.
Con cinquecento chilogrammi di farina
abbiamo tessuto una pausa dalla fretta,
un'isola nel tempo dove gli orologi
si sono seduti a tavola con noi,
servendo pizzoccheri fumanti
e istanti preziosi come oro.
𝗚𝗿𝗮𝘇𝗶𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗶 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗮𝗴𝗼𝗻𝗶𝘀𝘁𝗶
𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗽𝗶𝗰𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗺𝗶𝗿𝗮𝗰𝗼𝗹𝗼.
È 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝘂𝗻 𝗽𝗿𝗶𝘃𝗶𝗹𝗲𝗴𝗶𝗼 𝗶𝗺𝗺𝗲𝗻𝘀𝗼
𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗶 𝘃𝗼𝘀𝘁𝗿𝗶 𝘀𝗼𝗿𝗿𝗶𝘀𝗶.
Ora i nostri chef si sono trasformati in operai,
per restituire al prato uno sguardo sul cielo,
al campo da calcio l'eco dei sogni giovani.
Il cerchio si chiude, ma il calore resta.