06/10/2016
Il BarBQ è andato in vacanza, si chiude,
per meglio dire passo e chiudo, perchè l'anno prossimo io non replico e lascio il bancone... a chissacchi.
Qualcuno mi ha gia comunicatom il proprio dispiacere, qualcun altro magari sarà contento...non importa, non ne ho piu la voglia e la forza, non mi diverto più come prima.
Era il secondo anno che prendevo la gestione del bar, ma questa del 2016 è stata una stagione pesante e difficile, a giugno mi sono anche trovato improvvisamente da solo e non posso che ringraziare Anna, Nino , Carla e Marcello e tutti coloro che si sono spontaneamente infilati in cucina a darmi una mano.
Gestire un bar è difficile anche se location è meravigliosa, a pochi metri dal mare con vista porto...solo vista però.
Ci vuole pazienza, molta pazienza, ma a volte non basta, soprattutto se il bar da gestire è un baretto in spiaggia e i clienti sono in vacanza e spesso mandano in ferie anche il loro cervello
So di avere dato una impronta particolare nella gestione del bar e, come dice Giuseppina, ho dato al bar un'anima; come specifico io, ho dato l'anima.
Ho riempito il bar di scritte: alcune poetiche prevalentemente legate al mare e agli alcolici sono state lette ed apprezzate, altre piu tecniche...”si invitano i signori soci a rinnovare la tessera”...”l'uso del bar è riservato ai soci”...perennemente ignorate.
Ho visto cose che voi umani non potete immaginare...signori e cafoni sedere allo stesso tavolo e solo uno dei due se ne rendeva conto, bambini capricciosi offendere le elementari regole del civile comportamento sotto gli occhi dei genitori compiacevoli o perlomeno alquanto disattenti, persone che non hanno mai visto una busta paga pronti ad offrire vino e birra ad amici vecchi e nuovi, gente che ha schifiato con disappunto gli stuzzichini offerti come se mangiarli fosse un atto dovuto, signore capricciose pronte a fare richieste decisamente fuori luogo e inopportune, qualcuno mi ha chiesto la coca cola calda , altri il cappuccino freddo...
C'è stato chi mi ha chiesto undici caffè e quando ne avevo gia fatti sette mi ha rimproverato, dandomi quasi del co****ne, solo perché non avevo intuito che lui stava scherzando.
c'è chi, dopo aver guadagnato il bancone, mi ha chiesto “cosa mi dai?” senza mettere in conto il fatto che io non lo avessi mai visto prima, "io non ti conosco, non ti ho mai visto e non posso sapere i tuoi gusti" ...”vuoi bere o mangiare?”
So di aver perso troppe volte la pazienza e di aver dato a volte risposte glaciali, di non essere stato sempre cortese e sorridente verso tutti ma ...evidentemente era necessarie farlo, io vendevo da bere e da mangiare, non vendevo i miei sorrisi; non riesco ad essere cortese con coloro i quali sono scortesi con me.
Stare al bar significa essere sempre disponibili, sempre pronti a fare il tuo caffè...lungo, corto, macchiato caldo con schiuma, con cacao, deka...tazza grande...piccola..bicchiere di carta...e ditelo almeno in tempo...
Arrivate ad uno a uno, a volte a gruppetti, spesso non sapete cosa volete e lo chiedete a noi...vi proponiamo tre tipi di pasta e vi sembra normale chiederci se possiamo cucinarvene un quarto tipo scelto da voi... ci chiedete degli spaghetti alle 16, di un cappuccino alle 19 o di una grigliata a mezzogiorno... se abbiamo forchette da prestarvi, minestre da riscaldare per i vostri figli, ghiaccio per le vostre piccole contusioni, per le vostre ustioni da troppo sole, se vendiamo si*****te e ci guardate offesi se vi diciamo di no che tabacchi non ne vendiamo, ci prendete in giro se diciamo che il caffè è finito, se la macchina del caffè ci fa prendere la scossa, vi prendete vino e birra al bancone e lasciate i vostri bicchieri in giro...ci vedete tornare da fare la spesa con decine di sacchetti in una mano, una cassa di vino nell'altra e chiedete se con la terza mano possiamo portarvi la vostra coca del cazzo...se possiamo tenere nel nostro frigo il vostro pesce...
Non vi preocupate dei nostri umori, se stiamo bene se l'emicrania ci assale, se abbiamo sonno perché la sera prima abbiamo organizzato la grigliata e siamo andati a dormire all'una di notte.
Stare sempre dietro al bancone significa non avere il tempo da dedicare a nuove relazioni sentimentali, pe chiudere il bar ed andare in fretta a Palermo significa anche fare un bel testacoda nelle curve di Balata di Baida...e lei non lo saprà mai, perchè anche se non hai dormito, poi ti tocca rimetterti in macchina e ritornare a s vito e non fai in tempo a parcheggiare che già ti chiedono se i cornetti sono pronti...
Per fortuna ogni tanto ci sono delle serate magiche e tutto diventa meraviglioso; vedi Tiziana mangiare e ti si riempie il cuore di gioia nel vederla sorridere nonostante tutto, Ferruccio sempre pronto a non farle mancare nulla nonostante sia sempre a spiegare cosa sono sti nuovi cerotti magici che hanno fatto passare i dolori a tutti coloro che si sono sottoposti al trattamento, nonni meravigliosi con la piccola ed instancabile Malen...sempre pronti a sorridere e bere e mangiar bene, Flora che sorseggia il suo prosecco ammirando il suo monte Monaco, Giuseppina con le sue figlie e nipoti che tanto ascompiglio hanno portato tra i tredicenni in pieno sviluppo ormonale e non solo, Marzia e la sua dolce rabbia, Stefano che approfitta delle condizioni astrali e costruisce sotto il sole rovente il suo labirinto che verrà puntualmente dissacrato e profanato goliardicamente da me Nino e Marcello e poi dopocena lo percorriamo tutti insieme e stiamo bene senza sapere perché, Piero Alitalia e i suoi interminabili e disinibiti racconti, AngelaMaria e Riccardo che sembrano Lina Wertmuller e Giancarlo Giannini, Carlo sempre affamato con Antonella sempre sorridente, Giordano alla ricerca della cernia perfetta, Raffaele sempre pronto a portare l'acqua, Valentino con Donatella le ceres e le noccioline...Anna e Nino con la loro infinita disponibilità, Jiò Jiò che gioca fare il sergente di ferro ma sotto la divisa sembra avere un saio...(della Hally Hansen), Carla che sembra un tutt'uno con la sua scrivania e Marcello sorridente che riesce a parlare con divers da tutto il mondo e la cosa incredibile è che quelli lo capiscono, Adriano, Arianna e tutta la instancabile banda rumorosa che ha appena iniziato a sprigionare ormoni e l'anno prossimo sarà peggio
e tutti quelli non espressamente citati che nel bene e nel male sono personaggi e rendono unico questo strano posto che è il centromaresport, dove ci si va per fare due chiacchiere, bere tre birre, fare quattro passi, fermarsi cinque minuti e sei li anche dopo mezz'ora, per cercare qualcosa, per cercare qualcuno, per non avere rotto le scatole, per romperle, per ritrovare quello che ti serve.
Quindi arrivederci all'anno prossimo quando tornerò ad essere un normale socio.
Un grazie infinito va a Stefano, meraviglioso e d instancabile compagno di viaggio, capace di sorprendermi sia quando sfoggiava la sua calma da scuola orientale, sia quando la pazienza la metteva di lato e le sue risposte ai clienti particolarmente rompi e pesanti erano come coltellate...così fendenti da mettermi paura... e poi sorridevo perché capivo che non ero io quello difettoso che si incazzava facilmente con i clienti.
A proposito di anno prossimo, auguro a chi starà dietro al bancone di fare meglio di me.
Andrea