31/08/2017
Non solo fece stragi di cuori tra re, imperatori, governanti, ufficiali, banchieri ma anticipò mode e stili, intuì per prima l’importanza dell’Immagine (tramite una serie copiosa di foto-ritratti) per la costruzione di un personaggio pubblico di successo, precedendo di qualche decennio il fenomeno del divismo cinematografico.
Tutto questo, ma altro ancoralo, fu Virginia Oldoini, nobile spezzina dalla bellezza sfolgorante, più nota come Contessa di Castiglione, figura chiave del Risorgimento Italiano.La rappresentazione teatrale consegnerà allo spettatore, attraverso l’interpretazione di quattro attrici, il volto poliedrico di una delle figure più bizzarre e intriganti dell’Ottocento che ha lavorato nell’ombra e senza onori per l’unità d’Italia, realizzando, con l’arma della seduzione, la missione affidatagli da Cavour e dal re Vittorio Emanuele II: convertire Napoleone III alla causa risorgimentale Italiana. Non un racconto didascalico bensì emozionale che, mantenendo saldi gli ancoraggi al tormentato percorso umano e agli eventi di cui la Contessa fu protagonista, bada a sviscerarne la natura di donna emancipata, calcolatrice, capricciosa, coraggiosa e forte. Tutto ciò attraverso un percorso narrativo basato sui principi ottici dell’anamorfosi, là dove l’immagine distorta acquista la vera forma solo quando l’osservatore si dispone in una particolare posizione, diversa rispetto alla sua prospettiva abituale. Un gioco psicologico di specchi quello che ricompone l’identità della contessa, riflessa contemporaneamente in modi diversi, nel progressivo superarsi delle deformazioni L’immagine della Castiglione emerge così resuscitata dal proprio caos, come la Fenice dalle proprie ceneri e appare trasfigurata dal mistero. Uno spettacolo avvincente in un contesto monumentale con quattro attrici: Marianna De Micheli, Jole Rosa, Alessandra Bianchi, Raffaella Cappelli. Per la regia di Jole Rosa.