10/08/2024
E mi entrasti dentro
nello stillicidio centellinato
di mille lacrime del cielo
e ancora mi impregna
e pervade tutto il corpo
la mente
il sorriso
ogni goccia
somiglia a te
e tu componi
la mirabile opera
ch'è mia opera
Perseo
adorato
vai e uccidi!
mio caro
figlio di miriadi
di lacrime celesti
che sciamano gementi
la notte delle stelle
e mi sussulta il ventre
ogni volta
ogni estate
quando la canicola
mi ordina nuda
e nuda sarò per te
mio Dio
mi troverai col fiore aperto
e pulsante
come rosa aulente
madida di sudore e lacrime
sarò li
mio Dio
al calar del vespro
di Lorenzo
ogni anno
come sai
io ti amo
tua per sempre
Danae
"Danae e le stelle cadenti" di Paolo G Russo 100824
ringrazio Luisa Carnevale e Gruppo dell'arte...
"l'atto in cui Giove si fa pioggia e feconda Danae"
Alexandre Jacques Chantron (1842–1918)
"Danae"
1891 Collection : Museum of Fine Arts of Rennes D
Danae era la figlia del re Acrisio, sovrano di Argo, e della regina Euridice o secondo altri di Agarippe. Impossibilitato ad avere figli maschi, il re si rivolse ad un oracolo per avere un responso su questa situazione. L’oracolo gli disse che sarebbe stato spodestato dal figlio di sua figlia e da questi anche ucciso. Acrisio, per evitare questo infausto destino, decise di rinchiudere la figlia in una torre ma Zeus, invaghitosi della fanciulla, si tramutò in pioggia ed entrò nella torre unendosi a lei. Da questa unione nacque l’eroe Perseo.Il sovrano quando venne a conoscenza di questo bambino e non volendo eliminare la propria discendenza, decise di abbandonare la figlia e il nipote in mare, all’interno di una cassa di legno. La cassa venne cullata dalle onde grazie all’intervento di Poseidone e su richiesta di Zeus, così i due non morirono e arrivarono incolumi sull’isola di Serifo dove vennero accolti da Ditti, fratello del re Polidette che allevò il piccolo Perseo fino ad età adulta. L’oracolo si avverò. Perseo dopo aver ucciso Medusa e salvato Andromeda, partecipò ai giochi funebri che Acrisio aveva dato in onore del fratello morto, ma non venne riconosciuto. Durante una gara di lancio del disco o del giavellotto, il giovane colpì il nonno che morì, facendo avverare così la profezia.Il mito di Danae fu particolarmente caro ai pittori del Rinascimento tanto da produrre diverse raffigurazioni della giovane colta nell’atto dell’unione con il padre degli dei.