11/11/2024
Penso che oramai in tanti sapranno che, con il finire dell’anno in corso, terminerà anche la gestione del Caffè Centrale da parte della mia famiglia.
Sono passati più di cento anni, da quando mio nonno Emilio prese in conduzione il locale a pian terreno dell’edificio comunale e volle chiamarlo Caffè Centrale (prima era Chiamato in altri modi).
Non ho avuto il piacere di conoscere nonno Emilio perché lascio questo mondo prima che io ci arrivassi, ma ho sentito tanto parlare di lui, non tanto e non solo in ambito famigliare, ma anche molto da tutte quelle persone che lo conobbero quando gestiva il Caffè Centrale, tutti lo ricordavano come una persona Fedele alle sue idee e ai suoi ideali, fondamentalmente ed intellettualmente onesto con sani principi.
Dopo di lui, i miei genitori Renzo e Rosanna, e dopo di loro io e mia moglie Patrizia abbiamo cercato di seguire i suoi insegnamenti nel nostro lavoro, ci siamo riusciti? Spero proprio di si, ma i tanti attestati di stima e riconoscimenti ricevuti ci fanno credere di aver agito nel modo giusto.
Io, come ultimo anello della catena ho avuto l’onore di ricevere molti di questi attestati, che ho sempre rivolto alla memoria di chi mi ha preceduto e che ha fatto veramente la storia di questo locale.
Adesso ci avviamo velocemente alla fine di questa avventura, in molti (amici, clienti , ma anche semplici curiosi) questi giorni mi vengono a chiedere cosa succederà dopo, sinceramente non so’ rispondere.
Il locale da noi occupato è di proprietà del Comune di Mercato, e a lui dovremo restituirlo, oggi non ci è ancora chiaro il tempo e il modo in cui dovremo farlo, c’è da parte della Amministrazione Comunale la volontà di continuare ad usarlo come pubblico esercizio trovando il prossimo gestore attraverso un bando pubblico, questo per quello che riguarda il locale, poi tutto quello che in esso è contenuto che e’di mia proprietà seguirà una strada diversa.
Da Mercatese (prima ancora che da ultimo gestore)spero con tutto il cuore che questo locale possa continuare a vivere almeno per altri duecento anni, essendo esso non solo un pubblico locale ma l’anima di questo paese!