12/09/2026
IA A RISCHIO L'UMANITÀ
Intelligenza artificiale, cresce l’allarme sulla sicurezza: OpenAI valuta di rallentare lo sviluppo
Le grandi aziende dell’IA iniziano a interrogarsi sui rischi dei sistemi più avanzati. Secondo indiscrezioni riportate da Bloomberg, Sam Altman avrebbe aperto alla possibilità di ridurre la velocità della corsa tecnologica. Anthropic, intanto, rafforza i controlli sugli utilizzi più pericolosi.
La corsa all’intelligenza artificiale potrebbe entrare in una fase nuova. Dopo anni caratterizzati da investimenti miliardari e modelli sempre più potenti, alcune delle principali società del settore starebbero valutando misure più severe per limitare i rischi legati alle tecnologie di nuova generazione.
Secondo quanto riportato da Bloomberg, durante una recente riunione interna Sam Altman avrebbe lasciato intendere che OpenAI potrebbe prendere in considerazione un rallentamento nello sviluppo dei sistemi più avanzati, eventualmente attraverso un coordinamento con altre aziende del settore.
Al centro della discussione c’è soprattutto il tema della sicurezza: maggiore è la capacità dei nuovi modelli di ragionare, programmare e operare autonomamente, maggiore diventa anche l’attenzione verso possibili utilizzi impropri o conseguenze difficili da controllare.
Anche Anthropic, società concorrente di OpenAI, starebbe adottando un approccio particolarmente prudente. Secondo le informazioni circolate nelle ultime ore, l’azienda avrebbe fermato cinque attività considerate potenzialmente collegate allo sviluppo di armi biologiche, rafforzando le procedure di sicurezza sui propri sistemi.
A rendere ancora più acceso il dibattito sono state le dichiarazioni dell’ex ricercatore di Anthropic Jacob Cox, che ha prospettato scenari estremamente gravi nel caso in cui l’intelligenza artificiale diventasse incontrollabile.
Non tutti, però, condividono questa visione. Elon Musk continua a mostrare maggiore scetticismo nei confronti delle previsioni più catastrofiche, ritenendo eccessivo parte dell’allarmismo che accompagna l’evoluzione dell’IA.
Il punto, ormai, non è più soltanto capire quanto velocemente l’intelligenza artificiale possa migliorare, ma stabilire fino a che punto sia possibile svilupparla senza perdere il controllo dei suoi effetti.
Una domanda che, fino a pochi anni fa, sembrava appartenere alla fantascienza. Oggi è entrata direttamente nelle stanze delle aziende che stanno costruendo il futuro tecnologico.