10/09/2026
Patti Smith ha confessato che da giovane adorava Jimi Hendrix, amava le sue canzoni e sognava ad occhi aperti su di lui, aggiungendo come nel momento presente della sua vita, in veste di artista, arrivi ad apprezzarlo in modo ancora più profondo, senza stancarsene né averlo mai superato.
Il legame spirituale tra Patti Smith e Jimi Hendrix affonda le radici nelle origini stesse del punk e della poesia rock americana. Alla fine degli anni Sessanta, una giovane Smith vedeva nel chitarrista di Seattle non soltanto un'icona musicale, ma un vero e proprio sciamano, capace di trasformare il suono elettrico in pura poesia e libertà espressiva. L'incontro di persona tra i due avvenne nell'estate del 1970 alla festa di inaugurazione degli Electric Lady Studios di New York, creati dallo stesso Hendrix: in quell'occasione, Jimi le confidò la sua visione di unire artisti di diverse discipline in uno spazio creativo comune, lasciando un'impronta indelebile nella mente della poetessa.
La tragica scomparsa di Hendrix, avvenuta soltanto poche settimane dopo quel dialogo, trasformò quella figura in un punto di riferimento eterno per la Smith. Quando nel 1975 pubblicò il suo album di debutto Horses, registrato proprio agli Electric Lady Studios, Patti Smith portò con sé l'eredità spirituale e l'audacia di Hendrix. Per la sacerdotessa del rock, Hendrix è rimasto l'incarnazione dell'artista assoluto, un faro di integrità creativa la cui carica visionaria continua a nutrire la sua poetica e il suo percorso musicale.