“Ti star benvenouto, amigo di mi!”
Non è passato molto tempo da quando, sbarcando in una città del Mediterraneo, sareste
stati accolti con questo saluto. Il Sabir è stata una lingua franca parlata da marinai,
pirati, pescatori, mercanti e banditi provenienti da diverse regioni, in tutti i porti, in
tutti i mercati e in tutte le città costiere del Mediterraneo. Da Genova a Tangeri, dal
Pireo ad Ist
anbul, da Palermo ad Algeri, da Cagliari a Valencia fino ai primi decenni del
Novecento si è parlata questa lingua comune (costituita principalmente da veneziano,
genovese, siciliano, spagnolo, arabo, catalano, greco, occitano, portoghese e turco) per
necessità comunicative e commerciali al fine di facilitare gli scambi tra i mercanti europei,
arabi e turchi. In tal modo è stato possibile abbattere le barriere tra popoli di lingua
diversa, infatti, siciliani, arabi, spagnoli, turchi, francesi e greci riuscivano a intrattenere
scambi commerciali utilizzando come lingua il Sabir. Ancora oggi è presente in molti termini marinareschi
(per esempio “vira e ‘maina”), se vi capita di trovarvi al mercato del pesce di
Mazzara del Vallo potrete ascoltare le urla dei pescatori che utilizzano termini in Sabir,
così come è ancora viva nella memoria dei vecchi pescatori la preghiera del Padre Nostro
(“Padri di noi”) che gli uomini di mare di tutto il Mediterraneo e di ogni religione
recitavano nei momenti di difficoltà. Poichè il Mediterraeo è da sempre luogo di scambi e di incontri fra i popoli, abbiamo
creato una città ideale, denominata Sabir, nella quale far vivere ai nostri ospiti un’atmosfera
unica di fusione attraverso un viaggio dove sapori, profumi, suoni riportano alla
mente città lontane, che condividono, però, un’identità mediterranea comune. Al Sabir avrete la possibilità di essere cittadini del Mediterraneo: speriamo di promuovere
un sentire mediterraneo caratterizzato da sentimenti di unione, fratellanza, ospitalità
con l’intento di valorizzare non solo le molteplici similutidini che accomunano i
vari popoli, ma anche le differenze interculturali considerate risorse per lo scambio e il
dialogo creativo. Abbiamo ricreato una città composta dai luoghi che caratterizzano tutte le città costiere
del Mediterraneo: da noi sbarcherete in un porto, vi ritroverete seduti in una piazza,
ascolterete le urla di un mercato e vi rilasserete in uno spazio mistico che contiene simboli
comuni alle tre grandi religioni diffuse nel Mediterraneo.
“L’idea poetica, per me, non si ferma alle frontiere. Ogni poesia che annuncia il viaggio, che dà ospitalità, che semina la generosità. In ogni angolo del mondo. È lì che comincia il Mediterraeo. Non un luogo
recintato da principi geografici o da un’idea che rinnega l’Altro che viene da Sud,
da Oriente o da Occidente”
M.