22/01/2022
Le MAROGNE sono muretti a secco che ridisegnano a gradini i pendii della Valpolicella, la Lessinia e la zona di Soave fin dal XV secolo. . La loro funzione è quella di rendere il terreno più sicuro, evitando il dilavamento dell’acqua. Necessitano però di continua manutenzione.
Si integrano armonicamente nel territorio e sono il risultato conoscenze costruttive tramandate nei secoli.
Sono portatrici di biodiversità: le piante lì insediate si vengono a trovare in un terreno non umido quindi si evita la marcescenza delle radici. Grazie all’insolazione, nella stagione fredda questi muri diventano collettori solari: ne hanno bisogno gli olivi, che hanno un apparato radicale molto delicato, ma anche le viti. Un terrazzamento a secco in collina è praticamente un condominio di diversi insetti che trovano ricovero nel muro mantenendo l’equilibrio ecologico; se ne trovano di tutti i tipi, dai più grandi a più piccoli. Tutelare una marogna è tutelare la biodiversità. Sono tante le specie vegetali e animali che popolano le pietre dei muri. Mu**hi, felci, licheni (preziosi indicatori di qualità dell’aria), e poi ancora la rara Campanula Petrea, lombrichi, millepiedi, aracnidi, insetti e persino qualche ghiro che trova assai confortevole andare in letargo tra le pietre di una marogna.
Per questo sono state riconosciute dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale dell’umanità.
( da “MEMORIE DELL'ACCADEMIA D'AGRICOLTURA COMMERCIO E ARTI DI VERONA”)