24/05/2026
Alpino, aromatiere, inventore del Crodino. Maurizio Gozzelino era nato a Saluzzo, provincia di Cuneo, nel 1935. Lì comincia la storia dell'uomo che trent'anni dopo avrebbe creato uno dei sapori più riconoscibili d'Italia. Nel 1963 viene assunto dalle Terme di Crodo SpA come responsabile dell'Ufficio Sciroppi, ramo Valle Antigorio, alle pendici del Monte Rosa. Il suo compito è semplice e impossibile insieme: inventare nuove bevande aperitivo, oltre alla classica acqua minerale di Crodo già famosa.
Lavora per mesi. Mescola dosaggi diversi di erbe e scorze: vaniglia, scorza d'arancia amara, assenzio, zenzero, chiodi di garofano, coriandolo, genziana. Cerca la base nell'acqua della sorgente Lisiel, già conosciuta per le sue proprietà digestive. Tra la fine del 1964 e i primi mesi del 1965 trova l'equilibrio: un colore ambrato, una bollicina leggera, un retrogusto leggermente amaro che apre lo stomaco senza alcol. Il primo lotto è di cinquantamila bottiglie. Lo chiamano Crodino. Diventerà l'aperitivo analcolico più venduto d'Italia, esportato in tutto il mondo, mantenuto segreto al pari della Coca-Cola fino a oggi.
Insieme a Piero Ginocchi, presidente delle Terme di Crodo negli anni Sessanta e imprenditore parmigiano, Gozzelino trasforma la valle ossolana in un polo dell'industria delle bevande. Sessant'anni di pubblicità tv fanno il resto: da "Sei come un Crodino" alle campagne con Pippo Franco, fino alle ultime con Maurizio Crozza. "Il biondo che ti fa nero" entra nella memoria comune di tre generazioni di italiani.
Riservato, colto, di modi semplici. Ufficiale alpino della Brigata Julia, terzo reggimento, gruppo Belluno, ventiduesima batteria a Pontebba in Friuli durante il servizio militare. Nel 2016 riceve il Ginocchi d'Oro dal Centro Studi che porta il nome del suo capo storico. Nel 2021 il Comune di Crodo gli conferisce la cittadinanza onoraria. Aveva 91 anni. "Contribuì al benessere delle nostre valli", scrive oggi il Centro Studi Ginocchi. Senza la sua mano in laboratorio, una delle abitudini più italiane non sarebbe mai nata.
Fonte: Centro Studi Piero Ginocchi