A mezza notte del 31 Dicembre, dopo che ci eravamo bevuti una quantità impressionante di cicchetti di grappa, il padrone di casa, visto che è un cacciatore, mi ha chiesto se volevo sparare due colpi con il suo sovrapposto. Ammetto che, in quelle condizioni, mi è sembrata un'ottima idea. Abbiamo risalito le scale di casa appoggiandoci a destra e sinistra per non cadere, visto che avevamo bevuto veramente tanto! Siamo andati in terrazzo, mi ha caricato due colpi nel fucile e li ho sparati nel vuoto. Ammetto che mi è piaciuto molto e quindi gli ho chiesto se mi poteva regalare, per ricordo, le cartucce da me esplose e lui ha, naturalmente, acconsentito. Siamo tornati in taverna ed io ho appoggiato le due cartucce in mezzo alla miriade di cicchetti che ci eravamo bevuti. Subito ho pensato, probabilmente consigliato dai fumi dell' alcol: quasi quasi bevo nella cartucca come se fosse un bicchiere, mi faccio un colpetto!?!? Dopo qualche mese ho brevettato un contenitore realizzato partendo da un fondello di cartuccia da cacciatore e l'ho chiamato “LaCartuccia”
In definitiva la mia idea è questa:
oggi in Italia non si sa come si chiamano i bicchierini. Chi li chiama cicchetto, chi chupito, chi shortino o short o minidrink e non è neanche ben definita la quantità di prodotto, chi li fa da 2,3 o 4 cl. Il mio sogno è di uniformare il tutto con “LaCartuccia” in uno stile tutto . Da oggi in poi, in Italia, ci faremo gli shortini in cartuccia con un dosaggio di 2 cl uguale per tutti. Sarà normale sentire i clienti esclamare: Barista..preparaci 2 cartucce o facciamoci un giro di cartucce.