ReggaeandFootball

ReggaeandFootball Calcio e musica dell'isola del sole Vi aspettiamo numerosi ogni sabato come sempre,fin dal marzo 2013!Bigup!

Aperireggae nasce per caso, sotto un seggio elettorale, dove due vecchi amici, uno,tra i fondatori di Bruciatown,l'altro vecchio selector reggae tornato in consolle a fare altro dopo anni, parlando del più e del meno. L'esperimento era forte, tentare di far ascoltare musica Jamaicana nel bel mezzo dei baretti di Napoli,la cosa piacque e dall'epoca non ci siamo mai fermati. Negli anni ci sono state

varie modifiche,ci si è aperti ad altri rami della musica black, è cambiato il giorno dell'appuntamento settimanale, partimmo di giovedì mentre adesso ci si vede il sabato, la postazione della consolle,talvolta anche alcuni dei nostri ospiti,ma non il nostro entusiasmo, sempre quello di una volta, sempre con l'idea che il reggae e la cultura Jamaicana siano si espressione di un lato religioso spirituale di quel popolo, ma anche l'espressione di chi con gioia vive la sua vita sotto il sole ed immerso in una natura avvolgente.Come diceva Sir David Rodigan: "Reggae is a smile!".

25/11/2025
28/06/2022

IL MARE NON BAGNA NAPOLI.

Qualcuno avrà notato la mia partecipazione alla manifestazione contro il contingentamento dei pochi metri di spiaggia libera rimasta a Napoli.

La scusa che utilizzerà il comune sono stati i recenti disordini sulla costa Posillipina.
Ergo, persone oneste e perbene, contribuenti regolari, si vedranno negato il diritto all'accesso al demanio pubblico a causa dell'inciviltà di pochi soggetti.
Ma in uno stato normale, invece di vietare a tutti non bisognerebbe mettere dei controlli?

E poco conta se l'ordinanza è stata richiesta dalla Capitaneria di Porto.
Il sindaco aveva il dovere di opporsi spiegando all'autorità portuale che dovrebbero presidiare meglio il territorio, non proporre repressione perché si rompono le scatole di lavorare.
Ma invece no, anche stavolta, il comune di Napoli, che evidentemente è capace solo di posizionare carri attrezzi per sequestrare auto, scarica sul cittadino l'onere di un dovere al quale non sa adempiere.
Due hanno litigato a mare?
Chiudiamo la spiaggia.

E mi fa sinceramente ridere la visione da piccolo borghese miope di chi è favorevole a tale provvedimento.
"Ma quelli che protestano sono gli stessi che lasciano tutto sporco".
Tale mantra classista, recitato solo da chi ha la mangiatoia bassa e conosce solo le problematiche della sua classe sociale, è una frase falsa e senza appiglio legale
Chi sporca spesso sono i lidi.
Avete mai fatto una pulizia della spiaggia nella vostra vita?
Io sì, più di una e la concentrazione di cicche sotterrate che si trova dove insistono gli stabilimenti privati è circa sei volte maggiore di quella in cui ci si imbatte nelle spiagge libere.
Per legge, oltretutto, sarebbe a carico dei lidi la pulizia sia del loro pezzo di costa, sia di quelli confinanti il loro lido, se non dati in concessione a nessuno.

A ciò va aggiunto che sulle spiagge libere si creano comunità.
Io frequentavo la Gaiola e, con i ragazzi, abbiamo sempre portato sacchi di rifiuti nei cassonetti sulla strada.
La stessa cosa accade alle Monachelle di Arco Felice.
Idem sullo scoglio di Marechiaro accanto la casa degli Spiriti.
Quindi sgombriamo il campo da polemiche sterili, fatte da chi non conosce la realtà ed odia le classi più popolari, e ritorniamo ai fatti.

La costa Napoletana ha una proporzione spiaggia libera spiaggia privata contro legge.
Sono state date troppe concessioni ed alcune di esse sono irregolari proprio perché erogarle ha significato alterare i paletti imposti dalla legge sulla suddetta proporzione.

A Napoli, non esiste una spiaggia per i cani, ed anche quella dovrebbe essere garantita per legge.

A Napoli, ci sono condominii che rappresentano unico accesso a delle spiagge, quindi a pezzi di demanio pubblico.
Essendo l'unico accesso, anche chi non risiede in quegli edifici dovrebbe avere il diritto di transitarci, viceversa gli verrebbe negata la possibilità di calpestare una superfice che, essendo pubblica, è anche sua.
Si chiama servitù di passaggio coattiva.
Si studia sul Trabucchi al primo anno di giurisprudenza.
Com'è possibile che la giunta dei professori ignori una questione così banale?

A Napoli, per tutelare il diritto di residenti pieni di soldi, hanno creato delle ZTL, SENZA SERVIZIO NAVETTE, che inibisce, soprattutto agli anziani, la fruizione di luoghi quali Giuseppone e Marechiaro.
Immaginate un 60 enne dover salire tutta quella strada sotto il sole.
Ovviamente rinuncerà.
Ovviamente starà subendo un sopruso da un comune che tutela il diritto alla quiete del residente ricco, ed ha ragione a farlo, senza però fregarsene del diritto di accesso al demanio pubblico del meno facoltoso.
Perché basterebbe un vero servizio autobus dedicato per risolvere la questione.
Ma io vado da Giuseppone da una vita, ho li il mio kayak ed il mio sup, ma di navette, almeno di navette pubbliche, non ne ho mai viste.

A Napoli, esiste la questione Gaiola.
Vi basti sapere che secondo un'indagine condotta privatamente da dei cittadini, è venuto fuori che il concorso con cui è stata attribuita l'onlus non è stato pubblicizzato, in modo che partecipasse solamente il signor Maurizio Simeone.
Sarà vero?
Non lo stabilisco io.
Dovrebbero intervenire le autorità competenti per valutare.

A Napoli, se ci avviciniamo verso Nisida poi troviamo amianto mai rimosso sulla spiaggia di Trentaremi, accessibile oltretutto solo da mare.

Se a questo allegro quadretto sommiamo il divieto di balneazione, oltretutto sacrosanto, di Bagnoli, come risultato abbiamo che il mare non bagna Napoli.

Come può il sindaco, con tutte le irregolarità appena sottolineate, concentrarsi sul contingentamento per ordine pubblico (ripeto basterebbe mettere dei controlli)?
Che fa Manfredi il duro con i deboli ed il morbido con i potenti?
E non ci venga che provvederà, perché di politici che ci dicono farò ne abbiamo le scatole piene.
Agisca. Ripristini la legalità.
Metta dei controlli.
Multi chi non rispetta le regole, anche il bagnante.
Ma non ci prenda per il c**o con un contingentamento tanto fascista quanto ridicolo.

RobertNesta80

29/05/2022


Sambenedettese - Napoli, semifinale playoff C1.

Questa trasferta, come tante di quel periodo, iniziò qualche giorno prima, esattamente la mattina del mercoledì precedente, quando, a dare retta al sito del Napoli, sarebbero stati resi disponibili i titoli di accesso al settore ospiti del Riviera delle Palme, l’impianto in cui si sarebbe disputata l’andata della semifinale playoff di serie C1.

All'epoca, l'esclusivista dei tagliandi per assistere alle gare partenopee era l'Azzurro Service di Fuorigrotta che, come sempre, si distinse per papponaggine.
Quella suddetta mane, vennero alienati una trentina di biglietti, dopodiché ci venne comunicato che la vendita sarebbe proseguita il pomeriggio.
Altre spiegazioni non ne diedero.
Mi armai di santa pazienza e, alle sedici dello stesso giorno, mi ripresentai in loco.
La rivendita era circondata da bagarini che facevano finta di essere passati di li per puro caso.
La situazione era abbastanza chiara da subito, quel magliaro del concessionario si era accordato con gli speculatori ambulanti.
I tickets, infatti, all'alzarsi delle serrande, vennero dichiarati esauriti.

Lo ammetto, mi innervosì non poco. Me la presi prima con il titolare del negozio, che chiamò la polizia per sporgere querela ai miei danni, poi, non contento, mi rivolsi anche a tutti quei maiali che da anni mercanteggiavano con i tagliandi delle partite più richieste.
Uno di loro, un omaccione grasso e con pochi capelli, vestito con un pantalone grigio che aveva la pretesa di essere tuta ma assomigliava di più ad un pigiama, una polo che non riusciva a nascondere il suo procace seno, un elegantissimo marsupio la cui cintura attraversava le tettone mettendole ancora più in risalto, non accettò le critiche e si avvicinò con fare minaccioso. Probabilmente ritenendo che fossi solo e terrorizzato iniziò a fare la voce grossa in una lingua che secondo lui era dialetto, ma che a me sembrava più ad un confuso farfugliare con voce nasale.
Mi riempì di suoni che, per lui erano parole, per me versi emessi da un ippopotamo infuriato.
Quando finalmente finì di emettere ragli da mulo, conditi da sputacchiate ed una bauscina bianca che gli si formava ai lati della bocca, gli risposi che poteva parlare quanto voleva ma che la madre sarebbe comunque passata agli annali come una meretrice di basso profilo.
Apriti cielo.
Voleva assolutamente mettermi le mani addosso.
Mentre si avvicinava, con la velocità di un elefante zoppo, venne circondato da alcuni ragazzi di curva che, in maniera molto incisiva, gli spiegò che non era proprio il caso si risentisse e come il silenzio per lui sarebbe stata la scelta più saggia, pena l’ospedale.

Tutto questo casino fu una bella soddisfazione morale, ma non ebbe nessun risvolto pratico positivo. Alla fine, infatti, costretto dagli eventi, mi piegai al ricatto degli incettatori. Ovviamente, mi rivolsi ad un altro. Ero certo che un pidocchio del genere, innanzi alla prospettiva di un buon guadagno, non si sarebbe formalizzato per "coscienza di classe" nei confronti del collega. Non mi sbagliavo.

Nei giorni successivi , dopo aver appurato che anche i miei amici avevano subito il mio stesso sopruso, ci rendemmo conto che, tra radiatori bolliti, assicurazioni non pagate e problematiche di ogni genere, nessuno di noi disponeva dell’autoveicolo necessario per recarci alla nostra meta, in sintesi eravamo rimasti appiedati.
Ci studiammo il percorso e le offerte di trasporto al pubblico, appurammo nostro malgrado come non esistesse un collegamento diretto su ferro tra il nostro luogo di partenza e quello di arrivo e , sconfortati, optammo per la soluzione corriera fino a Pescara e successivo treno fino a Sanbenedetto.
Il problema era uno solo: considerando gli orari, non esisteva possibilità di rientrare se non il giorno dopo. Non ci perdemmo d'animo, fiduciosi di rimediare un passaggio per il ritorno direttamente allo stadio, cosa che, fortunatamente, successe.

La domenica mattina, alla buon ora, ci presentammo a piazza Garibaldi e ci imbarcammo sull'autobus. Uno di noi, mentre gli altri pagavano il corrispettivo per il viaggio, si intrufolò "alla portoghese" dalla porta sul retro dello stesso.
Il pullman era a due piani. All’inferiore si sistemarono tutti i viaggiatori normali, al superiore tutte persone dirette alla partita.
Inutile sottolineare che, la “nostra” zona ben presto si trasformò in una via di mezzo tra un coffeshop Olandese ed un pub Irlandese.
Vi era talmente tanto fumo da far impallidire la nebbia di Milano.
Ricordo anche che, alcuni nostri compagni di viaggio, grazie a dell’erbaccia, presumibilmente Albanese, sicuramente piena di semi, impuzzolentirono tutto lo scompartimento di uno sgradevole odore che era una misto tra arrosto e candegina.
Durante il viaggio, come era ovvio che fosse, si presentò il controllore. Capì subito l’antifona, non era la situazione in cui si poteva essere troppo fiscali, ma probabilmente, messo avanti all’evidenza dei fatti rimase ancora più spiacevolmente colpito di quanto si aspettasse inizialmente.
Provò ad intavolare una trattativa, ci comunicò che sarebbe stato possibile anche acquistare il tagliando di viaggio, ci avvertì che correvamo il rischio di un controllo delle F.d.O. alle quali, suo malgrado non avrebbe potuto che descrivere la situazione che gli si era presentata. Ce la mise tutta poverino, ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e venne mandato a giocare, con garbo, ma comunque a giocare. La frase che rimase agli annali fu “O zi tutt’o burdell mancan sett ott’ bigliett, è cos’ e nient’ ”.

Arrivati a Pescara, dopo una lunga attesa, che anche meriterebbe una descrizione dedicata, finalmente arrivò il treno che ci avrebbe portato a destinazione.
Sbarcati nell’ ultima stazione della nostra personalissima via crucis, organizzammo con i presenti 081 un mini corteo e tra un coro e l’altro, senza incontrare troppi imprevisti sul nostro percorso giungemmo all’impainto.

Il Sambodromo non è uno stadio qualunque. L'atmosfera è pazzesca, me ne ero accorto durante la sfida di campionato. Stavolta però era ancora più calda, una bolgia sudamericana in un piccolo ed affascinante impianto di provincia.
Qualcosa di simile mi era capitato di vederla solo al compianto Celeste, l'anno della promozione del Messina in serie A.
Prima della gara, dagli altoparlanti, suonava forte "The seven nation army". L'Onda D'urto, uno dei loro gruppi storici, colse subito l'occasione per rivisitarla in un "Napoli M***a" che venne accompagnato da tutti i presenti di fede rossobù, tribuna vip compresa.
Nel settore adiacente al nostro, non ho potuto non notare quattro ragazze, una più bona dell'altra, vestite solo del pezzo di sopra del bikini e di pantaloncini raso c**o. Le tipe erano piuttosto agguerrite, ci riempirono di gestacci mentre sventolavano le loro bandiere. Ammetto che rimasi molto affascinato.

Il loro fu un tifo continuo ed assordante, ma, nonostante il vantaggio di Bogliacino, anche il nostro si sentiva forte e chiaro.
All'epoca le due curve si muovevano in massa ed i "Naples" non temevano nessuno, da nessun punto di vista.
Nella seconda metà della partita, iniziai a pensare che ci avrebbero inculato, i ragazzi annaspavano, anche al netto della spinta incessante dei Napoletani al seguito.
Durante il recupero del secondo tempo, però, Capparella la butta dentro, ammutolendo il Riviera delle Palme.
Dopo il boato per il pareggio, partì un coro, sulle note di Go west dei Pet Shop Boys:
"Perché non cantate più
perché non cantate più..."

I Sambini erano e rimangono una tifoseria di tutto rispetto, una delle migliori che ricordi in Italia, ma, stavolta, dopo l'accaduto, probabilmente presi dallo sconforto, non riuscirono a ricompattarsi.
Alla fine della partita mancavano pochissimi giri d'orologio, durante i quali restarono in silenzio, non ci provarono nemmeno a reagire.
Lasciammo l'impianto, felici, da padroni e con la consapevolezza che, oramai, ci eravamo qualificati per la finale.

Il viaggio di ritorno fu un delirio. Ottenuti i suddetti passaggi a Napoli ci sparpagliammo su tre auto. Avremmo dovuto fare il viaggio insieme. Ovviamente ci perdemmo in meno di un niente e non avemmo più notizie l’uno dell’altro. Solo dopo scoprimmo che il conducente di una vettura aveva sbagliato strada e si diresse verso Foggia e che gli altri erano stati fermata per vari controlli dalla Finanza.
Li chiamammo ma nessuno ci rispose, chi preoccupato dal non peggiorare la sua situazione, chi troppo imbarazzato per la cavolata fatta e terrorizzato all’ idea di essere preso per il c**o.
Lungo il tragitto, dopo vari Autogrill, o Pavesi che dir si voglia, con le serrande abbassate, decidemmo di fare una deviazione, e ci ritrovammo in un ristorante che in realtà era la cucina di una signora.
Mangiammo un ottimo piatto di sagne con i ceci, la proprietaria fece anche qualche avances ad ognuno di noi, fregandosene del fatto che lei andasse verso i sessanta, noi verso i venticinque. Divertiti, nonostante l’impossibilità della cosa, e soddisfatti dal lauto pasto, ringraziammo, salutammo, pagammo e ci dileguammo.

Rientrati in macchina ci rendemmo conto che avevamo un solo joint, fumato quello ci saremmo dovuti fare la ruota per tutto il restante rientro.
Nessuno dei presenti ritenne la cosa possibile.
Uno di noi aveva conoscenze a Vasto e si propose di contattare l’amico. Il tutto implicava un importante aumento di percorso e di tempistiche di viaggio, nonostante ciò ci sembrò l’unica soluzione ragionevole.
Arrivati nel piccolo comune in provincia di Chieti, capimmo che l’amico tanto amico non era, che aveva fiutato la situazione e che ci avrebbe fatto un gran bel pacco, ma era troppo tardi per tirarsi indietro, incassammo il colpo e ce ne andammo felici di avere nuove risorse che ci accompagnassero a casa.

RobertNesta80

19/05/2022

Sulla questione Edo/stampa ho una visione mia che non definirei esattamente sovrapponibile a quella esposta in precedenza su questa stessa pagina.
D' altro canto, chi ci conosce lo sa, la nostra linea editoriale è non avere una linea editoriale.
Ma veniamo a noi.

Parto dalle basi, così evitiamo inutili polemiche nei commenti.
È stato elegante Edo?
No, non lo è stato.
È stato bello sentire un vicepresidente avere quei modi?
No, non lo è stato.
È stato un comportamento che ho gradito?
Assolutamente no, anzi, da tifoso del Napoli, mi sono sentito profondamente in imbarazzo.

Ma è troppo semplice e riduttivo terminare qua l'analisi.
Secondo me, le domande che dovremmo porci per approfondire sono altre.

Se di fronte avesse avuto giornalisti di calibro nazionale Edo si sarebbe permesso?
Molto probabilmente no.
Perché il rampollo di casa De Laurentiis non si è posto alcun problema ad avere certe uscite?
Perché sa bene di poterlo fare.

La verità è che la maggioranza della stampa acritica partenopea, in 18 anni, ha sempre avallato ogni atteggiamento della famiglia De Laurentiis.
Ricordo Adl prendere letteralmente a cattive parole un giornalista della Gazzetta, reo di aver posto una domanda scomoda durante una conferenza, con i colleghi che, invece di solidarizzare, ridevano divertiti della scostumatezza del presidente.

Fu una scena che mi è rimasta sempre impressa, perché mi ha mestamente evocato il rapporto tra il mega direttore di Fantozzi e "gli inferiori" (cito il film) che lavoravano per lui.

Negli anni, la stampa partenopea, ovviamente non tutta, ha mentito, insabbiato, giustificato, perdonato, esaltato e beatificato, insomma ha usato ogni mezzo a sua disposizione pur di non irritare il romano imprenditore con la barba bianca.

Ve lo ricordate Michu fatto passare per fenomeno per un'intera estate?
Avete dimenticato quando dicevano che non ci serviva un mediano di rottura come alternativa ad Allan, perché il Napoli aveva preso Elmas che questo faceva per mestiere?
Rimembrate i giornalisti inventare che chi era contro De Laurentiis lo faceva perché voleva i biglietti gratis?

Potrei continuare per ore a citare le puttanate con cui ci hanno coperto pur di imbonirsi la famiglia De Laurentiis.
Non entro nel merito, ognuno agisce come crede.
Ma chi si comporta in maniera subalterna, come il geniale personaggio di Villaggio con i vari compari Filini, Calboni, etc, deve sapere che riceverà lo stesso trattamento che ricevevano costoro da chi li comandava.

Preciso anche che non mi rivolgo nello specifico nè al giornalista che ha ricevuto la rispostaccia - ignoro pure chi sia e non è detto che non sia stato vittima di una situazione non creata da lui - nè a felici eccezioni quali possono essere Monti, Marciano, Mele, Parlato, etc, ma a grande parte della categoria, quella stessa stessa grande parte che ha difeso, avvallato e sostenuto cose irricevibili, quali il regolamento d'uso, il caro biglietti, le offese ai tifosi, Grassi e Regini, Macach e Milic.

Bhe, a mio avviso, costoro meritano esattamente la risposta che ha dato Edo, perché questo hanno seminato negli anni, servilismo non degno di rispetto, e chi va per certi mari certi pesci prende.
D'altronde, dopo il "fatti i cazzi tuoi", avete visto o sentito qualcuno dei presenti rizelarsi, oppure tutto è andato avanti come se nulla fosse successo?

RobertNesta80

15/05/2022

Indirizzo

Naples

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando ReggaeandFootball pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi

Digitare