22/07/2026
Ancora nelle Marche. Ancora varietà.
Se pensi di trovare solo Verdicchio da aperitivo, qui ti facciamo vedere un po’ più lontano.
TRE RIPE | Pievalta Azienda Agricola
Verdicchio dei Castelli di Jesi da tre zone diverse: Maiolati Spontini, Montecarotto e Cupramontana. Tre versanti, due vallate, suoli e altitudini che cambiano. Biodinamico, fresco, sapido, con quella parte erbacea e mandorlata che ti ricorda perché il Verdicchio non ha bisogno di urlare;
PETRICORE | Tenuta San Marcello
Verdicchio in purezza, ma fuori dalla corsia più prevedibile. Agricoltura rigenerativa, sovesci, humus di lombrico, tisane e propoli per ridurre rame e zolfo. In cantina: grappolo intero, niente chiarifiche né filtrazioni; solo legno e tempo. Il nome viene dall’odore della pioggia sulla terra asciutta, e già questo ci piace.
FORTUNA | Tiberi Società Agricola
Loro Piceno, vigne vecchie, rese basse, varietà autoctone locali. Pressa manuale, piccoli contenitori di legno, circa dieci mesi di affinamento. È il primo bianco di Daniele Fortuna dopo il ritorno nell’azienda di famiglia: un vino con radici ma senza nostalgia.
Tre bottiglie diverse con la stessa direzione; tre bianchi marchigiani con spessore, sale e tanto da dire.