31/08/2026
Non è soltanto un piatto della tradizione popolare lucana.
È una storia fatta di famiglie, mani esperte, piccoli produttori e gesti tramandati nel tempo.
Il cuore è il sugo allo ’Ndrupp’c, preparato dalla nostra Rita, che lo cucina da oltre sessant’anni seguendo la ricetta di famiglia, con il tempo e la pazienza che questo piatto richiede.
Il pomodoro è quello della conserva preparata da Zia Antonietta del Forno Sorelle Palese, utilizzando la Giarrossa di Potenza coltivata con metodo biologico dall’Azienda Agricola di Antonio Tammone, giovane agricoltore e custode del nostro territorio.
Nel piatto si incontrano tre formati simbolo della pasta lucana: orecchiette, fusilli e strascinati. Prima li preparava Nonna Anna, oggi continua a farli rigorosamente a mano Zia Angelina, mantenendo vivo lo stesso sapere.
Le carni arrivano dall’allevamento di Canio Abbate, giovane allevatore lucano che alleva allo stato brado sugli Appennini Lucani, ad Albano di Lucania. Pancetta, pezzente, spezzatino, muscolo e capocollo formano quel ricco miscuglio di carni che dà carattere al sugo.
Un tempo si utilizzavano i tagli disponibili nelle case contadine, trasformandoli con intelligenza in un condimento generoso. Oggi scegliamo materie prime selezionate, senza cambiare l’anima della ricetta.
A completare tutto, l’olio extravergine di oliva del Frantoio Perna di Campomaggiore.
E poi c’è il nome: si dice che la forchetta, prima di raggiungere la pasta, debba quasi “inciampare” in un pezzo di carne. È proprio lì che nasce lo ’Ndrupp’c.
Ogni ingrediente ha un nome.
Ogni mano custodisce un sapere.
Ogni forchettata racconta la Basilicata.
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