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LA RICETTA DI MIO PADRE...Il calore della domenica contro il gelo dell’evoluzione.​"Dicono che l’evoluzione non si possa...
21/03/2026

LA RICETTA DI MIO PADRE...

Il calore della domenica contro il gelo dell’evoluzione.

​"Dicono che l’evoluzione non si possa fermare. Ma io guardo la strada che sta percorrendo l’umanità e vedo una corsa verso la disumanizzazione.
​Lo vedo nei fatti di ogni giorno: stiamo perdendo il senso della famiglia, il calore dell'unione, quel rito sacro che è il trovarsi intorno a una tavola. Perché la pasticceria, per come la intendo io, non è solo zucchero e farina: è un collante sociale. Sa di pranzi della domenica, di radici che si intrecciano. Io l'ho vissuto: mio nonno ci riuniva sotto la grande cappa della cucina, davanti al caminetto dove sul fuoco era appesa una grande caldaia, e sotto quel camino ci teneva stretti con i suoi racconti. Sono questi i ricordi che ci permettono di ritrovarci.
​Oggi, invece, l’evoluzione ci porta verso il baratro. Vedo in giro vetrine colorate, bellissime, ma 'facili': facili da fare e facili da riempire. Sono maschere vuote che attirano l’occhio ma non scaldano il cuore. Io, invece, scelgo di restare ancorato alle mie: vetrine classiche, artigianali, forse povere in assortimento, ma dove i tempi dell'artigianalità scandiscono la verità sulla produzione e sulle quantità possibili. Produciamo il giusto per garantire la freschezza, così che i dolci profumino ancora di casa.
​Noi continuiamo a rompere le uova, ad usare il latte appena munto. Anche se l'industria ci preme contro, anche se la politica ci dice che non è più 'igienico', che è meglio il prodotto pronto, sterile, senza vita. Mi fa sorridere pensare a quando, da bambino, bevevo l’ovetto crudo a colazione forando il guscio alle due estremità. Ricordi insalubri? No, ricordi di vita vera, di un legame con la terra che oggi vogliono dichiarare fuori legge per renderci dipendenti dai loro preparati.
​Dicono che in Italia non ci sia tradizione. Ma io sono di Francavilla Fontana, sono italiano, e per me un bignè — non uno 'choux', ma un bignè! — o un sospiro bastano a farmi sentire a casa. L'industria vuole il predominio nei nostri laboratori, vuole che deleghiamo tutto alle macchine e agli algoritmi, togliendoci quel miglioramento interiore che nasce solo dalla fatica manuale. Più deleghiamo, meno esistiamo.
​Io non ci sto. Mi tengo strette le mie ricette che sanno di uova, latte e farina. Difendo l'artigianalità di vecchio stampo perché è l'ultimo baluardo di umanità rimasto. Se perdiamo il sapore delle nostre radici per inseguire un'evoluzione senza anima, perdiamo noi stessi.
​La mia pasticceria resta un atto di resistenza e di tramando. È il mio modo di mantenere acceso il calore di una domenica in famiglia contro il gelo di un'industria che vorrebbe progettarci tutti uguali."

La ricetta di mio padreEra uno che si era fatto da solo.Proprio da solo.Non aveva la pasticceria nel sangue.Era figlio d...
27/02/2026

La ricetta di mio padre
Era uno che si era fatto da solo.
Proprio da solo.
Non aveva la pasticceria nel sangue.
Era figlio di contadini.
Aveva la terra nel sangue: la respirava, ci viveva in simbiosi.
Per la sua passione negli innesti qualcuno lo chiamava “il chirurgo botanico”.
Ogni albero era una cura. Ogni pianta, una responsabilità.
Il suo lavoro non era un sogno.
Era la strada che la vita gli aveva messo davanti.
Diceva che non gli piaceva.
Ma ogni cosa la faceva con passione.
Anche ciò che non gli piaceva.
Aprì un semplice bar.
Poi arrivò la famiglia e cambiarono le necessità.
Cominciò comprando i dolci da uno storico pasticcere di Grottaglie, “Il Biondo”.
Poi una sera — io avevo due anni — ho un fotogramma che non so spiegare.
Il laboratorio appena montato.
Ci portò dentro. Era felice.
Aveva deciso di produrre lui.
Andò a Taranto a imparare le basi, uno o due mesi appena.
Il resto lo fece da solo.
Da autodidatta.
Da artigiano vero.
Entrava in laboratorio, respirava la farina, parlava con la materia prima.
Oggi io continuo così.
Con rispetto.
Con gratitudine.
Questa è la ricetta di mio padre.
E non è solo un dolce.

Indirizzo

Piazza Maresciallo Antonio Dimitri
Francavilla Fontana
72021

Orario di apertura

Lunedì 06:00 - 13:00
Martedì 06:00 - 22:00
Mercoledì 06:00 - 22:00
Giovedì 06:00 - 22:00
Venerdì 06:00 - 22:00
Sabato 06:00 - 22:00
Domenica 06:00 - 22:00

Telefono

+393498041718

Sito Web

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