14/08/2024
Auguro a Tutti Voi buone vacanze rammaricandomi di non poter contribuire ad allietare le Vostre serate con la nostra musica, in quanto dopo anni di contenzioso con l’A.C. di Sannicola, siamo ancora in attesa che sia fatta GIUSTIZIA.
Se siete d’accordo con le mie considerazioni, Vi chiedo di condividere questo post, in modo che Tutti possano leggere la gravità dei fatti di cui sono stata oggetto.
L’art. 1 della Costituzione Italiana testualmente recita:
“L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.
A nessun Sindaco e a nessun Giudice è consentito negare l’esercizio di una attività imprenditoriale, se non per fatti veri, accertati e gravi, riguardanti la Pubblica Incolumità.
E’ l’unica discoteca che da oltre trent’anni non paga tangenti, non ha mai appaltato parcheggi a soggetti di dubbia moralità, non ha mai usufruito di personale del servizio di sicurezza senza il relativo Decreto Prefettizio. Non ha mai richiesto e tantomeno più volte nella stessa serata, l’intervento del 118 per clienti a rischio coma etilico e per di più minorenni e nemmeno l’intervento delle forze dell’ordine per continue e ripetute risse. Per gestire la mia attività, non ho mai sbancato dune, né appiccato fuochi dolosi, né sconfinato in proprietà altrui. Non sono stata oggetto di ordinanze di demolizione per abusi edilizi, non ho usufruito di Ordinanze annullate dal T.A.R. perché notificate dal Comune di Sannicola fuori termine, né mai sono stata favorita da sentenze del T.A.R. mai appellate al Consiglio di Stato, né tantomeno, sono stata agevolata dall’A.C. nel proseguire l’attività con i parcheggi sotto sequestro e con il fondato sospetto che gli stessi, non siano nella regolare disponibilità della struttura. Mi sono chiesta inoltre, come abbia fatto il Sindaco Piccione a garantire la Pubblica Incolumità e ad evitare l’Incidentalità Stradale, tanto sbandierata nei confronti del Quartiere Latino, consentendo il parcheggio su una Strada Provinciale ad altri locali.
Se tutto ciò vuol dire qualcosa, evidentemente non lo è né per la magistratura che decide di non approfondire le mie cosiddette “doglianze”, negandomi addirittura l’ascolto, né per la Prefettura che rappresenta lo Stato in loco che preferisce dar voce al Comune, nonostante le falsità acclarate, anziché decidere in autonomia disponendo di una Commissione Sovraordinata, rispetto a quella Comunale. Mi scuso preventivamente se questo mio sfogo dovesse apparire irrispettoso, ma, ho sempre creduto nella certezza del diritto che in questo momento mi viene costantemente negato.
Se non ho mai commesso e tantomeno sono mai stati accertati abusi edilizi, di conseguenza la mia agibilità del ’94, era e resta valida ed efficace,
PERCHE’ IL QUARTIERE LATINO DEVE CONTINUARE A RIMANERE CHIUSO?
A VANTAGGIO DI CHI?
CHIEDO A GRAN VOCE AL PREFETTO DI INTERVENIRE IN QUESTA VICENDA QUANTOMENO ASSURDA
Per chi abbia voglia di approfondire la vicenda riporto di seguito i punti salienti di questi anni di contenzioso.
NON C’E’ DEMOCRAZIA SENZA GIUSTIZIA!
L’art. 1 della Costituzione Italiana testualmente recita:
“L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.
A nessun Sindaco e a nessun Giudice è consentito negare l’esercizio di una attività imprenditoriale, se non per fatti veri, accertati e gravi, riguardanti la Pubblica Incolumità.
Se le leggi e le norme attualmente in vigore fossero applicate rigorosamente, non staremmo qui a scrivere dei post per chiedere ancora una volta che venga fatta giustizia. Da subito, va segnalato il tentativo del Sindaco di chiudere il Quartiere Latino sul presupposto che l’agibilità, risalente al ’94, fosse datata e quindi, fosse necessaria una nuova richiesta di agibilità. Quel tentativo nel 2020, che tanto disagio aveva procurato all’attività imprenditoriale, non sortì alcun effetto grazie alle pronunce dei Giudici penali e amministrativi. A partire dal 2022 il Sindaco Piccione prendeva atto che per bloccare l’attività del Quartiere Latino, bisognava inventarsi l’esistenza di abusi edilizi, al fine di giustificare la revoca dell’agibilità rilasciata dalla Commissione Provinciale nel 1994, con presidenza prefettizia e la convocazione della Commissione Comunale con presidenza del Sindaco.
Cerco di riassumere brevemente l’intera vicenda.
L’08.08.2020 il G.I.P. non convalidava il sequestro preventivo disposto dalla P.M. il 05.08.2022, sulla presunzione che “l’agibilità del locale a distanza di oltre 25 anni dal rilascio della prima licenza necessitava di una verifica e nuova agibilità” ed ordinava la rimozione dei sigilli apposti tre giorni prima disponendo la restituzione della discoteca ai legittimi proprietari, “perché l'agibilità di una struttura, è un titolo permanente, e non ha una scadenza normativamente stabilita in assenza di modifiche strutturali”.
Il 18.09.2020 il provvedimento di dissequestro e di restituzione del Quartiere Latino veniva confermato anche dal Tribunale del Riesame.
Il 22.04.2022 anche la Sentenza di Merito del T.A.R. Lecce n.629/2022 statuiva che: “Come condivisibilmente affermato dal G.I.P. presso il Tribunale Ordinario di Lecce il verbale di agibilità della Commissione Provinciale di Vigilanza del 4 agosto 1994 conserva permanente validità ed efficacia, peraltro, non risultano apportate modifiche alla situazione di fatto.”
Di conseguenza, che l’agibilità del ’94, in assenza di modifiche strutturali, sia ancora valida, non è una convinzione della Catamo, in contrapposizione al convincimento del Comune, che a partire dal 2020 l’ha ritenuta “datata”, ma la lucida deduzione cui sono pervenuti, nel 2020 il G.I.P. e il Tribunale del Riesame, e nel 2022 il TAR con una sentenza nel merito.
Diversamente da quanto la normativa prevede, il Giudice Rizzo nella sua Ordinanza di archiviazione scrive: “… è comprensibile che il Comune, a distanza di oltre 25 anni dal rilascio dell’agibilità abbia voluto il sopralluogo della Commissione Comunale al fine di ottenere una nuova Agibilità …”
Ed ancora: “… gli interventi di aggiornamento e di manutenzione rendevano legittima la richiesta del Comune di un nuovo sopralluogo”.
Entrambe le considerazioni del Giudice Rizzo non sono assolutamente condivisibili in quanto la norma prevede che l’Agibilità è permanente, in assenza di modifiche strutturali e, al contrario, non esiste una norma che ne stabilisca la scadenza ed, invero, è proprio il mancato assolvimento degli interventi di aggiornamento e manutenzione (verifica periodica della messa a terra, verifica e ricarica degli estintori, sostituzione periodica degli idranti, ecc.) che consentirebbe a qualunque organo di controllo, compreso il Comune, dopo aver accertato tali inefficienze, di aprire un procedimento di revoca di quella Agibilità.
La frequenza dei controlli degli organi preposti, compreso il Comune è sempre doverosa, purché sia esercitata senza abusare dei propri poteri e senza che diventi condizione di ricatto, come testualmente invece ha fatto il Comune scrivendo: “la mancata convocazione della Commissione Comunale (non necessaria) sarà ritenuto motivo di revoca dell’Agibilità del ’94.
Ad avvalorare questa tesi, nel 2022, il Comune di Sannicola, per non ottemperare alla Sentenza del T.A.R. di pochi mesi prima e consentire la riapertura del Quartiere Latino, iniziava a tracciare il suo percorso di false verità. Nonostante la presenza in Comune di tre voluminosi faldoni, meticolosamente archiviati e custoditi nel corso degli anni dal vigile Stamerra, cui era stato demandato questo compito, richiedeva documenti in Prefettura già depositati in triplice copia (Prefettura, VV.F. e Comune) prima del sopralluogo del ’94. Tutto ciò per giustificare ulteriormente, la richiesta di sopralluogo da parte della Commissione Comunale di Vigilanza, tanto da affermare che dal confronto tra i documenti acquisiti dalla Prefettura nel maggio 2022, emergevano differenze sostanziali, ovvero, “la soppressione di un'uscita di sicurezza in corrispondenza dell'area bar chiusa da murature e la trasformazione di una fontana in piscina". False violazioni edilizie clamorosamente smentite da perizie giurate di tecnici abilitati di parte, e confermate dal sopralluogo congiunto del Consulente Tecnico nominato dalla Procura di Lecce e dalla G.d.F. di Gallipoli il 29.03.2023.
Eppure, l’allora Sindaco Rag. Cosimo Piccione, unitamente alla sua maggioranza, avevano avuto modo di verificare personalmente, l’effettivo stato dei luoghi, durante la serata del 29 agosto 2019 trascorsa sul privé del Quartiere Latino. (FOTO)
Il Giudice Rizzo nel suo provvedimento, ha messo in evidenza un mio comportamento contradditorio nel senso che “pur mostrandosi disponibile a sopralluoghi da parte dei Vigili del Fuoco, del responsabile del Settore Urbanistica e del Comandante della Polizia Locale, … avrei assunto, un atteggiamento contraddittorio e una radicale ostilità a sopralluoghi da parte della Commissione Comunale, probabilmente ritenendo che il Sindaco (che presiede la Commissione) fosse portatore di interessi ostili alla famiglia Catamo”. Lo stesso Giudice dimentica e non menziona, le mie richieste di sopralluogo alla Commissione Provinciale inoltrate nel 2020 e poi nel 2023, specificando che le stesse venivano effettuate senza prestare acquiescenza ai diktat dell’allora Sindaco Piccione.
Orbene, mi è stato insegnato dai miei genitori, semplici operai ma con uno spiccato senso di giustizia e una indiscutibile moralità, il rispetto per il proprio e l'altrui lavoro, perché, nonostante costi fatica, consente di poter essere liberi, di non scendere a compromessi di qualsiasi natura, di non piegarsi di fronte a nessun tipo di immotivata e illegittima imposizione e, soprattutto, di non avere mai paura della verità.
Non posso prescindere dall’affermare che siamo l’unica discoteca che da oltre trent’anni non paga tangenti, non ha mai appaltato parcheggi a soggetti di dubbia moralità, non ha mai usufruito di personale del servizio di sicurezza senza il relativo Decreto Prefettizio. Non ha mai richiesto e tantomeno più volte nella stessa serata, l’intervento del 118 per clienti a rischio coma etilico e per di più minorenni e nemmeno l’intervento delle forze dell’ordine per continue e ripetute risse. Per gestire la mia attività, non ho mai sbancato dune, né appiccato fuochi dolosi, né sconfinato in proprietà altrui. Non sono stata oggetto di ordinanze di demolizione per abusi edilizi, non ho usufruito di Ordinanze annullate dal T.A.R. perché notificate dal Comune di Sannicola fuori termine, né mai sono stata favorita da sentenze del T.A.R. mai appellate al Consiglio di Stato, né tantomeno, sono stata agevolata dall’A.C. nel proseguire l’attività con i parcheggi sotto sequestro e con il fondato sospetto che gli stessi, non siano nella regolare disponibilità della struttura. Mi sono chiesta inoltre, come abbia fatto il Sindaco Piccione a garantire la Pubblica Incolumità e ad evitare l’Incidentalità Stradale, tanto sbandierata nei confronti del Quartiere Latino, consentendo il parcheggio su una Strada Provinciale ad altri locali.
Se tutto ciò vuol dire qualcosa, evidentemente non lo è né per la magistratura che decide di non approfondire le mie cosiddette “doglianze”, negandomi addirittura l’ascolto, né per la Prefettura che rappresenta lo Stato in loco che preferisce dar voce al Comune, nonostante le falsità acclarate, anziché decidere in autonomia disponendo di una Commissione Sovraordinata, rispetto a quella Comunale. Mi scuso preventivamente se l’esternazione di questo mio sfogo dovesse apparire irrispettoso, ma, ho sempre creduto nella certezza del diritto che in questo momento mi viene costantemente negato.
È in virtù di questi principi che tengo a precisare di non avere nessuna ostilità personale nei confronti dell’allora Sindaco Piccione, ma, di avere enormi difficoltà di sottomissione, nei confronti di chiunque cerchi di prevaricare le regole poste alla base e a garanzia della legalità.
In 40 anni di questo lavoro, tutta la mia famiglia, non si è mai esonerata da qualsiasi tipo di controllo predisposto dagli organi istituzionali preposti a tale attività, quali la Compagnia di Gallipoli e la Stazione di Sannicola dei Carabinieri, oltre che dei N.O.E. e dei N.A.S., del Commissariato di Gallipoli e di Nardò, della Squadra Amministrativa della Questura di Lecce, della Compagnia G.d.F. di Gallipoli, degli stessi Vigili Urbani del Comune di Sannicola, senza dimenticare le Task Force, istituite dalla Prefettura di Lecce, in maniera congiunta, con tutte le Forze di Polizia già elencate e con l’ausilio dell’Ispettorato del Lavoro, della S.I.A.E. e dei VV.F. Va precisato inoltre, che le strutture come il Quartiere Latino, sono sottoposte al rinnovo periodico quinquennale del Certificato di Prevenzione Incendi da parte dei VV.F.
Il Sindaco Rag. Piccione e il Responsabile del S.U.A.P. Ing. Carrozzo avrebbero dovuto rinnovare la licenza, come avvenuto negli anni precedenti, fino al 2019 e poi esercitare il loro potere di verifica, consentito loro dall’art. 141 del Regolamento T.U.L.P.S., in qualunque momento lo avessero ritenuto opportuno, se davvero, avessero avuto a cuore la sicurezza degli avventori del Quartiere Latino.
Metodo questo, correttamente adottato da tutti i Sindaci precedenti, siano stati essi espressione di amministrazioni di centrodestra o di centrosinistra, ovvero Prof. Fernando Napoli, Rag. Giuseppe Lovagnini, Prof.ssa Anna Lezzi, Dott. Sergio Bidetti, Prof. Giuseppe Nocera, nonché dai Commissari Prefettizi, Dott. Nicola Prete e Rag. Mario Miglietta. Corre l’obbligo di precisare, che è proprio negli anni in cui il Comune di Sannicola era amministrato dai Commissari Prefettizi, che sono state convocate le Commissioni Provinciali, che hanno espresso parere favorevole all’agibilità della struttura Quartiere Latino.
Si raggiunge il paradosso, nel momento in cui il Giudice non tiene conto delle falsità attestate dal Sindaco e dal Responsabile Suap, quando afferma che ho trasformato la fontana in piscina e murato una uscita di sicurezza, senza neanche considerare le conclusioni a cui era pervenuta la Polizia Giudiziaria a cui era stata delegata l’indagine. Mesi e mesi di indagine minuziosa, cancellati con un colpo di spugna! L’apice si raggiunge quando tutti gli indagati decidono di denunciare la Polizia Giudiziaria e il C.T.U. della Procura, per aver accertato la verità sul reale stato dei luoghi.
Le false attestazioni dell’A.C. e la denuncia penale nei confronti della Polizia Giudiziaria e del C.T.U. depositate nel procedimento amministrativo, dimostrano la pervicace volontà del Sindaco e dei Funzionari del Comune di Sannicola, nel continuare a mantenere inattivo il Quartiere Latino, dal momento che avevano proprio lo scopo di trarre in inganno il Giudice Amministrativo nel corso del procedimento. E così è stato!
Sarebbe interessante comprendere, come il P.M. Dott.ssa Ciccarese prima, e il G.I.P. Dott. Marcello Rizzo poi, abbiano potuto non ravvisare la cosciente volontà e l’artificiosità di tali atti e comportamenti, indispensabili, al fine di contestare al Sindaco e al Responsabile S.U.A.P., la frode processuale e il falso ideologico. Sembrerebbe che anche questo Giudice penale, come quello amministrativo, sia stato indotto in errore.
Se per il Giudice Rizzo i fatti sopra esposti non consentono di far emergere la volontà di far male alla famiglia Catamo, qualificando gli stessi, come “erronei ma non falsi” perché derivanti da analisi documentali, sbaglia anche in questo. Infatti, non si evince alcuna incongruenza nel confronto tra gli elaborati del ’94 per l’ottenimento dell’Agibilità consegnati in Prefettura, al Comando dei VV.F. ed anche in Comune e l’elaborato della D.I.A. del 2006.
Qualora il Sindaco avesse ravvisato reali abusi edilizi, avrebbe avuto l’obbligo di denunciarmi, in difetto è il Giudice che avrebbe dovuto accertare in un pubblico dibattimento la verità.
Al fine di accertare la verità, la sottoscritta ha, più volte, richiesto il sopralluogo al Responsabile S.U.E. Arch. Miglietta e al Comandante della Polizia Locale Sig. Giuseppe Cauzo.
Solitamente sono gli indagati a ricercare eccezioni al fine di evitare una possibile condanna, in questo caso paradossalmente è il Giudice che va alla ricerca di eccezioni, per non rinviare a giudizio gli indagati. Infatti, nonostante nelle richieste di sopralluogo siano state utilizzate le formule di diffida ad adempiere previste dalla norma, sia da me, che dal mio avvocato, il Giudice, anche in questo caso non ravvisa il reato di omissione perché le stesse, non sarebbero da intendersi come diffida ad adempiere diretta alla messa in mora dei destinatari.
Con quanto sopra esposto, mi preme chiarire, che non ho alcuna pretesa di prevaricare né le funzioni né i poteri a Lei conferiti dall’Ordinamento Giuridico italiano e, in sintesi le Sue analisi e decisioni, ma, se la norma vieta al Sindaco di invertire l’ordine procedimentale stabilito dall’art.141 del Regolamento T.U.L.P.S., mi consenta, di non condividere la Sua Ordinanza di Archiviazione, dalla quale si evince che per non rinviare a giudizio gli indagati, addebita alla denunciante “atteggiamenti palesemente contradditori”.
Nella Sua Ordinanza di Archiviazione il Giudice Rizzo scrive ancora, “Quanto al complessivo operato dell'amministrazione comunale di Sannicola nei confronti dei gestori del “Quartiere Latino”, esso appare scevro da macroscopici vizi da cui desumere che gli indagati abbiano agito per favorire altri interessi privati o per un intento persecutorio nei confronti della famiglia Catamo”. Sorge spontaneo chiedersi da quali approfondimenti investigativi il Giudice, sia giunto a tale convincimento, considerato che da tutto quanto sopra esposto, si deduce l’esatto contrario. Non ho necessità che il Giudice Rizzo mi rassicuri sull’intento persecutorio o meno del Sindaco Piccione, dal momento che ogni discutibile atto emanato dall’A.C. e dai suoi Responsabili, regolarmente sottoposti al vaglio dell’Autorità Giudiziaria sono stati etichettati come “doglianze” ed “erronee valutazioni” non consentendo a me e alla mia famiglia, la prosecuzione dell’attività realizzata con enormi sacrifici e tanto lavoro, privandoci del sostentamento economico e delle conseguenti libertà che esso garantisce.
Non può il Giudice affermare che l’operato dell’Amministrazione Comunale sia scevro da macroscopici vizi che abbiano potuto favorire altri interessi privati, considerato che sono occorsi due anni per dimostrare che né l’una, né l’altra delle asserite difformità dell’A.C., è MAI stata realizzata, senza giungere ad una definitiva conclusione, visto che la struttura, era e continua a rimanere chiusa. Il mio senso di GIUSTIZIA mi fa concludere che anche a fronte di un microscopico dubbio che l’A.C. di Sannicola abbia potuto favorire altri interessi privati, il Giudice avrebbe dovuto disporre la prosecuzione delle indagini.
In conclusione, se non ho mai commesso e tantomeno sono mai stati accertati abusi edilizi, di conseguenza la mia agibilità del ’94, era e resta valida ed efficace,
PERCHE’ IL QUARTIERE LATINO DEVE CONTINUARE A RIMANERE CHIUSO?
A VANTAGGIO DI CHI?