09/06/2026
“La nostra famiglia possiede il “Podere” San Vito da circa 3 secoli, ma solo dal 1989 conduce direttamente le attività di coltivazione e di trasformazione dell’uva in vino e delle olive in olio sui terreni che hanno da sempre ospitato viti e olivi.”
La vicinanza tra le coltivazioni e la cantina offre il vantaggio di garantire la freschezza delle lavorazioni.
La località San Vito prende il nome da un’antica chiesa risalente all’anno 1000, i cui resti sono stati scoperti nei nostri terreni da scavi effettuati dall’Università di Pisa.
I vini di sono espressione del territorio, del clima e della cura che viene messa sia nella coltivazione in vigna che nella lavorazione in cantina. In vigna il terreno viene nutrito con il sovescio e vengono piantati a filari alternati un mix di fiori e leguminose per azotare il terreno. La vendemmia è fatta manualmente, l’uva viene portata immediatamente in cantina per essere diraspata e messa nelle tine per iniziare la fermentazione spontanea sulle bucce, senza lieviti aggiunti. Viene utilizzata la solforosa (So2) in basse dosi solamente sui travasi e comunque in percentuale inferiore a quella consentita dal disciplinare biologico. Vengono utilizzati contenitori in acciaio inox per la maturazione del vino, la chiarifica avviene per decantazione, non viene fatta la filtrazione.
I nomi dei vini sono legati alla Valgraziosa che li ha visti nascere e che nutre le vigne ogni giorno.
Cartusia è dedicato alla Certosa monumentale
Nicosia è la località in cui si erge un convento abbandonato risalente all’anno 1258
SantoPietro è il nome del torrente che divide la nostra vigna
Verrucano deriva dalla pietra “verrucana” tipica dei monti pisani con cui venivano create le macine dei frantoi
Montemagno il paese che si affaccia dalla collina, sulla nostra vigna
Gelseta perché a pochi passi da noi esisteva un campo pieno di gelsi
Camelia in onore della Festa delle Camelie di Calci
vero