15/06/2026
La nuova Legge 75 del 21 aprile 2026, entrata in vigore il 29 maggio 2026, punta a rafforzare la tutela del Made in Italy agroalimentare e introduce nuove regole in materia di tracciabilità, origine dei prodotti, etichettatura, filiera certificata e contrasto alle frodi alimentari.
La legge interessa da vicino produttori, distributori, importatori, aziende dell’ospitalità e ristoratori.
Non si parla solo di qualità del prodotto, ma anche della capacità di dimostrarne l’autenticità attraverso documenti, fatture, tracciabilità, provenienza reale e corretto utilizzo di denominazioni come DOP e IGP.
La tutela del made in Italy in ambito agroalimentare nasce con l’obiettivo di fronteggiare frodi e pratiche ingannevoli sia a tutela dei consumatori che a protezione delle imprese.
Inasprimento di sanzioni penali e amministrative a carico di chi falsifica o altera prodotti agroalimentare, utilizza etichette ingannevoli, sfrutta indebitamente marchi o denominazioni ovvero a chi altera la tracciabilità la qualità la provenienza dei prodotti.
in particolare la norma introduce nuove fattispecie di reato e applica pene più severe per frodi, anche organizzate per la vendita di prodotti alimentari con segni mendaci o per contraffazione di indicazioni geografiche.
Garantire maggiore sicurezza e fiducia nei consumatori attraverso controlli più intensi e serrati su etichettatura tracciabilità e provenienza degli alimenti, rendendo così più chiaro ciò che verrà servito in tavola o che verrà trovato sugli scaffali.
Per i controlli la legge 75 del 2026 si affida principalmente all’ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione delle frodi agroalimentari che dipende dal ministero dell’agricoltura.
Vengono coinvolti anche altri organismi come i carabinieri per la tutela agroalimentare,le Asl,le capitanerie di porto per il settore ittico, l’agenzia delle dogane per l’importazioni.