04/03/2026
C’è un’emergenza che riguarda 15 nostri concittadini, 10 adulti e 5 bambini, bloccati a Malé, alle Maldive, per la chiusura dello spazio aereo dopo l’attacco in Iran.
Il rientro era previsto per il 3 marzo, ma il 2 marzo è arrivata la comunicazione della cancellazione del volo, in un contesto internazionale già molto teso. Da allora attendono indicazioni chiare per tornare a casa.
La situazione è complessa: migliaia di turisti fermi, pochissime camere disponibili a costi elevati e informazioni frammentarie dalla compagnia aerea. L’assistenza finora si limita ai pasti in area lounge.
L’unica soluzione prospettata è un volo charter il 6 marzo, con scalo a Riyad, organizzato tramite una compagnia privata su proposta del console onorario italiano alle Maldive. Il costo è di 2.000 euro a persona, bambini compresi, se si rientra nei posti disponibili. L’alternativa è attendere la ripresa dei voli di linea, senza certezze sui tempi, oppure organizzare autonomamente un rientro con scali e coincidenze incerte.
Non tutti possono sostenere una spesa simile: una famiglia di quattro persone dovrebbe affrontare 8.000 euro. In una situazione di emergenza, con persone in ansia e bambini al seguito, non è realistico pensare che ciascuno si organizzi da solo affrontando ulteriori rischi.
Serve una regia istituzionale più forte, con un coordinamento tra Farnesina, autorità consolari e compagnie aeree per garantire rientri a condizioni sostenibili. Non è accettabile che un peso così rilevante ricada su chi è già in difficoltà.
È necessario che sindaco, prefettura e parlamentari si attivino subito per un intervento deciso e per verificare se vi siano altri pisani nella stessa condizione.
Da parte mia, mi metto a disposizione per ogni iniziativa utile, dal dare visibilità alla vicenda al sollecitare le istituzioni competenti.
In momenti come questi la differenza la fa la capacità delle istituzioni di non lasciare soli i propri cittadini. Quindici pisani, tra cui cinque bambini, aspettano di rientrare a casa. È nostro dovere fare tutto il possibile perché ciò avvenga in tempi rapidi e a condizioni eque.