29/12/2016
Che nostalgia dei bar Romani di una volta, ricordo negli anni 1989/90 avevamo un piccolo bar a via Panico 28, bar tabacchi riv 120 " bella Roma" dove facevamo di tutto, perfino l'uovo sulla piastra liscia di ghisa, la mattina si apriva alle 5 meno dieci ed io ero già passato si mercati generali sull'ostiense, i fuochi accesi dentro ai bidoni, il freddo e la gente urlante, d'obbligo era il caffè al vetro, il bicchiere quasi usurato, graffiato.. Arrivavo a panico ancora notte, preparavo i tramezzini, gli specialini che pochi ricordano, i primi clienti erano gli scopini con guanti e cappelli, poi c'era brunetto, foffo, il fornaretto, c'era Roma, le donnine del vicolo del gelso che dopo una notte de battaglie venivano a far colazione, c'era la fruttarola Marcella , mi affacciavo a prendere una boccata d'aria e maestoso castel Sant'Angelo te faceva capi che eri de Roma , il ponte e un pensiero alla papessa, alle sette le campane e inizia in via via della giornata! Via dei coronari con l suo antiquari, tutto si accendeva e la scintilla era il bar " bella roma" che nostalgia, Giovanni della trattoria, zio pietro guardiano di castel Sant'Angelo, ricordo ogni singolo cliente, quello che perfino si bevevano, il barista un lavoro di passaggio, nel senso che quanta gente di passaggio ho visto! Roma e i suoi bar sempre fuori Moda, che al posto dell'aperitivo milanese rispondevamo con la bomba al cioccolato e il supplì, con il latte macchiato al vetro e la gassosa, amo il mio lavoro sono un barista de passaggio .