Teatrofficina Refugio

Teatrofficina Refugio Spazio antifascista, antirazzista, antisessista, liberato e autogestito dal 2006.

Spazio antifascista, antirazzista, antisessista, liberato e autogestito, ormai da sedici anni, nel cuore antico della città, aperto e impegnato in un’idea di socialità e cultura altra rispetto alla logica del consumo, che discute collettivamente le istanze di gruppi, organizzazioni e singoli cercando, nei momenti assembleari, di coordinare analisi, interventi e iniziative ritenute significative e

necessarie. Attraverso la pratica dell’autofinanziamento e dell’autogestione è ancora possibile, offrire e condividere una proposta culturale fatta di persone e non di prodotti, basata sull’essere e sull’essere insieme, non sull’apparire. Un’attività sempre tesa all’autoristrutturazione dello spazio sociale e a disposizione di tutti. L'assemblea di collettivo è tutti i lunedì alle 19:00

Perchè la cultura sia libera, condivisibile e accessibile a tutti, fatta di idee e persone che agiscono e creano lo spazio stesso attraverso la cooperazione e la creatività.

Giovedì sera da noi!
15/06/2026

Giovedì sera da noi!

23/05/2026
Come Ex Caserma Occupata Teatrofficina Refugio e Collettivo Cinefilia ci stringiamo a tutti i livornesi e non che in que...
17/02/2026

Come Ex Caserma Occupata Teatrofficina Refugio e Collettivo Cinefilia ci stringiamo a tutti i livornesi e non che in questo momento piangono la scomparsa di Federico Frusciante, compagno, amico, divulgatore cinematografico instancabile. Sempre a fianco degli spazi, solidale nelle lotte e riferimento costante per le suggestioni e i tanti contributi ai molti momenti di aggregazione culturale dal basso che negli anni abbiamo organizzato.

Condivideva con noi l'idea di una cultura libera, solidale, alternativa, e l'idea che il cinema non dovesse essere uno spazio legato alle logiche del mercato e del profitto ma uno spazio di aggregazione, costruzione e scambio.

Federico ha accompagnato generazioni di tutti noi, portarlo con noi nelle nostre lotte e nei nostri cuori sarà necessario e dimenticarlo impossibile. Livorno oggi è un pochino più povera.

Che la terra ti sia lieve, Frusciante.
Ti vogliamo bene.

26/11/2025
17/11/2025

🔴GIOVEDÌ 20/11 CORTEO🔴
Contro guerra e riarmo
Per la Palestina libera

Verso lo sciopero del 28 novembre.

Il governo Meloni prosegue le sue politiche di riarmo. Con l'approvazione di 46 nuovi programmi di riarmo l'esecutivo aumenterà le spese militari di circa 3,5 miliardi nel 2026. Aumento che salirà a 12 miliardi entro il 2028. Ma il patto preso con la NATO per raggiungere il 5% del PIL in spese militari porterà necessariamente ad ulteriori aumenti delle spese, stimati ad oltre 40 miliardi di euro.

La possibilità di una guerra estesa è sempre più tangibile e i governi europei ne sono i primi promotori, riarmandosi massicciamente e proseguendo in questa spirale di morte.

Spirale che non si ferma nemmeno in Palestina. La falsa tregua non ha bloccato uccisioni e violenze da parte di Israele nei confronti del Popolo Palestinese. Sia nella striscia di Gaza che in Cisgiordania.
Intanto in Italia, oltre ad investimenti nel settore militare, la finanziaria in approvazione non fa niente per le persone più povere. Anzi, favorisce quelle più ricche.

Tutto questo in un paese che vede la giornaliera chiusura di fabbriche e impianti produttivi, con centinaia di migliaia di persone in cassa integrazione, decine di migliaia che vivono per strada o stentano a pagare affitti e mutui sempre più irraggiungibili, milioni che vivono intorno alla soglia di povertà.

E mentre la ricchezza si concentra sempre più nelle mani di pochi, i redditi del resto delle persone rimangono al palo e la povertà aumenta. Non solo, sanità e istruzione pubblica sono sempre più allo sfascio con ulteriori tagli e riduzione di personale.
A pagare le conseguenze di queste politiche e di questo sistema basato sul profitto, come sempre è il popolo.

Guerre, crisi ambientale e povertà ricadono sulle persone comuni ma le responsabilità sono sempre dei governi che seguono solamente l'interesse dei potenti.
Un sistema che mette al centro il capitale anziché la vita delle persone. Come dimostra il caso delle due persone migranti morte nel porto di Livorno. Nemmeno la vita di due persone ha fermato il transito delle navi per permettere le ricerche. Per loro il profitto non si deve fermare mai.

Nel frattempo con l'altra mano il governo incrementa la repressione contro chi esprime dissenso verso questi sistema e usa le forze dell’ordine come unica risposta a disagi sociali sempre più estesi.
Decreti sicurezza, decreti sulle migrazioni, decreti sugli sfratti, zone rosse, cpr.

Gli scioperi e i blocchi di settembre e ottobre hanno dato un segnale forte. Ma non basta. Dobbiamo continuare a far sentire la nostra voce. In questo senso è importante sostenere lo sciopero dei sindacati di base del 28 novembre e continuare a mobilitarsi nelle strade della città.

Per questo giovedì scenderemo in piazza a Livorno.
Appuntamento alle ore 17:30 in Piazza Garibaldi!

31/10/2025

🔴PORTI CHIUSI ALLE ARMI, APERTI AI MIGRANTI🔴
Oggi la nostra città si è macchiata di sangue.

Un episodio agghiacciante ha avuto luogo sulle banchine del porto, dove due ragazzi, uno probabilmente morto e un altro al momento disperso, si sono gettati in mare nel tentativo disperato di sfuggire al rimpatrio dopo essere stati scoperti a bordo di una nave salpata dalla Tunisia.

I loro ultimi momenti di vita li hanno passati rinchiusi, con la sola colpa di aver provato a fuggire in cerca di un futuro migliore. Mentre uno dei due ragazzi risulta disperso, l’altro è stato risucchiato dall’elica di una nave mentre provava a nuotare verso la salvezza.

Si tratta di una vicenda aberrante, difficile da accettare, specialmente considerando l’indifferenza che la capitaneria ha dimostrato, facendo riprendere il traffico nel porto senza prima accertarsi delle sorti del soggetto disperso.

La stessa indifferenza che hanno dimostrato anche le forze dell’ordine, interrompendo le ricerche dopo poche ore senza essere riusciti a trovare nessuna traccia di loro.

Le leggi sono chiare: dai porti le armi passano, le persone in cerca di libertà invece no.

Non lasceremo che il nostro porto si trasformi nell’hotspot della guerra come il nostro governo ha dimostrato di volere, Livorno è molto di più di questo.
Non faremo parte di quella filiera del dolore che smista, rinchiude e esilia (o uccide!) le persone che approdano sulle nostre coste.

Sarebbe stato più facile cacciarli quei due ventenni coraggiosi, sarebbero rimasti due tra tanti, piuttosto che dargli un assaggio della nostra preziosa “democrazia”, quella che tanto decantiamo e di cui tanto andiamo fieri...

Davanti a uno scempio come questo, davanti a chi costruisce muraglie immaginarie tra continenti, davanti a chi rimane impassibile di fronte a due ragazzi costretti a gettarsi in mare dalla disperazione, noi ribadiremo sempre da quale parte stiamo: quella di chi scappa dalla sofferenza, dei rifugiati, dalla parte di chi si merita un futuro migliore. UN’ALTRA VOLTA LE ACQUE DI QUESTO PORTO SI SONO TINTE DI ROSSO, UN’ALTRA VOLTA NOI RIBADIAMO: MAI CON VOI, MAI CON I VOSTRI TRAFFICI BELLICI ED ASSASSINI.

Indirizzo

Scali Del Refugio, 8
Livorno
57123

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