08/05/2026
Di Prinzio ambiguo, se fosse stato davvero coerente non avrebbe dovuto interpellarci.
Le dichiarazioni di Di Prinzio alla stampa sono la conferma della sua ipocrisia. Infatti se è vero che, già dal primo incontro da lui voluto qualche mese fa con il coordinatore provinciale della Lega Bucci, aveva manifestato contrarietà al mio reinserimento nella lista di centrodestra, sin da subito avrebbe dovuto declinare serenamente la proposta e non due giorni prima della presentazione delle liste. Un comportamento che conferma la sua ambiguità. Era più che consapevole del fatto che i vertici di partito non avrebbero proposto un nome alternativo al mio, essendo commissario locale, consigliere uscente e persona sempre impegnata in prima linea per il bene della città. Quindi ha tergiversato, nel frattempo si è assicurato di chiudere la sua lista e, infine, ha scelto la strada del politicamente scorretto, liquidandoci a due giorni dalle scadenze elettorali. Se fosse stato davvero coerente, come sostiene, non avrebbe dovuto affatto interpellarci.
Per quanto riguarda le sue affermazioni circa la mia decisione di uscire dalla maggioranza, questa non è affatto stata dettata dalla volontà di “fuggire dai problemi della città” bensì motivata dall’esclusione, fin dal nostro insediamento, dal coinvolgimento nell’azione politica-amministrativa. Nonostante ripetuti inviti al sindaco ad adottare metodi di lavoro più condivisi, mi sono spesso trovata a ve**re a conoscenza di decisioni amministrative da persone terze, a volte persino dai social, anziché attraverso i canali istituzionali. Anche le mie richieste di assumere un ruolo più incisivo, di dare valore alle deleghe assegnate e di avere una maggiore responsabilità non sono mai state prese in considerazione. Quando, inoltre, sono riuscita, con testardaggine e a mie spese, a mettere in campo iniziative e progetti per Guardiagrele, il mio ruolo, le iniziative stesse e la mia voglia di fare sono state sempre sminuite anziché sostenute e valorizzate dal mio gruppo di appartenenza. Per cui, dopo due anni di pazienza e, vista l’impossibilità di operare, ho deciso di fare un passo indietro uscendo dalla maggioranza, ritenendo che il mandato che i cittadini mi avevano conferito meritasse di essere onorato in altro modo, soprattutto con responsabilità. E responsabilità non significa accettare supinamente tutte le decisioni della maggioranza, soprattutto se non partecipate e condivise.
Dai banchi della minoranza inoltre, la sottoscritta non ha mai osteggiato il lavoro di governo dell’amministrazione come invece Di Prinzio afferma. Al contrario, ho coinvolto il Consiglio nella discussione di temi e di tante proposte. Dalla redazione di un piano di arredo urbano, di cui la città necessita, e votato all’unanimità, all’esigenza di potenziare la sicurezza del paese nelle ore notturne, all’urgenza di interve**re con azioni concrete per il mercato e il commercio cittadino, per i quali nulla è stato fatto. Ho chiesto e ottenuto fondi per la Protezione Civile di Guardiagrele. Mi sono seduta ai tavoli delle dirigenze per svolgere attività di focus su questioni essenziali per la città e ho interrogato la maggioranza sulla legittimità di atti. Ho anche favorito l’azione di governo quando questa è stata mirata alla crescita che Guardiagrele merita. Ma è sui temi caldi, quali emergenza idrica, ospedale, la casa di riposo e la difesa degli anziani, che il dibattito si è fatto acceso e sono diventata scomoda.
Senza dimenticare che già quasi sei anni fa, incassata la vittoria grazie anche al contributo indiscutibile del partito che rappresento, Di Prinzio aveva mancato al rispetto degli accordi elettorali presi, tradendo così la stima partitica e un intero elettorato, oltre che un’alleanza di programma.
Perciò il Sindaco uscente nel narrare la sua conveniente visione dei fatti, sottilmente denigrando gli alleati politici ancora una volta, non dimentichi di dire che ha volutamente mantenuto fuori dalla competizione elettorale chi sarebbe stato un avversario leale, preparato e caparbio.
Una triste pagina per la politica locale! Dinamiche conflittuali e affatto trasparenti possono solo produrre un effetto di allontanamento. E la disaffezione è una conseguenza naturale quando la politica, che dovrebbe essere il luogo della progettualità e della cura della comunità, si riduce a vendette personali, mera gestione del consenso, spettacolo mediatico e spot elettorali per racimolare una manciata di voti. Esorto i cittadini e soprattutto i giovani a prendere atto di quello che accade nella vita sociale, a nutrirsi di confronti costruttivi, trasparenti e progettuali e ad essere motore del rinnovamento politico e culturale della nostra città, per una Guardiagrele Futura.