Il locale Inofficina è pensato e progettato per essere una novità nel panorama gastronomico e birraio italiano. Nel solco delle più nuove forme del food and beverage, l’Inofficina sarà un gastropub, ovvero un pub di nuova generazione, specializzato sia nelle birre di produzione artigianale, che nello street food, il cibo di strada delle grandi metropoli europee. Alla base del mix l’idea di accompa
gnare il cliente alla scoperta di nuovi gusti e sapori: le nuove birre artigianali italiane, inglesi, belghe, nordeuropee ed americane insieme alle verdure a chilometro zero, alle carni degli allevamenti biologici, alle spezie, ai formaggi e ai salumi dei piccoli produttori e alle fritture della vecchia e nuova cucina mediterranea. Ad accompagnare il cliente in questo viaggio alla scoperta dei nuovi gusti di birra e cibo di strada, un giovane ed esperto Publican romano, grande ricercatore nel mondo dei nuovi birrifici e un giovane Chef, anch’egli romano, cresciuto ala scuola della rinata tradizione gastronomica capitolina del cibo di trattoria. Ad integrare il progetto gastronomico-birraio la scelta del luogo in cui nascerà l’Inofficina: un vecchio capannone che sorge in un piccolo complesso ex industriale nella zona di Pietralata, a Roma. Una ex officina meccanica recuperata e riadattata con interventi architettonici conservativi e moderni, sia nelle scelte di stile, che in quelle della ricerca dei materiali utilizzati (vetro, ferro crudo e legno) come anche nella ricerca e nella realizzazione degli arredi(ad esempio i tavoli di ferro e legno di cedro, realizzati da una cooperativa di carcerati della struttura penitenziaria di Opera a Milano). Il locale sarà dotato di un impianto di spillatura di birra da 18 spine, un bancone di oltre sei metri e una cucina professionale a vista. Cinquanta i posti a sedere fra tavoli da bistrot, bancone e divanetti. A corredo e come ulteriore volano dell’impresa c’è un’attività consanguinea del progetto Inofficina, che sorge accanto ai locali del gastropub: la Cafetwin, una officina specializzata nella elaborazione delle motociclette caferacer, le motoclassiche inglesi e italiane degli anni ‘70. Un piccolo polo dell’intrattenimento fra birra artigianale, cibo e vecchie motociclette.