23/08/2026
Domenica 30 agosto, dalle 14:30 il Museo delle Palafitte di Ledro festeggia 30 anni di Palafittando. Un tuffo nel mondo preistorico... non poi così diverso dal presente. Ci sarà lo scrittore Mauro Neri a raccontare come batteva il cuore di Bacmor, il giovane battitore di metalli innamorato
VIGILIA DI NOSTALGIA
Le onde del piccolo lago sciabordavano monotone, lambendo la spiaggetta sassosa e urtando i pali che reggevano le capanne del villaggio sospeso sull’acqua.
Bacmor, seduto sull’orlo della piattaforma di legno, sfiorava appena coi piedi le onde che s’increspavano sotto di lui. Alle sue spalle i bambini si inseguivano urlando tra le capanne. Bacmor era poi attratto dal deciso sciacquio di due remi che solcavano l’acqua. E alla fine, nel riflesso abbagliante degli ultimi raggi di sole che si riflettevano sullo specchio del lago, riuscì a distinguere una canoa farsi avanti. I pescatori tornavano a casa con un buon bottino.
Era stata una giornata pesante, quella, per Bacmor, ma adesso la quiete della prima sera, il refrigerio dell’acqua e la certezza di una buona cena lo facevano sentire stranamente leggero e felice.
Amava quel villaggio che, tre lune prima, lo aveva adottato. Voleva bene al vecchio Puhr e agli altri anziani che lo avevano accolto come un loro figliolo di sangue. Voleva bene soprattutto a Massangla con la quale, a partire dal giorno seguente, dopo il parere favorevole di Puhr e degli anziani, avrebbe diviso la capanna che i giovani più forti della comunità avevano terminato di costruire da poco.
Solo una punta di tristezza, in fondo al petto, non lo lasciava tranquillo. Di quando in quando il pensiero, senza volerlo, lo riportava a Bactiar, il suo vecchio padre, valente battitore di metallo conosciuto in tutti i villaggi delle Montagne che toccano il cielo, che aveva lasciato le rive di quel lago ormai da molte albe.
«Dove sei, adesso, Bactiar? Perché non sei qui, con me, a festeggiare tuo figlio che ti porta in dono una nuova figlia? Sei salito sul tuo carro e senza voltarti indietro hai ripreso la strada sotto il cielo, verso altri villaggi... Ma dove sei, Bactiar?»
Gli occhi gli si riempirono di lacrime di nostalgia e un nodo in gola gli fece quasi male. Tirò comunque un lungo respiro, allungò una mano, prese la ciotola di terracotta, la portò alle labbra e bevve un sorso di succo d’uva fermentato, orgoglio e vanto di quella gente che viveva in capanne su pali piantati nell’acqua di quel Piccolo Lago Verde.
Mauro Neri Mauro Neri