30/10/2022
🎃Un piccolo riassunto della famosa sera di HALLOWEEN 🎃👻 Le zucche illuminate e la parata di giovani mascherati tipiche della nottata tra il 31 ottobre e il 1° novembre, definita in anglosassone All Hallows Eve (Vigilia di Ognissanti) e ribattezzata Halloween in forma popolare, non solo è un rito importato dall’Europa (più precisamente dall’Irlanda) a metà del XIX secolo, ma le sue radici affondano sino alla cultura celtica e a quella protoscristiana, le stesse che hanno ispirato molte celebrazioni folkloriche regionali tuttora molto sentite e che si perdono nella notte dei tempi.
La tradizione folklorica e popolare contemporanea legata ad Halloween, di chiara matrice irlandese, vuole che nella notte che precede la giornata di Ognissanti si onorassero i morti, si accendessero falò, i bimbi facessero scherzi e i più poveri bussassero di casa in casa per chiedere pane e dolci in cambio di preghiere dedicate alle anime del purgatorio. Quando la zucca, in America, assunse nell’iconografia il ruolo di rappresentare Halloween più di ogni altra cosa, in Italia era già da molto tempo che veniva svuotata, intagliata, illuminata dall’interno e usata simbolicamente e ritualmente, soprattutto nelle ricorrenze dei primi di novembre. Nelle tradizioni europee la zucca era considerato una sorta di contenitore soprannaturale, di ricettacolo delle anime dei defunti. Di questa antica credenza pressoché universale la notte di Halloween è solo l’esempio più conosciuto. Ma nell’Italia contadina l’uso di zucche con occhi, naso, bocca e tanto di lumino acceso all’interno era largamente diffuso ben prima che la celebrazione americana colonizzasse il nostro immaginario. Un esempio per tutti: la festa delle lucerne di Somma Vesuviana, nell’entroterra napoletano, in cui i morti si manifestano sotto forma di teste di zucca che brillano nelle tenebre. Un simile uso delle zucche è testimoniato come antico e tradizionale in diverse altre parti del nostro Paese (ad esempio Piemonte, Veneto, Romagna, Abruzzo, Puglia). Le date di Ognissanti e San Martino (quest’ultimo celebrato a Santarcangelo durante la nota Fiera assieme ai Becchi, anch’essi legati al mito dell’eterno ritorno) sono ricorrenze molto sentite in Romagna: la tradizione di Ognissanti, oltre a prevedere, come si è detto, l’uso decorativo delle zucche intagliate, scolpite e illuminate, un tempo imponeva di lasciare la tavola apparecchiata durante la notte, per saziare i defunti che venivano a far visita. Non a caso vengono tutt’ora preparati dolci caratteristici del periodo, come la Piada dei Morti e le Fave dei Morti. vi aspetta TUTTI per festeggiare la più N.B 👻