LA LEGA NAVALE
La storia della "Lega Navale", una delle opere architettoniche più simboliche del passato di questa città, si integra e completa con quella del luogo, da sempre, cuore pulsante di Piombino: Marina ed il suo Porticciolo. Stiamo parlando di uno degli scorci più caratteristici e certamente affascinanti del Promontorio, il luogo intorno al quale nascono e si sviluppano il Borgo Marinar
o prima, la Fortezza poi. A Marina, secolo dopo secolo, si svolge il viver quotidiano dei piombinesi, un luogo che significava vita, perché ai Canali, da sempre si attinge acqua fresca e potabile, un luogo che significava commercio e sussistenza, grazie alla flotta dei pescherecci ed alle imbarcazioni che collegavano l'Elba alla terraferma, il luogo, infine, in cui era situata una delle due porte di accesso alla città fortificata, la Porta a Mare, che volgeva ad Occidente e si affacciava su Via delle Fonti. Fu proprio qua, sotto la ripa della Cittadella, che si decise, sul finire dell'ottocento, di costruire "I Bagnetti", la prima idea di struttura balneare della nostra zona, nasceva proprio a fianco di quello che potremmo definire il centro commerciale della città. I Bagnetti del primo novecento subirono diversi restyling sino a divenire tra il '20 ed il '30 lo Stabilimento Bagni Cittadella, luogo di aggregazione per i cittadini, dove si accoglievano anche i primi turisti detti, all'epoca,"bagnanti". Nel 1932, al fine di sviluppare le attività marinare della città, i Bagni Cittadella furono demoliti e sostituiti da una costruzione in legno con copertura a volte in lamiera, qui si stabilì la prima sede di Piombino della Lega Navale Italiana. Il 28 settembre 1936 la "Lega" venne investita da una tromba d'aria di inusuale potenza che la devastò completamente. Fu incaricato di progettare la nuova sede l'Ing. Domenico Collavoli, che la concepì così come viene oggi, restituita alla città. Vennero ampliati i volumi, aggiunta l'abitazione del guardiano e gli uffici amministrativi (edificio attuale), fu poi costruito un ampio locale caratterizzato da luminose vetrate. Nella parte a mare vennero costruite due terrazze con scalette di accesso per la balneazione. Inaugurata il 9 giugno 1940 la struttura ospitava un bar con grande sala da ballo (dove è adesso il loggiato a piano terra), costituendo un centro di aggregazione per tutta la gioventù piombinese del primo dopoguerra fino all'alba degli anni '60. Così scrive Marisa Giachi in occasione dell'inaugurazione della mostra fotografica di G. Vaccaro: " Il progetto del Collavoli fu uno dei migliori realizzati sul territorio in quel periodo, di evidente ispirazione futurista, si incastonava perfettamente lungo la scogliera ai piedi della Cittadella, proponendosi come scultura d'ambiente, in perfetta sintonia con il luogo in cui prende vita e con le idee di grande rinnovamento che giungevano attraverso i manifesti futuristi degli artisti degli anni '30. Il dinamismo plastico della struttura è valorizzato dalla tinteggiatura coerente con il contesto marinaresco; i ritmi diversi annunciati dalla facciata tondeggiante, proseguono nella fuga leggera di verande e terrazze lungo la riva e poi in mare, su palafitte. Il mare è elemento estetico della struttura, esaltato quasi come creatura divina. Il rumore delle onde entra, attraversa, sovrasta, gli ambienti eleganti, dal fascino esotico, i bei versi del D'Annunzio a decorazione delle pareti rifinite con finestrelle ad oblò ......". Tutto ciò, aggiungiamo noi, ne fa un'opera unica nel suo genere, che ha consacrato un momento di speranza e rinascita per questa città, lasciata distrutta materialmente e moralmente dagli orrori della Guerra, e da qua noi vogliamo ripartire per dare nuova vita a questo splendido "cammeo", possibilmente restituendo un piccolo sorriso alle persone ed un pensiero positivo per il futuro.