Valorizzare il talento ed avvicinare alla musica Jazz un pubblico più ampio ed eterogeneo come quello degli appassionati di cinema
Pur non avendo la presunzione di salvare il mondo dai predatori della musica e dell’arte coltiviamo l’ambizione di riprendere ad innaffiare un territorio che è stato coltivato solo quando arrivano contributi pubblici e quindi negli ultimi anni si è letteralmente inari
dito. Come giustamente sostiene Maurizio Urbani, che inaugurandola ha dato immediato lustro a questa iniziativa “In questi tempi di tagli e tagliole alla cultura, la “razza” dei musicisti Jazz è a forte rischio di estinzione, mentre crescono i territori di caccia dell’ignoranza“. E il Jazz è sempre stato per la “razza Urbani” un richiamo che sorge da sfere profonde dell’anima. Come altre migliaia di capitolini della nostra generazione, ci siamo appassionato a questo genere musicale folgorati dall’innato e insuperabile talento di Massimo Urbani, una vera meteora nell’universo del jazz e non solo italiano. In Maurizio Urbani abbiamo ritrovato molti aspetti del carattere umano e della personalità musicale del fratello maggiore, che ha sempre vissuto visceralmente e istintivamente il rapporto con la musica e la vita “divorandole” entrambe, senza risparmiare neanche un centesimo della propria passione e genialità, interamente offerta sull’altare dell’espressione artistica intesa come esigenza primaria di vita. Valori che esprimono azioni in controtendenza rispetto al comune operare. Viviamo un epoca in cui è la finanza a farla da padrona, tutto viene semplicemente ridotto a calcolo e interesse economico. Anche la gran parte dell’ambiente artistico è rimasto intrappolato nel paradossale concetto di “professionismo” e molti finiscono nell’individuare il loro obiettivo nel riuscire a “vivere della loro arte”. Restano in pochi dell’alternativa opinione che non basta “fare” i musicisti o gli scrittori per “esserlo”. Non è sufficiente fare concerti, pubblicare dischi o libri, essere dotati di tecnica e affinarla continuamente, occorre fare una scelta profonda e radicale, quella di “vivere per la musica”. E nella Città eterna fortunatamente non mancano personalità di calibro che con amore, passione e sacrificio, testimoniano con la loro vita proprio questa scelta, da Tony Formichella a Maurizio Urbani, da Livio Turco a Giorgio Cuscito e Guido Giacomini, da Cj de Luca a Giancarlo Evangelisti, da Manlio Belpasso a Francesca Tandoi, tutti protagonisti del nostro cartellone. Valorizzare questi interpreti della nostra contemporaneità e avvicinare a questa importante espressione artistica un pubblico più ampio rispetto a quello degli appassionati del genere, alimentando l’offerta culturale dell’agosto capitolino senza ricorrere al contributo pubblico è il nostro unico obiettivo. Sempre più numerosa è la gente che sceglie di passare una bella serata in questa magnifica cornice e siamo orgogliosi dell’interesse che la stampa ci sta dimostrando: Corriere della Sera, Repubblica e Il Tempo ormai segnalano quotidianamente e con evidenza le Jazz&Wne Nights al Chiostro. Tutto questo non può che stimolarci a proseguire su questa strada, convinti che Jazz&Wine riuscirà ad affermarsi quale tradizionale luogo di incontro per i romani che non si accontentano di quello che il “mercato” gli propina, che al “surrogato” musicale delle cover band preferisce ascoltare dal vivo la musica originale e di qualità espressa da personalità che hanno scelto la musica come ragione di vita. Stiamo lavoriamo per allargare le prospettive, già sperimentate in questa seconda edizione, nella prossima amplieremo gli incontri con l’autore, le proiezioni d’essai, le serate di teatro d’avanguardia, per offrire un calendario ancora più ricco e tutto all’insegna della qualità.