Il Poggio è un laboratorio di cucina, ma soprattutto una fabbrica di idee in cui si incrociano competenze ed esperienze a partire da due comuni passioni: il “mangiar bene” e il “fare del bene”. Il Poggio è un progetto di Gesco, un gruppo di imprese sociali costituitosi nel 1991che svolge attività imprenditoriali con rilevanza pubblica, fornendo beni, servizi e occasioni di lavoro senza perseguire
fini di lucro e che a partire dal 2009 ha maturato la sua esperienza nel campo della della ristorazione e del banqueting con il marchio Fare Più. L’iniziativa è co-finanziata da Fondazione Vodafone e Fondazione Con il Sud. Il lavoro
Il Poggio impiega oltre 60 persone, di cui 50 adolescenti e giovani provenienti da situazioni di disagio, detenuti in affidamento, immigrati e due ragazzi con sindrome di Down. I giovani sono in formazione on the job grazie al piano nazionale "Garanzia Giovani". Le 60 persone sono state selezionate tra 1000 candidati; per lo più provengono dall’ambito alberghiero o sono state segnalate dai Servizi Sociali, perché provenienti da situazioni di disagio o di emarginazione. La formazione La cucina al Poggio significa anche formazione: al suo interno nascerà una Scuola di formazione dedicata completamente alle professioni nel settore della cucina e dell’enogastronomia. Tra le figure che saranno formate quelle di pasticcere, sommelier, operatore del servizio bar, mâitre. La Scuola offrirà una formazione gratuità ai giovani impiegati all'interno del polo enogastronomico e valuterà prioritariamente le richieste di formazione provenienti dai giovani in condizioni disagiate. Offrirà inoltre consulenza e supporto ad aziende che hanno già personale con titoli e competenze, ma intendono perfezionare il loro “team building” per compattare il gruppo e gestire le dinamiche relazionali interne, utilizzando il cooking come occasione per migliorare la comunicazione e accrescere lo spirito di squadra. L'ambiente Il Poggio privilegia le produzioni locali e le coltivazioni biologiche e utilizza i prodotti provenienti dagli Orti sociali promossi dal gruppo Gesco: uno realizzato nel carcere di Secondigliano attraverso la cooperativa socia L’Uomo e il Legno che impiega tre detenuti in un percorso di reinserimento sociale e lavorativo e un altro nel Parco De Filippo a Ponticelli, recentemente riqualificato grazie a un progetto di riabilitazione per sofferenti psichici, realizzato dal centro diurno Gulliver dell’Asl Napoli 1 Centro e dalla cooperativa sociale Era. L’attenzione alle materie prime e al basso impatto ambientale è dimostrata anche dal fatto che tutti i materiali utilizzati – a partire dai contenitori alimentari – sono riciclabili al 100% o organici, quindi compostabili. Il Poggio sposa anche la cultura antispreco, tanto in voga Oltreoceano, mettendo a disposizione del cliente, senza che lui espressamente lo debba richiedere, la “doggy bag”, ovvero il sacchetto contenente ciò che è avanzato dal pranzo o dalla cena che si potrà utilizzare a piacimento l’indomani. La riqualificazione urbana Il Poggio nasce a Poggioreale, perché si tratta di una periferia da rivitalizzare, conosciuta soltanto per il carcere e il suo imponente cimitero monumentale, che sconta, come altre periferie di Napoli, la difficoltà di non avere luoghi di ritrovo e di aggregazione. In questo senso, Il Poggio rappresenta un progetto di rigenerazione urbana e sociale. Da un ex opificio abbandonato e dalle ceneri di un capannone industriale, con diverse destinazioni, oggi prende vita un grande polo enogastronomico che si candida a diventare il fiore all’occhiello di Poggioreale e della periferia est di Napoli. 5. Il consumo critico Il Poggio offrirà sconti e agevolazioni ai circa 3mila soci del Gruppo di acquisto collettivo Farepiù, nato per iniziativa di Gesco in collaborazione con l'Intercral Campania per promuovere una spesa oculata, attenta all'ambiente, a costi contenuti e di qualità al tempo stesso.