17/06/2026
TONOS non è nato pensando solo alle dentiere.
In realtà, una delle idee che mi ha portato a svilupparlo è stata la volontà di digitalizzare un’altra procedura estremamente creativa, ma anche molto lenta e complessa: la personalizzazione dei dispositivi ortodontici.
Oggi queste personalizzazioni vengono spesso realizzate inserendo patch decorative all’interno della resina durante la costruzione del dispositivo oppure attraverso la sovrapposizione di resine di colori differenti. Sono tecniche efficaci, ma fortemente dipendenti dalla manualità dell’operatore, difficili da replicare e da standardizzare.
Mi sono chiesto se fosse possibile ottenere lo stesso risultato in modo completamente digitale, mantenendo la libertà creativa ma rendendo il processo più semplice, ripetibile e personalizzabile.
Da qui è nata una riflessione più ampia.
Ho pensato anche al mondo dello sport. In molti sport la divisa rappresenta un elemento di identità e appartenenza. In alcune discipline anche il paradenti fa parte dell’attrezzatura dell’atleta. Perché non trasformarlo in un elemento distintivo? Perché non realizzarlo con i colori sociali della squadra, il logo del team o una grafica personalizzata?
TONOS, per me, è prima di tutto questo: uno strumento per trasferire creatività e personalizzazione nel mondo dei dispositivi dentali attraverso un flusso digitale.
Dentiere, splint, paradenti o altri dispositivi sono semplicemente applicazioni diverse della stessa idea.
L’obiettivo non è sostituire la creatività del tecnico, ma darle nuovi strumenti per esprimersi.
TONOS è la possibilità di trasformare un dispositivo funzionale in qualcosa di unico, mantenendo un processo digitale, ripetibile e controllabile.