07/05/2026
"Il pentagono e Israele pronti a colpire Tehran con "
Angelo Baracca*
(Il manifesto, 22 gennaio 2006)
La prossima primavera potrebbe riservarci un duro risveglio: a 61 anni da Hiroshima, c'è chi progetta una nuova . Questa volta contro Tehran. Lo sostiene uno studioso molto autorevole, Michel Chossudowsky (www.globalresearch.ca) secondo il quale Washington starebbe preparando i piani per un attacco preventivo all'Iran ma volendo evitare - dopo ľIraq - operazioni sul terreno, questi prevedono la possibilità di usare nuove armi nucleari di piccole dimensioni.
Ripetendo il copione dell'Iraq, la campagna di mistificazione da tempo condotta sui piani nucleari dell'Iran (con la miope complicità della Ue serve a confondere ľ'opinione pubblica in attesa di terminare i preparativi per un attacco che potrebbe scattare già il prossimo marzo. forse in coincidenza con il rapporto dell'Aiea all'Onu sul programma nucleare iraniano. Secondo i piani elaborati dal Pentagono ľ'attacco su grande scala sarebbe condotto da bombardieri stealth B-2 dalla base di Diego Garcia o direttamente dagli Usa e dagli F-117 da al Udeid in Oatar. I tutto sarà coordinato dal Comando Strategico (Usstratcom) attraverso un nuovo comando specifico (fccsgs, Joint Functional Component Command Space and Global Strike), ma coinvolgerà questa volta direttamente Israele. a cui Washington ha trasferito sistemi d'arma convenzionali e nucleari, tra cui testte Buster Bunker: testate che si aggiungono al suo già poderoso arsenale (200 o più testate) ed alla disponibilità di bombardieri e missili a medio rag- gio, lanciabili anche dai sommergibili acquisiti dalla Germania (Dinucci. il manifesto. 16 dicembre 2005)
Contatti diplomatici si sono sviluppati nel corso del 2005 con la Turchia, la Nato ed altri paesi arabi consen- zienti, e a questi hanno fatto seguito intensi programmi comuni di eserci- tazioni. A differenza di quanto avven- ne per ITrag, nessuna voce dissenziente è emersa dalla UE. mentre non è chiara la natura del coinvolgimento della Nato. La questione dei piani nucleari dell'Iran è complessa ma si puờ riassumere dicendo che, malgrado alcuni innegabili errori e scorrettezze iniziali (ma chi si è scandalizzato quando si seppe che la Corea del Sud aveva condotto esperimenti segreti di arricchimento delluranio?), ITran rivendica il diritto, garantito dal Trattato di Non Proliferazione del 1970. di sviluppare tecnologie nucleari civili (come ha fatto ad esempio il Brasile): il trattato designa anche l'ente incari- cato di controllare che i progetti nu- cleari non abbiano sviluppi militari l'AIEA, che fino ad oggi, pur essendo sottoposta ad enormi pressioni, affer- ma di non avere trovato nessun indi- zio in questo senso.
L'elaborazione da parte degli Usa di una nuova strategia nucleare è incorso da tempo: la > del 2001 aveva integrato gli armamenti nucleari nel sistema di- fensivo, per renderne effettivamente possibile ľuso, e la più recente seppure in corso di approvazione, prevede esplicitamente un attacco nucleare preventivo contro paesi che usare armi di distuzione di massa. L'attacco all'Iran vedrebbe ľuso di un mix di armi convenzio- nali e nucleari con testate di potenza molto piccola di nuova generazione, concepite proprio per cancellare la distinzione tra armi nucleari e convenzionali. I Pentagono sostiene che queste testate sono innocue per i civili, esplodendo sotto terra, e le presenta come mezzi per costruire la pace e prevenire : ma la Federation of the American Scientists valuta che la loro capacità di penetrazione nel terreno sia molto limitata. In ogni caso appare inevitabile un'e stensione del conflitto. con conse- guenze inimmaginabili. Tehran ha confermato che risponderebbe all'attacco con colpi missilistici diretti su Israele e le strutture militari statunitensi in Irag e nel Golfo Persico, L'Iran non è l'Irag, e il programma nucleare è divenuto una questione di dignità nazionale.
Inoltre l'Iran sta acquisendo difese antimissilistiche da Mosca e si sta dotando di un sistema satellitare d'allarme (la Russia ha da poco lanciato un satellite iraniano). A questo punto viene da chiedersi quale sia in realtà l'obiettivo di questa lucida follia dell'Amministrazione Bush: probabil- mente si tratta del tentativo di portare il Medioriente ad un punto di non ritorno, di disgregarlo, di renderlo ingestibile in modo che anche una fiutura. diversa. Amministrazione non possa far altro - con grande soddisfazione del complesso militare-industriale - che continuare a portare avanti questa politica di violenza, di guerra e di .