PARTECIPA ALL'ASSEMBLEA DELL'INDIANO: CI INCONTRIAMO OGNI GIOVEDì ALLE 18.30! Il 29 ottobre scorso è stato restituito alla collettività uno dei tanti stabili dimenticati e vuoti presenti nella nostra città. L'edificio, conosciuto già da molti sotto il nome di Indiano, si trova in fondo al parco delle Cascine. Da più di trent'anni lo stabile è oggetto di speculazioni da parte delle varie giunte com
unali che si sono susseguite a Firenze, le quali non sono mai riuscite a portare avanti un progetto concreto e duraturo. Proprio per questo abbiamo deciso di riappropriarci dell'Indiano, per far sì che un posto immerso nel verde uscisse dal grigiore apatico al quale per decenni è stato ripetutamente condannato. Siamo un gruppo di persone molto variegato ed eterogeneo, la nostra diversità riguarda un po' tutti gli aspetti: dall'età, al percorso di attivismo politico e sociale, finanche alle diverse priorità e progetti con i quali abbiamo intenzione di far vivere il posto. Ciò che ci accomuna è però ben più importante: l'amore per la libertà e, specularmente, la difficoltà che riscontriamo nel rapportarci con un mondo che ci vorrebbe schiavi del lavoro salariato, del denaro e del consumo; un mondo che ci vorrebbe ai margini. Pensiamo che l'unione e la solidarietà fra gli oppressi, fra gli sfruttati, unione che si concretizza e prende forma negli esperimenti di autogestione, sia un passaggio basilare per la costruzione di una futura società composta da individui liberi e uguali. Ci vogliono ammalati, schiavizzati, controllati e sottomessi al potere. Anziché digerire ed accettare passivamente tutto ciò, preferiamo vomitare il nostro odio per questo mondo disumano. "Ci state sullo stomaco", è infatti la scritta sulla parete adiacente alla bocca dipinta nella sala centrale del posto. In questo nostro primo mese di vita sono già successe tante cose, più di quanto potevamo sperare! Con i volantinaggi e le merende per “bambini, cani e padroni di cani” siamo riusciti a collegarci con le persone che abitualmente frequentano il parco, la cui risposta è stata particolarmente positiva. Abbiamo organizzato incontri su temi a noi cari come la questione dei profughi siriani in turchia, organizzato dibattiti e cineforum. Abbiamo dato spazio a tutte quelle forme artistiche e musicali che si muovono al di fuori dei circuiti commerciali, ricreando una socialità libera dal profitto e accessibile a tutti. Siamo particolarmente felici di aver ospitato i ragazzi della sqeert parade per la loro iniziativa, Riteniamo infatti che una delle lotte di fondamentale importanza da portare avanti sia quella contro l'omo e la transfobia, contro il patriarcato, il sessismo, l'eteronormatività. Insomma, se questa occupazione voleva anche essere una scommessa sulla nostra città, sui suoi sogni e sui suoi bisogni inespressi, oggi possiamo dire di averla vinta alla grande! Basta dare un occhio alla programmazione seguente per capirlo:
- Ogni lunedì, dalle 17.00 alle 21.00: corso di batteria. L'intenzione è quella di strutturare il corso in modo tale da offrire la possibilità di imparare a chi non ha mai suonato prima e migliorare la capacità di chi già ha dimestichezza con lo strumento.. impara da gli altri e trasmetti loro le tue conoscenze (è molto più politico di quanto sembra!)
- Ogni martedì dalle dalle 17.00: corso di italiano per stranieri. Sempre più persone sono costrette a causa di guerre, estremismi, dittature o situazioni economiche insostenibili a fuggire dai propri paesi. Pensiamo che per i migranti sia fondamentale poter imparare GRATUITAMENTE l'italiano al fine di abbattere ogni tipo di barriera, utile solo a padroni e caporali. A seguire: corso di inglese, anch'esso, ovviamente, gratuito.
- Ogni mercoledì dalle 18.30 assemblea "No Borders". Stiamo cercando di far partire anche a Firenze un’assemblea dove il tema centrale sia l'abbattimento dei confini. Un’assemblea che riesca a porsi diametralmente all’opposto di questo mondo che non perde occasione per alzare nuovi muri e di quei politicanti che tentano sempre più spesso di fomentare la guerra fra poveri utilizzando l'arma del razzismo di stato. Dalle prime assemblee è emersa la volontà di avvicinarci ai migranti presenti in città cercando di evitare l'approccio da "buon samaritano bianco", bensì ascoltando quali sono le loro esigenze concrete e strutturando le nostre attività di solidarietà a partire da queste. Dalle 21.30, il posto è animato da una jam- session strumentale, aperta a chiunque possieda/abbia voglia di suonare uno strumento.
- Ogni giovedì dalle 18.30 si tiene l'assemblea pubblica e di gestione dello spazio. Chiunque è libero di venire in assemblea per proporre ulteriori iniziative e attività. Le proposte finora sono state numerose e variegate e anche la partecipazione è sempre stata consistente, siamo certi che non potremo che migliorare! Dalle 21.30 proiezione di film e a seguire dj set con generi di ascolto e di ricerca. Finora ai piatti si sono susseguiti DJ che hanno presentato la loro proposta musicale finalmente liberi dalle pastoie di riconoscibilità e commerciabilità che il mercato della musica e del divertimento impone.
- Ogni due venerdì dalle 20.00: Mense Sociali Autogestite. A partire dalla seconda settimana, è stato avviato anche all'interno dell'Indiano il progetto Men.SA, un progetto itinerante nelle varie realtà occupate ed autogestite presenti nella città. Le mense sociali autogestite mirano da un lato a dare la possibilità di consumare un pasto completo a un prezzo accessibile a tutti coloro che altrimenti non potrebbero permetterselo; dall'altro, mirano a creare un circuito di mutuo scambio all'interno del quale la necessità del denaro sia fortemente ridotta. Riteniamo che l'autorganizzazione sia alla base di ogni esperienza di autogestione: niente spaventa chi ci vuole dividere più della dimostrazione che un'organizzazione totalmente orizzontale dei vari settori della vita funzioni ben più di un sistema intrinsecamente autoritario ed evidentemente verticistico. Spendiamo queste ultime righe per ringraziare tutt* coloro che hanno supportato e che hanno contribuito a far vivere il nuovo spazio in questo primo mese. L'unica alternativa concreta che possiamo opporre alla disgregazione sociale e all'abbrutimento di questa società e, in piccolo, della nostra città, è la riappropriazione e la costruzione di spazi liberi, dove si praticano i valori dell'antifascismo, dell'antirazzismo, e dove si sperimentano forme di socialità e di aggregazione orizzontali e ben lontane dalle logiche del profitto. INDIGNARCI NON BASTA, RASSEGNARCI NON SERVE
CHI PENSA DEVE AGIRE. RIPRENDIAMOCI GLI SPAZI, RIPRENDIAMOCI LE NOSTRE ESISTENZE!