11/12/2025
"Lo Spritz ha origini venete, ma non tutti sanno che nasce da una soluzione austriaca a un problema semplice: il vino locale era troppo forte per i soldati dell’epoca.
Siamo tra fine ‘700 e inizio ‘800. I soldati asburgici chiedevano ai gestori delle osterie di “spruzzare” (dal tedesco “spritzen”) un po’ d’acqua nel vino, così da renderlo più leggero.
In realtà, allungare il vino con acqua era già una pratica diffusa nel Mediterraneo. In Veneto questa abitudine si trasforma però in qualcosa di nuovo: prende un nome tutto suo, Spritz.
Col passare degli anni, lo Spritz si diffonde anche dopo il passaggio del Veneto al Regno d’Italia. Ma il drink era diverso da quello che conosciamo: solo vino leggero e acqua, niente colore arancione.
La rivoluzione arriva nel ‘900 con due novità: il sifone per l’acqua di seltz e l’aggiunta dei bitter. Tra 1919 e 1920 nascono due bitter veneti famosi: Aperol e Select.
Da quel momento, lo Spritz prende il colore e il gusto che conosciamo oggi. Campari? Arriverà in Veneto solo più tardi. Negli anni ’20 e ’30, a Venezia, lo Spritz diventa il classico aperitivo frizzante e amarognolo.
Negli anni del boom economico, lo Spritz esce da Venezia e conquista pian piano il resto del Veneto e del Nord Italia. Non esiste ancora una ricetta unica: ogni città, a volte ogni bar, ha la sua versione.
Questa varietà rende lo Spritz ancora più popolare. Dagli anni ’80 in poi, il drink supera i confini regionali e diventa uno dei simboli dell’aperitivo italiano.
Nel 2011 arriva il riconoscimento internazionale: la International Bartenders Association inserisce lo Spritz nella lista ufficiale, con la ricetta che tutti conosciamo: “9 cl di prosecco, 6 cl di bitter (prevalentemente Aperol), una spruzzata di acqua di seltz”.
Tutto è partito da un semplice gusto personale, e oggi lo Spritz è ovunque."
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