25/03/2026
Mentre l'Europa moderna litigava su come portare l'acqua nelle città, Matera aveva già risolto tutto.
Sotto i Sassi c'è una rete idrica sotterranea tra le più sofisticate mai costruite nella storia umana. Non tubi. Non pompe. Non tecnologia industriale. Solo roccia, gravità e una logica impeccabile che dura da millenni.
Funzionava così: ogni tetto raccoglieva l'acqua piovana, che veniva convogliata lungo canalizzazioni scolpite direttamente nella calcarenite. Prima di finire nelle cisterne, l'acqua attraversava vasche di decantazione che filtravano detriti e impurità. Poi scendeva per gravità nei serbatoi sotterranei, distribuiti casa per casa, livello per livello, come un condominio idrico scavato nella pietra.
Il sistema era completamente autosufficiente.
La capacità totale stimata di tutte queste cisterne supera i 116.000 metri cubi d'acqua — un dato ricavato dall'analisi idrologica condotta da Matteo Festugato nell'ambito di una tesi dell'Università di Padova, che ha ricostruito il funzionamento dell'intera rete.
Aspetta.
Sotto Piazza Vittorio Veneto, a Matera, c'è il Palombaro Lungo: la cisterna più grande d'Europa. Diciotto metri di altezza, cinquanta di larghezza, una capacità fino a cinque milioni di litri. Era stata dimenticata. L'hanno riscoperta nel 1991. Le pareti sono rivestite in cocciopesto — un impasto di argilla e materiale ceramico — per impermeabilizzare la roccia porosa e tenere l'acqua pulita.
Era lì da secoli. Sotto i piedi di tutti.
Oggi i Sassi sono Patrimonio UNESCO, le Case Cisterna sono visitabili, e il Palombaro Lungo è aperto al pubblico. Ingegneri e ricercatori continuano a studiare questo sistema per capire come applicarne i principi in contesti con scarsità idrica.
Il paradosso è semplice: una delle soluzioni più avanzate al problema dell'acqua era già stata trovata. In una grotta. In Basilicata. Prima che esistesse qualsiasi cosa chiamata ingegneria idraulica.
In breve:
Sotto i Sassi di Matera esiste una rete idrica sotterranea con cisterne capaci di contenere oltre 116.000 metri cubi d'acqua
Il sistema raccoglieva l'acqua piovana dai tetti, la filtrava in vasche di decantazione e la immagazzinava per gravità in cisterne scavate nella calcarenite
Il Palombaro Lungo, riscoperto nel 1991 sotto Piazza Vittorio Veneto, è la cisterna più grande d'Europa: 18 m di altezza, capacità fino a 5 milioni di litri