Focacceria Don Puglisi
Una focacceria, ovvero un luogo dove si preparano prodotti tipici della tradizione gastronomica locale e modicana in particolare. Questa potrebbe essere una presentazione molto sintetica del progetto che la Cooperativa Sociale Don Giuseppe Puglisi ha avviato in vico De Naro, 9 a Modica. Ma la sintesi mancherebbe di evidenziare ciò che rende questa iniziativa particolare e i
n linea con le altre già avviate negli anni. Infatti, così come per i dolci e la cioccolata, anche i rustici della focacceria rimandano al trinomio “qualità, tradizione e solidarietà” . Oltre ad essere buoni, preparati secondo le antiche ricette della tradizione ed utilizzando materie prime di qualità, i rustici prodotti in vico De Naro sono anche solidali. Rustici solidali perché alla loro produzione lavorano anche giovani donne che hanno partecipato a programmi di accoglienza nella casa Don Puglisi o in altre realtà che operano nello stesso ambito, e che, tramite questa attività, hanno la possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro e avere la garanzia di poter sostenere economicamente una vita autonoma, una volta finita la prima fase di accoglienza. La focacceria propone, oltre a “scacce”, arancine ed ai rustici classici della tradizione modicana, anche ricette della cucina internazionale, frutto della variegata presenza di collaboratrici provenienti da diverse parti del mondo. Materie prime utilizzate e prodotti posti in vendita vengono accuratamente scelti per la qualità della produzione e, ove possibile, preferendo le tante aziende locali che producono secondo criteri di agricoltura biologica, che garantiscono lavorazioni accurate e sostenibili e che rispettano i diritti dei lavoratori. L’inserimento di prodotti e materie prime del commercio equo e solidale, provenienti da comunità spesso marginalizzate dal mercato tradizionale, e da aziende locali di qualità, permette di avere contemporaneamente il prodotto a km zero e quello a sfruttamento zero, rispondendo, così, a quel criterio di “strabismo geografico” che permette di sentirsi uniti a quanti, ovunque, operano e lavorano per un’economia che metta al centro la persona.