Enoteca Bortone

Enoteca Bortone Enoteca nel cuore di Roma dove degustare i migliori vini italiani, scambiarsi sguardi e conversazion

04/09/2026

Nel cuore di Barolo, immersa tra i vigneti a pochi passi dal centro del paese, l’Azienda Agricola Brezza porta avanti da oltre un secolo una storia familiare profondamente legata alla terra e alla cultura del vino delle Langhe.
La famiglia Brezza è proprietaria di vigneti a Barolo dal 1885 e fu Giacomo Brezza, insieme al padre Antonio, a compiere intorno al 1910 una scelta allora innovativa: mettere il vino in bottiglia. Da quella prima intuizione sono passate quattro generazioni, unite dalla convinzione che custodire la tradizione significhi anche saper guardare con attenzione all’innovazione.
Oggi l’azienda conduce i propri vigneti secondo i principi dell’agricoltura biologica certificata, con una cura meticolosa delle viti e del terreno. Potature, diradamenti, sovescio e compostaggio contribuiscono a mantenere viva la fertilità del suolo, mentre alcuni ceppi raggiungono oggi i 75 anni di età.
La vendemmia è rigorosamente manuale e in cantina il lavoro procede con mano leggera, rispettando i tempi naturali della fermentazione e dell’affinamento. Per i vini che lo richiedono, il legno è quello delle grandi botti di rovere di Slavonia, con doghe piegate a fuoco ma non tostate, per accompagnare il vino senza sovrastarne le caratteristiche.
Patrizia ha scelto i vini Brezza per l’Enoteca Bortone perché rappresentano una concezione del vino in cui territorio, tradizione e rispetto della vigna vengono prima di tutto. Una storia di famiglia che continua a trovare nel calice la sua espressione più autentica.

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A Salina la vite cresce in un paesaggio in cui il vulcano, il mare, il sole e il vento hanno lasciato un’impronta precis...
28/08/2026

A Salina la vite cresce in un paesaggio in cui il vulcano, il mare, il sole e il vento hanno lasciato un’impronta precisa. È proprio da questo ambiente che nascono due vini capaci di raccontare l’identità dell’isola attraverso due interpretazioni molto diverse: il Salina Bianco e il Salina Rosso.
Il Salina Bianco nasce a Capo Faro dall’incontro tra Inzolia e Catarratto, coltivati su terreni vulcanici ricchi di magnesio e potassio. Il clima asciutto e la forte irradiazione solare accompagnano la maturazione delle uve, contribuendo alla personalità del vino. Al naso arrivano profumi di pesca e frutta matura, insieme a delicate sensazioni floreali che ricordano la macchia mediterranea. Il sorso è fresco, succoso e sapido, con una piacevole persistenza. È un bianco che trova naturalmente la sua dimensione accanto al pesce e ai frutti di mare.
Il Salina Rosso nasce invece da Nerello Cappuccio e Nerello Mascalese, coltivati nelle zone di Malfa e Porri. Il colore è rubino intenso, mentre il profumo richiama la ciliegia matura, la mora selvatica, le erbe di campo e le spezie. In bocca è caldo, armonico e persistente, con una struttura che gli permette di evolvere anche negli anni.
A produrli è la famiglia Colosi, che da oltre quarant’anni coltiva la vite a Salina. I dieci ettari di vigneto si trovano tra Capo Faro e Porri, su suggestivi terrazzamenti affacciati sul mare, recuperati nel rispetto della tradizione attraverso il ripristino degli antichi muri a secco. Una viticoltura profondamente legata all’isola, ai suoi vitigni e ai suoi terreni vulcanici.
È proprio la ricerca di realtà come questa, capaci di custodire un territorio attraverso il lavoro e la qualità, a guidare le selezioni di Patrizia. In Enoteca Bortone trovano spazio aziende che hanno una storia da raccontare e vini che quella storia riescono a portarla nel calice.

La Sardegna può raccontarsi attraverso il mare, il vento e la luce, ma anche attraverso vitigni che custodiscono una sto...
21/08/2026

La Sardegna può raccontarsi attraverso il mare, il vento e la luce, ma anche attraverso vitigni che custodiscono una storia profondamente legata alla sua terra. La Giara ne propone due espressioni molto interessanti, il Semidano e il Vermentino, due vini che arrivano da territori diversi e che condividono una spiccata identità mediterranea.
Il Semidano La Giara nasce da uno dei vitigni autoctoni più rari dell’isola, coltivato oggi soltanto su poche decine di ettari, soprattutto nei territori di Mogoro e Sardara. Per molto tempo utilizzato come uva da taglio, è stato riscoperto e valorizzato attraverso la vinificazione in purezza. La breve macerazione a freddo delle bucce precede la fermentazione e contribuisce a preservarne l’eleganza. Nel calice è luminoso, fruttato e leggermente aromatico, con un sorso morbido, minerale e una piacevole salinità persistente.
Il Vermentino La Giara nasce invece dall’incontro tra due territori. Una parte delle uve cresce sulle sabbie di Arcidano, accarezzate dalla brezza marina, mentre le altre provengono dalle colline della Marmilla, su terreni marnosi, bianchi e asciutti. Il risultato è un bianco pieno e fresco, con profumi di frutta bianca, albicocca e mela matura e un finale sapido e minerale.
Patrizia ha scelto entrambi perché raccontano una Sardegna autentica, attraverso vitigni e paesaggi diversi, ma accomunati dalla freschezza, dalla sapidità e da un forte legame con il territorio.

Il Ferragosto è uno di quei momenti in cui la tavola torna al centro, tra piatti da condividere, un buon bicchiere di vi...
15/08/2026

Il Ferragosto è uno di quei momenti in cui la tavola torna al centro, tra piatti da condividere, un buon bicchiere di vino e il piacere di stare insieme senza fretta.

L’Enoteca Bortone augura a tutti un Buon Ferragosto, con l’auspicio che queste giornate d’estate siano fatte di convivialità, incontri piacevoli e piccoli momenti da ricordare.

Che sia un pranzo in famiglia, una cena tra amici o semplicemente un brindisi al tramonto, il vino trova sempre il modo di accompagnare la gioia dello stare insieme.

Buon Ferragosto da Patrizia e dall’Enoteca Bortone.

07/08/2026

Ci sono storie di vino che nascono da una scelta di vita e dal desiderio di tornare alla terra. È questa la storia della famiglia Di Tuccio, alla base di Antica Enotria, realtà nata nei primi anni Novanta nell’agro di Cerignola.
Raffaele Di Tuccio e la moglie Addolorata arrivano dalla loro Rocchetta Sant’Antonio con un sogno preciso: coltivare una terra fertile rispettandone i ritmi e rinunciando fin dall’inizio ai prodotti di sintesi e agli organismi geneticamente modificati. Nascono così 40 ettari dedicati alla vigna e agli ortaggi, secondo una filosofia agrobiologica che ancora oggi rappresenta il cuore dell’azienda.
Anche la cantina racconta questa attenzione alla tradizione. Si trova negli antichi locali settecenteschi che un tempo ospitavano stalle, pagliai e abitazioni, costruiti in pietra e terra e naturalmente adatti alla conservazione del vino. Qui la vinificazione segue metodi tradizionali, con fermentazioni in acciaio e tempi di macerazione rispettosi delle caratteristiche delle uve.
La filosofia è quella di intervenire il meno possibile, utilizzando pochi solfiti, senza additivi chimici e lasciando che ogni vino trovi i propri tempi di maturazione e affinamento. L’acciaio e le grandi botti di rovere francese accompagnano poi il vino nel suo percorso, senza forzarne l’identità.
Patrizia ha scelto una selezione dei vini per l’Enoteca Bortone proprio per questo legame sincero tra terra, tradizione e rispetto della materia prima. Una realtà familiare che porta nel calice la propria idea di agricoltura e di vino, con semplicità e coerenza.

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Nel cuore dell’Umbria, a Montefalco, il Sagrantino rappresenta uno dei vitigni più identitari e profondi del panorama en...
29/07/2026

Nel cuore dell’Umbria, a Montefalco, il Sagrantino rappresenta uno dei vitigni più identitari e profondi del panorama enologico italiano. Il Collepiano Sagrantino di Montefalco DOCG firmato Arnaldo Caprai è una delle espressioni più emblematiche di questa tradizione, capace di raccontare con forza e precisione l’anima di un territorio che ha fatto della viticoltura un patrimonio culturale prima ancora che agricolo.
Il nome Collepiano richiama le dolci pendenze delle colline di Montefalco, un paesaggio che sembra disegnato per accogliere la vite e accompagnarne la crescita con equilibrio e costanza. Da qui nasce un vino che affonda le radici in una storia secolare, costruita attorno al vitigno autoctono Sagrantino, tra i più ricchi di personalità e struttura dell’Italia centrale.
La vinificazione e l’affinamento contribuiscono a definire un carattere potente e al tempo stesso raffinato, con lunghi passaggi in legno che ne modellano l’intensità senza mai spegnerne l’identità. Nel calice si apre con un colore profondo e fitto, mentre il profilo olfattivo richiama note di confettura di mora, spezie scure, cenni balsamici e sfumature che evolvono nel tempo. Il sorso è denso, vigoroso, attraversato da tannini importanti che guardano lontano, verso un’evoluzione lunga e meditata.
È un vino che richiede tempo e attenzione, capace di accompagnare piatti strutturati ma anche momenti di degustazione lenta, in cui lasciarsi guidare dalla sua complessità.
La scelta di Patrizia per l’Enoteca Bortone nasce proprio da questa identità così netta e autentica, da un vino che non cerca compromessi ma racconta con orgoglio la propria terra e la propria storia, calice dopo calice.

Nella Valle del Bidente, tra le colline forlivesi che collegano l’Appennino alla Riviera Romagnola, nasce un Trebbiano c...
24/07/2026

Nella Valle del Bidente, tra le colline forlivesi che collegano l’Appennino alla Riviera Romagnola, nasce un Trebbiano che racconta un territorio ricco di storia, biodiversità e attenzione alla natura.
Il Trebbiano Rubicone IGT di Poderi dal Nespoli proviene da vigneti condotti in biologico, in un’area dalle caratteristiche pedoclimatiche particolarmente favorevoli alla coltivazione della vite. Qui la fertilità naturale del suolo viene rispettata attraverso pratiche che favoriscono la biodiversità e riducono gli interventi invasivi, seguendo una filosofia di equilibrio tra uomo e ambiente.
Le uve di Trebbiano vengono raccolte manualmente all’inizio di settembre e lavorate in cantina con una vinificazione semplice e precisa, con affinamento in acciaio per preservare tutta la freschezza e la fragranza del vitigno.
Nel calice si presenta luminoso, con un colore giallo tenue e delicati profumi di agrumi, limone e cedro, accompagnati da piacevoli richiami di frutta tropicale. Il sorso è fresco, equilibrato e scorrevole, con quella vivacità che rende il Trebbiano un vino capace di esprimere al meglio il carattere del territorio romagnolo.
Patrizia ha scelto questo vino per l’Enoteca Bortone perché rappresenta una produzione autentica, dove qualità e rispetto della terra procedono insieme. Un bianco versatile e armonioso, ideale per accompagnare piatti delicati, fritture di pesce, zuppe e momenti di convivialità.

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17/07/2026

Ci sono luoghi in cui il paesaggio e il vino sembrano nascere dallo stesso respiro. Tenuta Meraviglia porta già nel nome la sensazione che si prova arrivando tra le sue vigne: una terrazza naturale affacciata sul mare e sull’arcipelago toscano, dove il blu dell’orizzonte incontra il verde dei vigneti e della macchia mediterranea.
Siamo a Bolgheri, in un territorio unico, dove i 34 ettari di vigneti della tenuta si estendono su suoli caratterizzati dalla presenza della sabbia e, in questa particolare zona, delle Vulcaniti di San Vincenzo, rocce di origine lavica che contribuiscono a donare ai vini una personalità profonda e riconoscibile.
La scelta di coltivare principalmente Cabernet Franc nasce dalla volontà di esprimere al meglio il carattere di questo vitigno in un ambiente capace di valorizzarne eleganza e complessità. La vinificazione avviene in tini tronco-conici di cemento grezzo con fermentazioni spontanee da lieviti autoctoni, mentre i vini rossi affinano in grandi botti di rovere francese non tostato, lasciando che sia il territorio a parlare prima del legno.
Un approccio rispettoso, che accompagna il vino nel suo percorso senza modificarne l’identità, sostenuto anche da una gestione biologica dei vigneti e da un percorso di sostenibilità.
Patrizia ha scelto Tenuta Meraviglia per l’Enoteca Bortone perché rappresenta una visione contemporanea della viticoltura toscana: radici profonde, attenzione alla natura e vini capaci di raccontare il luogo da cui provengono, tra mare, terra e autenticità.

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Tra le montagne dell’Alto Adige, nella conca di Bressanone, nasce un bianco che racconta la precisione e l’eleganza di u...
10/07/2026

Tra le montagne dell’Alto Adige, nella conca di Bressanone, nasce un bianco che racconta la precisione e l’eleganza di un territorio fatto di altitudine, minerali e grandi escursioni termiche. Il Kerner di Pacherhof è l’espressione autentica di un vitigno particolare, capace di unire freschezza, aromaticità e profondità.
Il Kerner è un vitigno semi aromatico nato in Germania dall’incrocio tra Schiava Grossa e Riesling Renano, dedicato al poeta e medico tedesco Justinus Kerner, grande appassionato di vino. Oggi trova una delle sue interpretazioni più interessanti proprio in Alto Adige, dove le vigne di Pacherhof crescono tra i 600 e i 900 metri di altitudine su terreni di origine morenica ricchi di micascisto, paragneiss e quarzite.
La raccolta manuale e una vinificazione attenta permettono di preservare tutta la naturale espressività dell’uva. Dopo la fermentazione, il vino affina sui propri lieviti in acciaio e in botti grandi di rovere, acquisendo equilibrio e complessità.
Patrizia ha scelto il Kerner di Pacherhof per l’Enoteca Bortone perché racconta con grande coerenza il carattere dell’Alto Adige: un vino di montagna, preciso e autentico, capace di accompagnare tanto i piatti della tradizione come speck e formaggi locali, quanto momenti di aperitivo e convivialità.

Nel cuore delle Langhe, a Castiglione Falletto, la storia di Vietti affonda le radici alla fine dell’Ottocento, quando C...
03/07/2026

Nel cuore delle Langhe, a Castiglione Falletto, la storia di Vietti affonda le radici alla fine dell’Ottocento, quando Carlo Vietti decide di dare vita a una cantina proprio nel punto più alto del borgo medievale. Un luogo che ancora oggi custodisce l’identità e la memoria di una delle realtà più significative del panorama vitivinicolo piemontese.
Negli anni successivi l’eredità viene raccolta da nuove generazioni, prima dalla famiglia Cordero e poi da Luca Currado Vietti insieme a Elena, in un percorso che mantiene saldo il legame tra tradizione e sperimentazione, tra cultura e rispetto della terra.
Oggi la cantina appartiene alla famiglia Krause, che ha scelto di investire nei vigneti più emblematici delle Langhe e nei Colli Tortonesi, includendo anche il progetto del Timorasso Derthona, con l’obiettivo di preservare e valorizzare un patrimonio unico.
Da Patrizia, all’Enoteca Bortone, i vini Vietti sono presenti con una selezione dei loro cru più rappresentativi, scelti per raccontare non solo l’eccellenza di una cantina storica, ma anche la sua capacità di evolvere restando fedele alla propria identità, tra Barolo, Dolcetto d’Alba e nuove espressioni di territorio.

Indirizzo

Via Di Monserrato 4
Rome
00186

Orario di apertura

Lunedì 14:00 - 23:30
Martedì 12:30 - 23:30
Mercoledì 12:30 - 23:30
Giovedì 12:30 - 23:30
Venerdì 12:30 - 23:30
Sabato 12:30 - 23:30
Domenica 12:30 - 23:00

Telefono

+390668804668

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