17/02/2023
BAKU PER ME
Sono ormai passate due settimane da quell’aereo che, alle ore 4:55, partiva dall’aeroporto di Baku direzione Francoforte.
Sono stati quattro giorni in cui ho scoperto davvero un nuovo mondo, ad esempio:
-In Azerbaijan ci sono 17.000 ettari vitati con una decine di cantine.
Va da sé che ogni cantina ha diverse centinaia di ettari da gestire.
-In Azerbaijan, nel 1985 però, vi erano più di 300.000 ettari vitati!
Peccato che Michail Gorbačëv decise di distruggerne ben 250.000 per combattere l’alcolismo nell’Unione Sovietica.
(Per intenderci l’Italia ha ad oggi 600.000 ettari circa)
-In Azerbaijan gli odierni vini hanno radici italiane e francesi!
Le barbatelle sono prese da Rauscedo in Friuli o da Guillaume in Francia, gli enologi sono italiani o francesi, la botti sono italiane e francesi e può capitare facilmente di degustare un Moscato come un Merlot.
-In Azerbaijan ci sono anche differenti varietà autoctone come il Madrasa ed altri 450 vitigni scarsamente utilizzati. Questo accade perché…
-In Azerbaijan i mercati di riferimento sono Russia e Cina, dove i vitigni internazionali hanno sicuramente più estimatori.
-In Azerbaijan i vini sono sempre molto eleganti, puliti, ben fatti direi. Nessuna sfumatura orange come nella vicina Georgia.
-A Baku poi: si beve sempre il loro tè (ottimo tralaltro) e si mangia il loro yogurt, come se fosse la nostra pausa caffè.
-A Baku vi sono quattro tipi differenti di architettura: medievale araba, europea stile ‘800, sovietica e contemporanea con grattacieli davvero avveniristici.
Ma quello che ricorderò più di tutto saranno le due serate degustazione che ho tenuto di fronte a persone davvero appassionate di vino, che parlavano una lingua per me incomprensibile, ma che un calice è riuscito a connetterci immediatamente.
Non finirò mai di ringraziare Zaka, Murad e Samira per questa bellissima esperienza che siamo riusciti ad organizzare e chissà, forse ce ne sarà un’altra!
A presto Baku, un giorno o l’altro ne sono sicuro, ci rivedremo.