Bar Corner

Bar Corner Caffè, cappucini e soprattutto un'ottima e vasta scelta di vini da tutt'Italia a prezzi imbattibili

Cari amici, oggi, con una lacrimuccia, abbiamo chiuso per l’ultima volta la porta del Bar Corner! Vi ringraziamo per ess...
30/04/2018

Cari amici, oggi, con una lacrimuccia, abbiamo chiuso per l’ultima volta la porta del Bar Corner!
Vi ringraziamo per essere stati con noi in questi 10 lunghi anni, che sono passati in un baleno!!!
Da dopodomani vi attende una nuova gestione, alla quale auguriamo di avere i nostri stessi successi e soddisfazioni.
Bye bye!!!!👋🏻👋🏻👋🏻

28/12/2017

Se avete 5 minuti da dedicare alla lettura, viste tutte le festivita'ì che ancora ci attendno, oggi possiamo analizzare come abbinare il vino alle pietanze.

Cosa considerare negli abbinamenti? Come abbinare i vini ai piatti? Ci sono fiori di teorie, corsi basati su poligoni sensoriali, ma proviamo a riassumere con pochi elementi, il più possibile chiari, quelle che sono regole in via generale molto valide per improntare la scelta di un vino. Ciò detto, tali regole nascono quasi naturalmente per essere smentite immediatamente. E come? Con la pratica e l’ispirazione. Bisogna osare, rischiare, per avere a volte grandi sorprese, che ci riempiono di soddisfazione.

Ma chi non vuole troppo rischiare fa bene ad affidarsi ai concetti base dell’abbinamento a tavola, se non altro per maturare esperienza, e non appena il bagaglio si farà sufficiente la voglia di sbizzarrirsi con gli esperimenti verrà fuori da sola.

Bisogna considerare innanzitutto le sensazioni offerte da un cibo, ascrivibili a due macrocategorie: morbidezza e durezza.

Tra le componenti che contribuiscono alle sensazioni di morbidezza che riscontriamo al palato ci sono:

Tendenza dolce: è una sensazione legata al gusto, da non intendersi come dolcezza ma come sensazione associabile a carboidrati, grassi e proteine. Sono a tendenza dolce per intendersi le patate, la pasta, il pane, b***o e formaggi non stagionati, i legumi e le verdure a cottura delicata, ma anche i crostacei ed i molluschi.
Grassezza: è una sensazione legata al tatto, e rappresenta una sorta di velatura del cavo orale per effetto di molecole di grasso. La si avverte con cibi come b***o e lardo, ma anche cioccolato o alcune salse.
Untuosità: è sempre una sensazione tattile legata alla presenza di grassi oleosi, che lasciano una sensazione di scivolosità che ammanta il palato

Possiamo raggruppare invece tra le sensazioni di durezza:

Sapidità: legata alla presenza di sale nella preparazione, che deve essere il più possibile equilibrata per facilitare l’equilibrio anche nell’abbinamento.
Tendenza acidula: legata alla presenza di acidi nei cibi, dal lattico all’acetico, al citrico. Cibi fortemente acidi come preparazioni in scapece o sott’aceto sono particolarmente difficili (ma non impossibili) da abbinare al vino.
Tendenza amarognola: può essere legata intrinsecamente alla presenza di sostanze amaricanti nei cibi (carciofi, spinaci, radicchio) o alla preparazione stessa, in particolare alla cottura, come ad esempio ai ferri o alla brace.

Vi sono poi altri fattori come:

Succulenza: può essere intrinseca, se dovuta a presenza di liquidi nel cibo stesso, come una fiorentina al sangue, un brodetto di pesce, uno stracotto di manzo, o indotta, ovvero generata per salivazione dalla masticazione di un cibo, come avviene per molti formaggi e salumi.

Speziatura e aromaticità: note di sapore tipiche relative alla presenza di spezie, erbe aromatiche, aromi, che aumentano l’intensità gustativa di un piatto. Attenzione alla piccantezza, che va a stridere con l’alcol, perché quest’ultimo ne acuisce la sensazione di bruciore al palato.

Una volta analizzate le sensazioni prevalenti del cibo che abbiamo deciso di abbinare, e avendo sempre come obbiettivo l’equilibrio tra le sensazioni, possiamo individuare 11 regole dell’abbinamento cibo-vino:

Ci sono caratteristiche che è bene fare andare a braccetto, ovvero in concordanza. In particolare ai dolci vanno abbinati vini dolci (e vi prego di non mettere qualsiasi Brut, foss’anche un Krug con un dolce!). La varietà di tipologie, dalla bollicina, al passito, passando per il vendemia tardiva e l’amabile, permettono tante sfumature da incrociare con le caratteristiche del dolce stesso, più o meno grasso, più o meno acidulo eccetera, che faranno propendere per una o l’altra tipologia.

Altro fattore da mettere in concordanza è la struttura o corpo di cibo e vino. Preparazioni strutturate meglio sopportano un vino importante, complesso e ricco in materia, per contro su preparazioni delicate è meglio evitare vini troppo generosi che ne schiaccerebbero i sapori, dominando la scena. Possiamo sbizzarrirci in quel caso con vini più leggeri e persino semplici, spesso grandi alleati della tavola quotidiana.
Il resto degli elementi del cibo trova normalmente equilibrio nel suo opposto in un vino, e parliamo quindi di contrapposizione, per bilanciare durezze di uno con morbidezze dell’altro.

Nel vino possiamo distinguere le seguenti caratteristiche:

Durezze: sapidità, acidità, effervescenza, tannicità.
Morbidezze: dolcezza, alcol, sostanze gliceriche (danno sensazione tattile di morbidezza e rotondità).

In linea generale per ripulire una grassezza ci serve acidità e/o bollicina (provate uno Champagne con la mortadella ad esempio), mentre per avere sollievo da piatti leggermente unti ci si può affidare ad alcol e/o tannino, componenti che trovano adeguata contropartita anche nella succulenza del piatto. Ci sono vini rossi particolarmente carichi di alcol e tannino, che da soli si faticherebbe ad apprezzare, ma che trovano il loro posto d’onore proprio affianco a piatti importanti e succulenti, magari ottenuti con lunghe preparazioni.

Inoltre maggiore sarà la tendenza dolce di un piatto e più ci si può spingere con la sapidità del vino, scegliendone tra i territori più vocati a questo scopo (isole, terre vulcaniche, etc.). Analogamente per piatti a tendenza amarognola è bene cercare conforto in un vino che non abbia tannino o acidità spiccati, ma goda invece di morbidezza e rotondità.

Vi informiamo che stiamo gia' raccogliendo le iscrizioni per i posti in pullman per Juventus-SPAL del 25 ottobre, ore 20...
03/10/2017

Vi informiamo che stiamo gia' raccogliendo le iscrizioni per i posti in pullman per Juventus-SPAL del 25 ottobre, ore 20.45.
Il costo per persona e' di 24 euro per i soci, 26 euro per i non soci. Non si sa ancora nulla per il prezzo del biglietto per il settore ospiti.

Vi ricordo che al bar Corner continuano ad andare a ruba le bottiglie di liquore Spal, a base di anice, con una gradazio...
13/09/2017

Vi ricordo che al bar Corner continuano ad andare a ruba le bottiglie di liquore Spal, a base di anice, con una gradazione del 19%. Costo: 13 euro a bottiglia. Si accettano prenotazioni.

Da oggi iniziamo a raccogliere le prenotazioni per i posti in pullman per MILAN - SPAL di mercoledi' 20 settembre, ore 2...
04/09/2017

Da oggi iniziamo a raccogliere le prenotazioni per i posti in pullman per MILAN - SPAL di mercoledi' 20 settembre, ore 20.45. Costo del solo pullman 20 euro per i soci, 22 per i non soci. Partenza prevista, per il momento, intorno alle 14.30 (da confermare). Chi lo deesidera, puo' portare la quota al bar Corner (via Garibaldi, angolo corso Isonzo). Buona settimana e FORZA SPAL!!!

25/07/2017

Oggi esaminiamo insieme uno dei più riconosciuti profumi del vino, facile da percepire anche per un naso poco esperto: l'aroma fruttato.

Utilizzare l'aggettivo "fruttato" per descrivere un vino durante una degustazione, significa riconoscere un profumo di uno o più frutti, che varieranno a seconda della zona di origine del vino, del vitigno impiegato per realizzare tale vino, della tipologia (bianco o rosso, ad esempio) e anche della sua stessa evoluzione.
Si può avvertire frutta a polpa bianca (es: mela, pera), agrumi, frutti esotici, confettura (es: di prugne, di albicocche, di ciliegie), frutta secca (es: noci, mandorle)... praticamente un po' di tutto.

L’aroma fruttato lo si trova in vini bianchi, rossi, rosati e anche passiti, solitamente con queste caratteristiche:

VINI BIANCHI E ROSSI GIOVANI: profumo fresco, vivace, spiccato, più dolce o più frizzante.

frutti freschi a polpa bianca (mela renetta, mela verde, noce di cocco, pera, pesca bianca)
frutti freschi a polpa gialla (pesca gialla, albicocca, nespola, melone)
frutti esotici (ananas, banana, litchi, mango, papaia)
agrumi (cedro, lime, limone, mandarino, pompelmo, bergamotto)
frutti a bacca rossa e nera (cassis, fragola, lampone, mirtillo, mora, ciliegia)

Un esempio? Dolce profumo di litchi nel Gewürztraminer, pesca bianca nel Moscato, buccia di pompelmo nel Sauvignon Blanc, ananas nello Chardonnay, pera nel Prosecco, fragola nella Bonarda.

VINI BIANCHI e ROSSI EVOLUTI, PIU' MATURI: sfumature di frutta più matura e cotta come:

confetture di frutta (prugne, ciliegie...)
frutta sotto spirito
frutta secca e essiccata (prugna, albicocca, uva sultanina, nocciola...)
frutta cotta al forno (prugna cotta, mela cotta,...)
cocco (soprattutto per il passaggio di alcuni vini in piccole botti, grazie alla cessione di sostanze aromatiche da parte del legno)

Un esempio? Amarena nell'Aglianico, ciliegia molto matura nel Cannonau, amarena, mora e prugna nel Sangiovese, frutti tropicali nello Chardonnay evoluto, limone candito e frutta secca nel Riesling, frutta gialla nel Verdicchio.

VINI PASSITI:

frutta esotica essiccata
fico secco
albicocca secca
uva passa
frutta secca

31/03/2017

Iniziamo oggi un interessante giro d'Italia vinicolo, partendo dal

VENETO
Montagne, colline, gruppi dolomitici e una pianura ampia e rigogliosa caratterizzano la regione Veneto, attraversata da fiumi e bagnata dalle rive orientali del Garda e dal mar Mediterraneo. Il Veneto è considerato uno dei primi produttori di vino in Italia in termini quantitativi, con i suoi oltre 75.000 ettari vitati, prevalentemente in aree pianeggianti. Un territorio vasto e ricco di microclimi con escursioni termiche molto più forti nella parte interna della regione e temperature più miti nelle zone del lago e del mare. Le Alpi creano una protezione naturale dalle correnti fredde, mentre in pianura soffiano i gelidi venti provenienti dall’Istria. Degna di nota è l'area attorno ai Colli Euganei e a Soave di origine vulcanica. Si parla spesso di “fattore vulcanico” per le aree vitate in Italia che ruotano attorno a territori vulcanici, come Pantelleria, l'Etna o i Campi Flegrei, per via del terroir "vulcanico", particolarmente fertile e ricco, che ben accoglie la coltivazione della vite dando origine a vini spiccatamente minerali.
Molti storici ritengono che in Veneto la vite fosse presente già prima dell’avvento dei Greci che, come si sa, hanno introdotto questa pianta nella pen*sola italica. I frutti di alcune viti selvatiche, erano già da tempo utilizzate dalle genti che popolavano la regione molto prima dell’avvento di Cristo ma solo come cibo e non per fare vino. Le prime testimonianze in merito ci portano al periodo Etrusco, senza dimenticare l’era dei Romani che molto hanno fatto in questa zona, e non solo, per ciò che riguarda il mondo della vitivinicoltura.
I vini veneti più famosi (in Italia e nel mondo) sono certamente l'Amarone della Valpolicella, il Soave ed il Prosecco, ma in Veneto troviamo, in realtà, anche altri vini altrettanto degni di nota (da vini bianchi leggeri a rosati profumati e uve internazionali), capaci di esprimere l'alta vocazione alla produzione vinicola di questa regione, considerata fra le più varie e ricche del patrimonio vitivinicolo italiano.
VINI BIANCHI VENETI
Il vino bianco principe del Veneto è il Soave DOC (Superiore o Riserva), il cui nome deriva da uno degli undici comuni che fanno parte della denominazione in provincia di Verona, a cui si aggiunge il Gambellara DOC. Il Soave è ottenuto da uve Garganega (per almeno il 70% a cui si aggiungono Trebbiano di Soave, Pinot Bianco e Chardonnay), il vitigno autoctono più importante dell'area compresa fra i Monti Lessini ed i Colli Berici. Altro vitigno molto imporrtante è il Trebbiano di Soave. Questi due vitigni, così come noi oggi li conosciamo, sono il frutto di una lunga interazione naturale tra vite ed ambiente circostante a cui l'uomo ha dato in questi ultimi anni un particolare contributo. Da uve autoctone di Garganega si producono anche altri bianchi interessanti, come ad esempio il Bianco di Custoza e il Recioto di Soave, ottenuto da uve Garganega sottoposte ad appassimento. Spostandoci a sud del Lago di Garda, troviamo il Lugana DOC, realizzato con uve di Trebbiano di Lugana, anche detto Turbiana
VINI ROSSI VENETI
Parlando di rossi veneti, si pensa subito alla Valpolicella, divenuta punto di riferimento a livello internazionale. Quest'area ad est del Lago di Garda, fra il fiume Adige e Verona, è da sempre legata al vino Amarone DOCG, prodotto principalmente da uve autoctone Corvina a cui si unisce la Rondinella e piccole percentuali di altre uve locali sottoposte ad appassimento. "Fratelli" del noto Amarone sono il Valpolicella (Classico o Superiore), caratterizzato da alcolicità e tannitcità più moderate e il Valpolicella Ripasso DOC, ottenuto dal contatto del Valpolicella base sulle vinacce residue dell'Amarone per circa 15/20 giorni. Un vino rosso veneto da bere più giovane rispetto all'Amarone è il Bardolino, tipico della zona del Garda, nella versione rossa da uve Corvina, Negrara, Rondinella, Molinara, Sangiovese e Rossignola. Spostandoci più verso est, la zona dei Colli Berici è nota per i rossi Cabernet Sauvignon, Merlot e Tai Rosso (vitigno autoctono simile al Cannonau o al Grenache), mentre ancora più ad est, al confine con il Friuli, nelle aree meno conosciute del Piave e del Lison Premaggiore, troviamo buone espressioni di rossi da uve internazionali, come il Merlot o il Cabernet Sauvignon e Franc, insieme al Raboso, vitigno autoctono del Piave, ricordato per le sue capacità d'invecchiamento, oltre che per le spiccate doti di tannicità e acidità.
VINI ROSATI VENETI
Il Veneto propone anche ottimi vini rosati, freschi e leggeri da bere giovani, come ad esempio il Chiaretto, tipico della riviera del Garda, ed il Bardolino rosato, entrambi ottenuti dalle stesse uve utilizzate per i più robusti vini rossi della Valpolicella.
VINI SPUMANTI VENETI
Nel Veneto orientale, fra Treviso e Conegliano, il destino ha voluto che l’uva Glera trovasse il suo ambiente ideale. Si tratta del vitigno utilizzato per la produzione dello spumante Prosecco. A sua volta, il Prosecco viene suddiviso in due sottocategorie che fanno capo a due DOCG: Conegliano-Valdobbiadene e Colli Asolani. All'interno poi dell'area di Valdobbiadene, è stata ritagliata una micro-zona simbolo del CRU di questa denominazione: si tratta del Prosecco Cartizze DOCG.
Infine, il Veneto è produttore anche di alcuni ottimi vini dolci, fra cui il già citato Recioto di Soave DOCG, il Moscato Fiori d'Arancio DOCG dei Colli Euganei e il Breganze Torcolato DOC, un passito la cui produzione è consentita nella provincia di Vicenza, da uve autoctone di Vespaiola in purezza.

Indirizzo

Ferrara
44121

Orario di apertura

Lunedì 06:00 - 20:00
Martedì 06:00 - 20:00
Mercoledì 06:00 - 20:00
Giovedì 06:00 - 20:00
Venerdì 06:00 - 20:00
Sabato 06:00 - 20:00

Telefono

+393318103787

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Bar Corner pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Bar Corner:

Condividi

Digitare