11/07/2021
Mezcal: la leggenda del verme nella bottiglia
Le motivazione delle proprietà afrodisiache derivano da un’antica leggenda che ha come protagonista la dea Mayatl che aveva sembianze di donna Agave. Si dice che avesse quarantamila seni con i quali nutriva i suoi sudditi tramite un liquido prezioso, chiamato appunto Mezcal. Un giorno la dea si accorse che nel suo cuore stava nascendo un essere vivente, un magnifico bruco, questa presenza rese il suo corpo sensibile e propenso all’amore, tanto che la dea si innamorò di un giovane guerriero dalle spoglie mortali di nome Chag.
Il giovane era però piuttosto timido con le donne e, accortosi dell’interesse della dea, svenne per l’emozione. La dea quindi gli offrì il suo più bel seno, dal quale si abbeverò con avidità di mezcal: il magico liquido lo rese improvvisamente pieno di ardore e intraprendenza. Chag chiese alla dea Mayatl di trasformarlo in dio per rendere possibile il loro amore. La dea donò al guerriero il bruco cresciuto nel suo cuore e, non appena mangiato, Chag si trasformò in una divinità immortale. Grazie a questo bruco e al prodigi da lui compiuti, amò la dea per sette giorni e sette notti, alimentando per sempre la credenza legata alle virtù afrodisiache della piccola larva.