" U' ZIO E IL VINO "
STORIA DI UN'AVVENTURA NATA 70 ANNI FA', DALL'AMORE DI MIO ZIO TURIDDRO, PER LA SICILIA E DALLA SUA PASSIONE PER IL VINO, IL MARSALA E...LE TAVOLATE. Sono vari i motivi che attirano i visitatori a Marsala:
C'è chi appartiene a vecchie generazioni di emigranti ed è curioso di visitare i luoghi in cui essi vivevano in un lontano passato;
Chi è attratto dalle bellezze na
turali e paesaggistiche e decide di viaggiare per ammirare le nostre meraviglie. Chi è innamorato della sua cultura: le antiche saline, la storia millenaria,
l'archeologia, le tradizioni culinarie, il buon cibo, e non ultimo il nostro buon Vino:
nostro vanto e tradizione antica. Per quanto mi riguarda, tutto ebbe inizio nel lontano 1951, con le imprese rocambolesche di mio zio Salvatore detto "Turiddro pane e vino" per via del suo spiccato senso di convivialità e condivisione e per il suo estremo piacere nello stare a tavola in compagnia di amici e parenti. I suoi maestosi baffi, portati con orgoglio gli conferivano un aspetto al tempo stesso imponente e saggio. La sua vita fù piena di imprese temerarie, iniziative, viaggi e avventure, spinto per natura da un'innata curiosità di scoperta. Tutti in famiglia lo adoravano e nella contrada era da tutti rispettato, per il suo carattere forte e intraprendente e per il suo spiccato orgoglio. Per me, lo zio Turiddro era un mito irraggiungibile e quando ne avevo occasione, gli chiedevo di raccontarmi dei suoi viaggi e delle sue avventure. Mi diceva sempre: "Ezio meo,un poi riri chi campasti, si macari na vota unt'avventurasti"
"Caro nipote, non puoi dire di aver vissuto se almeno una volta non ti sei avventurato"
Ma soprattutto quello che mi appassionava di più erano i suoi racconti legati alla terra e alla pianta da lui piu' amata, la Vite. Si, lo zio Turiddro possedeva una vigna di "oriddro", cioè uva bianca di tipologia grillo, che il padre contadino aveva piantato da giovane nella contrada Matarocco e dallo zio Turiddro trascurata per anni a causa dei suoi viaggi e avventure di gioventù. Ma negli anni della maturità, era stata da lui ripresa, rifocillata e accudita con amore. Dalle sue uve, lo zio Turiddro ricavava un mosto che lavorato con passione, si trasformava in un vino nettare, dalla forte gradazione alcolica, che lui definiva:
"Vinu di chiddru chi piscia lu Signuruzzu", cioè vino eccellente. Esso era per lui motivo di orgoglio e la sua terra e la vigna, rappresentavano le sue radici e tutti i concreti valori cui credeva. Mi diceva sempre: "Cu avi na bona vigna, avi pani, vinu e ligna", a significare che la buona vigna è tutto per un contadino, perchè capace di assirurargli il sostentamento suo e della sua famiglia. O anche "Vinu bono, cavaddro e mugghiere, sannua vantati davanti e darrere", cioè il buon vino, un buon cavallo e la moglie si devono eloggiare sempre e con chiunque. Le infinite cene in compagnia di amici e le ore passate in vigna con lo zio e a tavola in famiglia, tra storie, buon cibo e l'ottimo vino dello zio Turiddro, con la sua allegria e giovialità, hanno fatto guadagnare a "zio Turiddro Pane e Vino", un posto indelebile nella mia memoria e nel mio immaginario, come il divertente, coraggioso e gioviale zio che tutti vorrebbero avere in famiglia o come amico. Reputo una fortuna l'essere cresciuto in una famiglia come la mia, fatta
di gente semplice e concreta, ma anche temeraria e intraprendente. Grazie a questa eredità, ho avuto l’onore di affrontare diverse avventure,
di viaggiare e conoscere il mondo e le varie culture. La mia passione per la Moto e quella per il Vino, sono state un’ottima
scusa per continuare a viaggiare e scoprire ancora di più. Oggi a cinquantanni suonati, ho imparato che un'avventura può
consistere anche nell’entrare in un piccolo locale e fare conoscenza con
le persone del posto, capaci come nessun altro di raccontare storie vere e
aneddoti, intrisi di autenticità, originalità e vita vissuta. Ho deciso allora, come lo zio Turiddro, di tornare alle mie radici, alla mia
terra e alla mia gente, aprendo questo piccolo winebar che ho chiamato
"U' Zio, Pane e Vino" , in onore e memoria di zio Turiddro. In questo luogo, posto in una stradina del centro storico della mia Marsala, voglio condividere quest'idea di convivialità, semplicità e informalità, unite alla schiettezza e
concretezza, trasmessami da Turiddro. Vi propongo in degustazione, i vini del nostro territorio, prodotti sia da piccoli che da grandi case, perchè l'avventura è anche rispetto della terra, dei suoi prodotti e del duro lavoro che stà dietro ad un bicchiere di vino, o, come lo chiamava lo zio Turi,
citando un un indovinello antico:
"Biancu cavaddru e russu cavalere e cincu cu vannu a sippilliri"
Se avete voglia di fare una chiacchierata tra amici davanti a un bicchiere
di storia, passate a trovarmi. Mi troverete intento a percorrere una strada qualunque del mio percorso e
pronto ad accogliervi con un sorriso amichevole e con gli occhi curiosi, ereditati da Zio Turiddro.