31/03/2024
Il caso COASSINIGATE – CAPITOLO 4
Era la scorsa estate quando su consiglio di parenti, amici e numerosi clienti che ci frequentano abbiamo aperto una raccolta firme in maniera molto discreta e comunicativa alla quale hanno aderito, ad oggi, più di 900 persone. Il titolo della petizione era "SI...AMO IL BARICENTRO!" e si concludeva con la frase "Baricentro è casa!".
La raccolta firme è stata inviata all'attenzione del nostro Arcivescovo, alla Presidenza regionale delle Acli e al Parroco di Gradisca. In ultimo l'abbiamo spedita all'Elemosineria Apostolica in Vaticano.
Per noi è stata fonte di forza e di speranza, e mai di scontro o di contrasto. Ci ha permesso di superare un periodo molto difficile in cui avevamo già deciso di abbandonare il Baricentro al suo destino di oblio. Altri l'hanno vista come divisiva (o con noi o contro di noi) ma il testo che abbiamo scritto con cura per descrivere la nostra situazione è evidente che non permette alcun tipo di mistificazione. Una raccolta firme può essere dirimente, in effetti. Ma è un puro esercizio di democrazia.
Non ci soffermiamo sulle voci che ci sono arrivate sulla strumentalizzazione negativa di questa petizione, di sicuro in Curia a Gorizia la cosa non è passata inosservata e siamo stati convocati per un colloquio con l'Economo. Ci è stato comunicato che non vi sarebbe alcuna causa ostativa nella prosecuzione della nostra attività e che in altre situazioni si è intervenuto direttamente per preservare sia i lavoratori che le attività esistenti (ultimo caso proprio l'ormai ex bar Acli di Ruda) ma che la volontà del nostro Parroco prevale.
La scorsa settimana avviene un fatto inaspettato: è stato pubblicato su Voce Isontina un articolo che titola "Coassini": la casa di tutti. Se la volontà è davvero quella di rendere il Coassini "CASA DI TUTTI" noi saremo ben lieti di esserci insieme a tutti voi che ci avete sostenuto e continuate a farlo, dal momento che insieme stiamo abitando questi spazi da 6 anni.
Per chi non l'avesse letto, qui di seguito "virgolettiamo" due dichiarazioni importanti del nostro Parroco.
"Io spero che il Coassini possa rappresentare un punto di riferimento in Gradisca innanzitutto per la comunità ecclesiale ma anche per quella civile."
Ci piace pensare che questo spazio abbia già come punto di forza il fatto di essere una vera e propria area di intersezione tra mondi diversi e complementari e che grazie al suo spirito inclusivo avvicini le persone e le faccia sentire accolte. Uno spazio laico nel vero senso della parola (dal greco laïkós ovvero "del popolo") e che già incarna perfettamente il senso puro ed originario di questo termine. Ci risulta che i laici costituiscano la componente più rilevante del popolo di Dio, con una condizione costituzionale propria e autonoma, espressamente riconosciuta e tutelata dal Codice di Diritto Canonico.
Il Parroco dichiara inoltre che "Una strada per mantenere un rapporto con i gestori del Baricentro, poteva essere quella di convertire la loro attività in bar di Circolo [...] ma questa strada non ha purtroppo trovato l'interesse degli stessi gestori."
La notizia ci giunge del tutto nuova: non abbiamo mai ricevuto una proposta ufficiale di questo tipo, e comunque questa non può essere l'unica via d'uscita per evitare la chiusura di questo luogo storico e amato da tanti, rendendolo in questo modo esclusivo (ergo non inclusivo). Dovremo forse chiudere le porte a chi non fa parte del "club" o della nostra piccola comunità?
La bella notizia è che oggettivamente questi sono due ottimi spunti per intavolare una trattativa, non è mai troppo tardi! Proprio come ci ha consigliato il Cardinale Konrad Krajewski, Elemosiniere di Sua Santità, che dopo aver ricevuto la nostra mail con la raccolta firme si è preso a cuore la nostra situazione e con modi gentili e sinceri ci ha invitato al dialogo consigliandoci di cercare un punto di incontro per risolvere la questione. Non sappiamo bene se e come ciò sarà possibile, ma tentare nuovamente la strada del dialogo e del confronto è l'unica soluzione attuabile, perché come dice Papa Francesco, "il dialogo nasce da un atteggiamento di rispetto verso un'altra persona, dalla convinzione che l'altro abbia qualcosa di buono da dire; presuppone fare spazio, nel nostro cuore, al suo punto di vista, alla sua opinione e alle sue proposte. Dialogare significa un'accoglienza cordiale e non una condanna preventiva". Siamo fiduciosi di poter trovare un buon interlocutore!
Auguri di buona Pasqua a tutti, nei prossimi giorni cercheremo di trovare il modo migliore per concretizzare queste idee con nuova speranza . Se avete dei consigli su attività e modalità per un incontro, i commenti sono aperti (sempre propositivi e mai polemici come è sempre stata vostra consuetudine).
Alla prossima puntata!